Bertha, il tuo nome è Valerio.

T.2016
Bertha Caceres l’hanno uccisa come hanno ucciso Valerio Verbano.
I suoi assassini l’hanno sorpresa nel sonno, violentando la sua indifesa
intimità come solo la bestia fascista è capace di fare.
Come con Valerio si sono introdotti nella sua casa e hanno dato fuoco alla vigliaccheria ancor prima di far detonare la vigliaccheria del fuoco.
Valerio, e la sua indomita mamma Carla, hanno provato a resistere;
Bertha, forse non ne ha avuto neanche il tempo.
Avrà avuto il tempo di stampare i suoi occhi negli occhi di chi nella maniera
più vile avrebbe messo fine alla sua vita.
Per quanto sia stata una esecuzione, e condotta quindi con tutti i “crismi” che
una operazione simile richiede, è la paura che ha fatto premere il grilletto.

La paura di trovarsi davanti una donna disarmata che con la sola forza delle parole,
dei gesti esemplari, rendeva disarmante la bieca pratica della sopraffazione.
L’avrà guardato fisso negli occhi per raccontargli in una frazione di secondo l’atroce inutilità di quel gesto.
Come se uccidere e assassinare a sangue freddo fosse una prova di impareggiabile coraggio. Continua

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[video] La figlia di Berta Caceres denuncia gli assassini

Parla Isabel, figlia di Berta Caceres, assassinata il 3 marzo: «In Honduras è facile pagare qualcuno per uccidere. Berta era stata minacciata dall’azienda che vuole la diga di Agua Zarca»

Funeral of prominent indigenous activist Berta Caceres

Una folla di sostenitori ha dato ieri l’ultimo saluto a Berta Caceres, la leader ecologista honduregna assassinata giovedì da un commando armato, chiedendo che emerga la verità e che sia fatta giustizia. Tra i molti che si sono alternati a portare a spalla il feretro per 10 chilometri, lungo le strade di La Esperanza, molti erano indigeni Lenca per i cui diritti la Caceres. 45 anni, ha sempre combattuto. Mentre i tamburi scandivano ritmi afrohonduregni, la gente ripeteva “la lotta continua e non si fermerà” e “Berta è con noi, oggi e per sempre”.
Tra le persone che hanno partecipato alle esequie c’erano le sue quattro figlie e l’ex marito. La madre ha detto di sperare che l’omicidio di sua figlia non resti impunito e che la comunità internazionale faccia pressione sulle autorità affinché siano trovati i responsabili.

Il mio nome è Isabel Berta Caceres sono figlia di Berta Caceres Flores e nella mattina di oggi abbiamo ricevuto la terribile notizia della suo omicidio all’una di notte in casa sua, nella sua casa, a Esperanza, in Honduras.

Che informazioni avete fino ad ora?
Fino ad ora sappiamo che sono state due persone sconosciute, sappiamo che c’è stato un testimone che ha ricevuto 4 proiettili, sappiamo che mia madre è stata portata stamattina all’obitorio di Tegucigalpa per farle l’autopsia e capire di più su come è avvenuto questo omicidio e fare chiarezza e trovare i responsabili di quest omicidio. Continua

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Uccisa in Honduras Berta Caceres, l’ecologista che lottava per l’ambiente e gli indigeni

“In tutta la mia vita sono stata cosciente di ciò che può succedere per lottare, come sono cosciente anche del fatto che stiamo affrontando un potere oligarca, bancario, finanziario e trasnazionale, così come lo stesso Stato dell’Honduras e i suoi apparati repressivi, che storicamente si sono inchinati agli interessi delle grandi multinazionali. Non mi piegheranno! (Bertha, Giugno 2013).

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Berta Caceres, l’ecologista indigena honduregna che nel 2015 aveva ottenuto il massimo riconoscimento mondiale per le lotte ambientaliste, il Premio Goldman, è stata uccisa ieri notte nella sua casa di La Esperanza, nell’est del paese centroamericano in quella che molti hanno definito un’esecuzione annunciata. Due uomini, ha raccontato Hugo Maldondo, presidente del Comitato per la difesa dei diritti umani, hanno fatto irruzione nella casa di Caceres intorno all’una del mattino (le 7 in Italia) e l’hanno freddata a colpi di arma da fuoco.

L’esecuzione della esponente di punta dell’etnia lenca – la più numerosa in Honduras – è stata condannata dal presidente Juan Orlando Hernandez, che per bocca del suo capo di gabinetto Jorge Alcerro, «ha ordinato alle forze di sicurezza di trovare con ogni mezzo i responsabili di questo crimine abominevole».

Tra le Ong di difesa dei diritti umani e dell’ambiente la convinzione è però che si sia trattato di un crimine annunciato: a causa della sua militanza, Caceres aveva ricevuto numerose minacce di morte e la autorità le avevano promesso una scorta della polizia, che però evidentemente non era presente quando gli assassini si sono presentati a casa sua.

L’anno scorso la mobilitazione dell’ecologista contro il progetto della diga Agua Zarca le era valso il Premio Goldman. A suo parere lo sbarramento sul fiume Gualcarque – considerato sacro dai lenca – poneva a rischio «l’approvvigionamento di acqua, alimenti e medicine di centinaia di indigeni, ignorando il loro diritto a una gestione sostenibile del loro territorio». Continua

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Accade in Umbria: nel settore idroelettrico, regalo da 1 miliardo alle multinazionali

Oltre un miliardo di euro netti negli ultimi dieci anni: sulla scorta del programma finanziario di Garrone, nuovo acquirente del c.d. Nucleo idroelettrico di Terni (con centrali presenti  in entrambe le province umbre), possiamo ben dire che questa Regione ha svenduto tutto, regalando somme incredibili alle multinazionali straniere –prima Endesa e poi E.On- grazie al mantenimento di canoni concessori straordinariamente bassi.
Stiamo parlando degli impianti più importanti dell’Italia a sud del fiume Po. Continua

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“Laudato si’”: le devastanti conseguenze dell’attuale modello di sviluppo

1) L’approfondita analisi della situazione ambientale mondiale, svolta dal Papa, fa sì che pure l’elenco delle conseguenze, prodotte dal modello di sviluppo imperante, sia tanto istruttivo quanto nutrito, cosicché è difficile darne conto per intero.
Prima di iniziare la rassegna, è importante evidenziare la correlazione istituita da Francesco I e che presiede a tutto il suo lavoro:
” 48 L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause, che hanno attinenza con il degrado umano e sociale.
Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta: Continua

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“CHI HA INQUINATO DEVE ESSERE … PAGATO!” Contro il decreto tombale del Governo sulle bonifiche

COMUNICATO STAMPA

Destinazione Italia: il Governo Letta interviene a sostegno di chi ha causato i peggiori disastri ambientali del Paese.

Chi ha inquinato deve essere pagato: un condono tombale sulle bonifiche per criminali ed aziende senza scrupoli con tanto di regalo di miliardi di Euro di fondi pubblici.

Condono tombale per i peggiori disastri ambientali e a pagare sarà il popolo inquinato e non gli autori delle contaminazioni.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Stop Biocidio Lazio e la Rete Comuni SIN denunciano che in Italia, tra pochi giorni, varrà definitivamente il nuovo principio “Chi ha inquinato viene… pagato!”, che sostituirà l’ormai obsoleto “chi inquina paga”, tuttora in auge nel resto d’Europa.
Il Governo Letta ed il Ministro Orlando, infatti, tornano alla carica per sollevare gli inquinatori dagli oneri delle bonifiche nei Siti di Interesse Nazionale, le aree disastrate da decenni di inquinamento senza scrupoli.
Dopo il maldestro tentativo di cancellare in radice le bonifiche attraverso il cosiddetto “Decreto Continua

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