13 Nov 2009

CROCIFISSI PER SEMPRE?

1) Nel suo articolo: “Ma io difendo quella croce”, Marco Travaglio, dopo aver preso le dovute distanze dal Vaticano, dai politici e dai loro portaborse massmediatici, che, strumentalmente, si ergono a novelli paladini del Crocifisso, espone i motivi, che, per lui, comunque giustificherebbero la presenza dello Stesso nelle aule scolastiche.
Egli scrive:
“Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture…” [1].
Mi sarei aspettato un’affermazione meno categorica, da parte di chi è noto per l’acribia con cui esamina ogni materiale documentario, per lo meno per due motivi:
A) i burocrati dell’amministrazione imperiale romana non erano sicuramente dei pressappochisti come lo sono molti degli attuali; gli storici romani costituiscono ancora dei modelli pure per quanto concerne il rigore delle loro ricostruzioni degli eventi.
Sembra, pertanto, singolare che né gli uni, né gli altri parlino in maniera approfondita, esaustiva e persuasiva di quegli avvenimenti di portata sconvolgente, stando ai Vangeli, che si produssero, tra l’altro, in quella polveriera che era la Palestina dell’epoca e che, come tale, era sicuramente oggetto di una particolare attenzione del ceto dirigente ed intellettuale romano.
B) Ancor più singolari sono le contraddizioni presenti proprio nei Vangeli, testi sacri, non dimentichiamolo, riguardo ad episodi fondamentali della vita di Gesù.
Essendo note a tutti coloro che si sono presi la briga di leggere i testi suddetti e non essendo questa la sede, per passarle in rassegna, mi limito a ricordarne una, quella concernente la nascita di Gesù:
per Matteo , avvenne a Betlemme, dove Giuseppe e Maria abitavano e da dove fuggirono subito dopo il parto, per evitare la persecuzione di Erode, rifugiandosi in Egitto; per Luca, ugualmente avvenne a Betlemme, dove, però, Giuseppe e Maria, abitanti a Nazaret, si erano recati per il (presunto) censimento, ordinato dai Romani, senza, poi, scappare in Egitto; Marco e Giovanni non parlano affatto di questi eventi, poiché iniziano la loro narrazione con il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni [2].

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