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[Sonetto] A Sinistra, anche in Paradiso. A Valerio

Il posto in Paradiso

Davanti al Santo Padre, il buon Francesco,
si sfoga il Cardinale Camerlengo:

“Stanotte ho avuto un incubo pazzesco
che al sol pensiero quasi quasi svengo:

davanti al botteghino di San Pietro
s’era formata d’anime una schiera
che non andava più nè avanti o indietro
tra urli e grida da mercato in fiera.

Soffuso da una luce un po’ giallastra
Iddio s’affaccia dalla balaustra:

“Cos’è questo casino, questa giostra?
Così l’ingresso in Cielo s’amministra?”

E Pietro:
“Scusa tanto, bontà nostra,
ma il nome di costui non si registra,
Valerio non è inscritto in questa lastra:
lui non può star tra i santi alla tua destra!”

“Spalanca, o Pietro, la tua testa lustra:
lui non è stato mai pecora vostra
Valerio mai mangiò la tua minestra

e qui nessuno gliela somministra:
lui non starà tra i santi alla mia destra
ma tra le menti libere, a sinistra!”

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3 thoughts on “[Sonetto] A Sinistra, anche in Paradiso. A Valerio

  1. Solo chi ti ha conosciuto può capire il vuoto che hai lasciato in noi , solo noi possiamo capire il pieno che ci hai lasciato.
    Ciao Valerio.

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