1) Dal “Vangelo” secondo Tommaso [1]:
“Per un po’ il riflesso, anche di personalità illustri, era stato di predicare che «se la Grecia si è amministrata male sia essa a subirne da sola le conseguenze».
Ora ci si è resi conto che lasciare cadere la Grecia non è saggio, come sarebbe irresponsabile lo Stato che facesse fallire una sua regione.
Ma attenzione: né lasciar naufragare, né fare salvataggi gratis: la
GRECIA DEVE ACCETTARE UNA LIMITAZIONE DI SOVRANITÀ” [2].
Così, finalmente, grazie a Tommaso Padoa-Schioppa (d’ora in avanti: TPS), è caduta pure la foglia di fico, che, fino ad oggi, aveva ammantato le/la
vergogna [3] della cosiddetta Comunità Europea.
Tra l’altro, fino a poco tempo fa, un’affermazione così dirompente sarebbe stata introdotta da una di quelle formule stereotipate ed insipide, con cui lo stucchevole giornalismo italiota ci ha reso ancor più ottusi di quello che già eravamo: “La rude franchezza …”, “Una provocazione intellettuale per smuovere un’apatica classe politica …”.
Evidentemente, però, la crisi incalza e non c’è più tempo da perdere in convenevoli, cosicché si arriva subito al dunque: la barzelletta, circolante dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sulla sovranità nazionale dei “molto liberi” Stati europei è, ormai, più fuoricorso delle vecchie lire.
In verità, in verità, se non vivessimo in un’epoca in cui le fiabe per adulti riscuotono un successo ancor maggiore di quelle per l’infanzia, la molto reale presenza delle basi militari statunitensi sul suolo europeo sarebbe stata più che sufficiente per chiarire la condizione di vassallaggio dell’Europa Occidentale nei confronti degli Stati Uniti.
Scritto da: Valerio Bruschini
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