4 Mar 2010

LITIGI SANTI: DAL BRASILE ALL’ ITALIA

1) Questa singolar tenzone/contesa ha come involontaria protagonista iniziale una bambina brasiliana, violentata dal patrigno, rimasta incinta di due gemelli e fatta abortire, a Recife, nel 2009.
L’Arcivescovo di Olinda e Recife, Josè Cardoso Sobrinho condannò immediatamente il duplice aborto.
Non essendo, però, il mondo fatto ad immagine e somiglianza dell’Italia, non solo la stampa brasiliana, ma anche quella di molti altri Paesi criticò il fanatismo e la durezza di cuore della Chiesa, in particolare dell’insigne Arcivescovo.
Il caso volle che, in quei giorni, Lucetta Scaraffia, commentatrice de ”L’Osservatore Romano”, fosse a Parigi e che, preso atto della tempesta di critiche della stampa francese, allarmasse il Direttore Giovanni Maria Vian, che, a sua volta, sentito il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, chiese all’Arcivescovo Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia della vita, di scrivere un articolo per far cessare gli attacchi alla Chiesa ed al Papa.
“Fisichella lo scrisse. Bertone lo esaminò e approvò parola per parola, senza farlo controllare preventivamente dalla congregazione per la dottrina per la fede, come in Vaticano si fa, di regola, per le prese di posizione che toccano la dottrina” [1].
L’articolo fu pubblicato, in prima pagina, da “L’Osservatore Romano” nel pomeriggio del 14 Marzo 2009, con la data del giorno successivo. L’Arcivescovo Fisichella scrisse che il caso della bambina brasiliana
“ha guadagnato le pagine dei giornali solo perché l’arcivescovo di Olinda e Recife si è affrettato a dichiarare la scomunica per i medici che l’hanno aiutata a interrompere la gravidanza.
Quando invece, “prima di pensare alla scomunica”, la bambina “doveva essere in primo luogo difesa, abbracciata, accarezzata” con quella “umanità di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri”.
Ma “così non è stato”.
E proseguiva:
“A causa della giovanissima età e delle condizioni di salute precarie, la vita [della bambina] era in serio pericolo per la gravidanza in atto.
Come agire in questi casi?
Decisione ardua per il medico e la stessa legge morale.
Scelte come questa […] si ripetono quotidianamente […] e la coscienza del medico si ritrova sola con se stessa nell’atto di decidere cosa sia meglio fare”.
Nel finale dell’articolo Fisichella si rivolge direttamente alla bambina:
“Stiamo dalla tua parte. […]
Sono altri che meritano la scomunica e il nostro perdono, non quanti ti hanno permesso di vivere” [2].
E’ proprio il caso di dire: “Apriti cielo!”; dopo quell’articolo, la bambina brasiliana, “naturalmente”, scomparve dalla scena e scoppiò un vero e proprio “santo uragano”.

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