Ecco perché l’Anpi ha ragione a votare no e a dirlo ad una Ministra antidemocratica

21 Maggio 2016

Quella che segue è la lettera che il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha inviato all’Unità in risposta a quella di 70 senatori del Pd pubblicata dallo stesso giornale. La lettera di Smuraglia è stata pubblicata oggi sul quotidiano.

Cari Senatori,
ho letto la vostra lettera aperta e ne capisco le ragioni.
Quando si approva più volte una legge, si finisce per affezionarsi. Per di più, siamo già in campagna referendaria e dunque bisogna fare un po’ di propaganda e cercare di mettere in difficoltà chi si colloca, in questo caso, dall’altro lato della barricata.
Capisco anche l’esaltazione che fate della Riforma: a voi piace, l’avete votata e non avete ripensamenti.
Come sapete, io la penso in un altro modo e, fortunatamente, non sono il solo. Continua

Mi piace(6)Non mi piace(0)

25 Aprile. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulle scelte editoriali della Repubblica ora ha avuto una conferma.

Il suo fondatore, Eugenio Scalfari, non aveva certo scelto la via della Resistenza anzi nel 1942 era stato nominato caporedattore di Roma Fascista ma settant’anni più tardi mi sarei aspettato almeno una riga in prima pagina su La Repubblica in occasione della Festa della Liberazione. E invece no.

Ieri non volevo credere ai miei occhi. Nella mazzetta dei giornali non mi aspettavo certo che il Giornale o Libero dedicassero parole a Sant’Anna di Stazzema, ai martiri di Marzabotto, ma che “Repubblica” preferisse ricordare il quattrocentesimo centenario della morte di Cervantes e Shakespeare piuttosto che le centinaia di partigiani e civili uccisi non può essere considerata una dimenticanza ma una scelta.

Per un attimo ho pensato che l’edicolante mi avesse dato il giornale del giorno precedente. Ma non era così. Sulla “prima” del quotidiano diretto da Mario Calabresi ieri hanno preferito dare spazio a Valentino Rossi, alle 20mila idee di successo finanziate dagli amici del web e alla Juventus. Nemmeno un editoriale, una foto-notizia sul 25 aprile. Meglio parlare (sempre in “prima”) del boom dei viaggi per super ricchi: Vittorio Zucconi, nato quattro giorni prima l’eccidio di Stazzema, grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica, anziché dedicare qualche riga alla Festa della Liberazione, ha preferito raccontarci di quell’uno per cento del mondo che sborsa cifre a sei zeri per servizi riservati.

L’apertura, chiaramente, non poteva che essere destinata a lui, al premier con tanto di intervista su sei colonne alla seconda e terza pagina. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)

Torino chiama Ankara. Perché quella piazza si chiama 18 Dicembre.

01f_piazza_18_dicembre_01
Torino chiama Ankara – Ricordiamoci la strage fascista di Torino del 18 Dicembre 1922.

Serata per non dimenticare.

Venerdì 18 Dicembre 2015 – ore 20.00
al Circolo Arci No.à
C.so Regina Margherita, 154 a Torino

All’indomani della marcia su Roma, il regime fascista tenta di normalizzare le realtà più ostili alla sua restaurazione, una di queste è la Torino operaia, reduce dal Biennio Rosso.
Il 17 Dicembre 1922, migliaia di camice nere giungono a Torino da tutto il Nord Italia per una parata pubblica.
Molte sono le provocazioni nei confronti di operai e comunisti di Torino.
In serata, un operaio di nome Prato reagisce ad un’aggressione di alcune camice nere, uccidendo uno di questi e ferendone un altro in modo grave.
Il 18 Dicembre scatta la rappresaglia dei fascisti torinesi: in tre giorni, vengono uccise oltre venti persone.
La Camera del Lavoro viene incendiata. Tra le vittime, c’è il segretario della Fiom torinese, Pietro Ferrero e il consigliere comunale del PCI, Berruti.
Nessun fascista sarà mai condannato per la strage e il tribunale della Repubblica nel 1956 assolverà Brandimarte che, nel 1922, aveva rivendicato la vendetta fascista.
La normalizzazione del ventennio era iniziata.

Perché quella piazza si chiama 18 Dicembre.

TESTO DELLA LETTERA APERTA

Abbiamo letto con interesse a sincero apprezzamento la lettera aperta di Claudio Gorlier sulla Stampa del 8 Dicembre: “Ricordiamoci perché quella piazza si chiama 18 Dicembre”.
Siamo un gruppo di realtà torinesi che dal 2012, anno del novantennale della strage, ha organizzato vari appuntamenti cittadini per
riflettere sulla crudeltà di tale episodio e per capire a fondo le motivazioni che la generarono e il contesto sociale e istituzionale
che la rese possibile.
In questi anni alcuni di noi hanno portato la memoria della strage in vari luoghi cittadini (Circolo Arci Caffè Basaglia, Libreria 451,
Festa FIOM ai giardini Ginzburg, un tram in piazza Statuto) con diverse modalità espressive (spettacolo teatrale, reading, dibattito
storico con il Prof Angelo D’Orsi, concerto commemorativo). Quest’anno l’appuntamento serale del 18 Dicembre è stato organizzato al Circolo Arci No.a di Corso Regina Margherita 154 dove, tra reading di letture di politici al confino e canti della tradizione del movimento operaio, ascolteremo la testimonianza indiretta della strage da parte di Chiara Acciarini dai ricordi di Filippo Acciarini e apriremo lo sguardo odierno sulla strage di Ankara del 10 Ottobre scorso che ha colpito un corteo organizzato dai sindacati per chiedere pace e diritti in Turchia.
Facciamo nostro l’appello di Gorlier al sindaco di Torino perchè, in qualità di rappresentante della cittadinanza, apra un tavolo di
approfondimento storico per scoprire possibili eventi sepolti negli archivi di Stato e capire se la storia di quei giorni sia stata
compresa fino in fondo in tutti i suoi aspetti.
I sottoscrittori di questo lettera si danno dunque disponibili ad organizzare o partecipare ad un dibattito pubblico con tale obiettivo
di ricerca storica, confidenti che la memoria non si limiti solo alla preziosa commemorazione alla lapide di piazza XVIII Dicembre ma possa trasmettersi viva nelle manifestazioni artistiche, nell’impegno delle organizzazioni cittadine e dei singoli individui.

COMITATO ARCI TORINO
FIOM CGIL TORINO
ASSOCIAZIONE ETICA E LAVORO P. TAVANO

Mi piace(4)Non mi piace(0)

Roma, Sabato 28 Febbraio: contro Renzi, mai con Salvini

28 Febbraio 2015
Salvini ce la sta mettendo tutta per diventare il leader del Centrodestra; i media televisi in particolare lo stanno ” costruendo”, pompandolo con passaggi giornalieri almeno da 4 mesi.
A Roma, il 28 Febbraio, è atteso alla prova del fuoco.
E il personaggio presta volentieri l’immagine spregiudicata e disinvolta da neo gerarca, anche con la sortita minacciosa di ieri in Campidoglio . Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

I NEOFASCISTI A TERNI ARRIVANO ALL’AGGRESSIONE COL COLTELLO

Antifascismo

Non intendiamo entrare in contraddittorio con chi, in questa città, vuole imporre una dialettica del coltello, strumentalizzazione tesa a prospettare la teoria degli opposti estremismi o ridurre tutto ad una rissa di strada.
Vogliamo ricostruire i fatti su cui, come abbiamo visto, sono state costruite artificiose false versioni, funzionali a confondere la gravità del gesto, del coltello, del tentato omicidio. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

12 DICEMBRE 1969: LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA – 45 ANNI DOPO: CHI È … STATO?

Piazza Fontana 1896930_10153455591902627_541862302895424868_n
PER RICORDARE LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA DEL 12 DICEMBRE 1969,
L’INNOCENZA DI PIETRO VALPREDA E L’ASSASSINIO DI GIUSEPPE PINELLI

AFFERMARE LA MATRICE FASCISTA E DI STATO DELLA STRAGE PER COMBATTERE NEL PRESENTE GLI EREDI DEGLI ASSASSINI DI IERI, PER UNA CITTÀ METICCIA E SOLIDALE, ANTIFASCISTA ED ANTIRAZZISTA

Il 12 Dicembre 1969 una bomba collocata dai Fascisti di Ordine Nuovo, con la fattiva collaborazione di apparati statali, esplose alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana uccidendo 17 persone.
Tre giorni dopo l’Anarchico Giuseppe Pinelli, ingiustamente accusato, venne fatto precipitare dal quarto piano della Questura.

Da lì partì una trama politica – gestita dal Ministero degli Interni – per attribuire all’Estrema Sinistra la responsabilità dell’attentato: Pietro Valpreda passò anni in carcere prima di essere riconosciuto innocente.
L’obiettivo era di gettare il Paese nel terrore e favorire una svolta autoritaria, per bloccare il forte movimento di rivendicazioni sindacali, sociali e politiche, che scuoteva profondamente la società.
L’Italia era al centro di trame gestite in prima persona dagli Stati Uniti e dai loro servizi segreti, che utilizzavano come basi d’appoggio i regimi fascisti di Spagna, Portogallo e Grecia. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)

Vergogna alla manifestazione del 25 aprile. Aggrediti i palestinesi, spezzato il corteo

corteo25Aprile2014

Comunicato stampa

La Confederazione Cobas Romana, partecipe delle numerose iniziative espresse a Roma nel 69° anniversario della Liberazione 25Aprile, esprime :

- la vicinanza solidale ai/alle Compagni/e della Rete di solidarietà con il popolo Palestinese aggrediti al Colosseo, alla partenza del corteo indetto dall’Anpi, dalle squadracce della Led ebraica, non nuove all’infame compito di sostenere i crimini dello Stato israeliano nei confronti del martoriato popolo palestinese;

- la condanna del comportamento della dirigenza Anpi, che, di fronte all’evidente aggressione posta in essere dalla Led ebraica e dal dispositivo poliziesco sostenente gli aggressori, non ha mosso un dito ed anzi ha fatto partire il corteo, forzando la separazione dai Compagni della Rete , che con tenacia hanno mantenuto la volontà di partecipazione al corteo del 25 Aprile in ciò sostenuti da centinaia di Compagni/e antifascisti/e ;

- l’impegno costante e coerente a fianco del popolo palestinese e di tutti i popoli combattenti per la propria Liberazione ;

- la proposta rivolta alle compagini antifasciste, alle reti di solidarietà con i popoli oppressi, alle realtà sociali e ambientali , della rapida convocazione di una Assemblea Cittadina , per impedire che gravi fatti del genere non abbiano più a ripetersi e per rinnovare l’impegno solidale con la Palestina.

Roma 25 Aprile 2014
Confederazione  Cobas  Roma

Mi piace(0)Non mi piace(0)

15 FEBBRAIO 2014: TERNI ANTIFASCISTA RESPINGE I VITTIMISTI DELLE FOIBE NELLE FOGNE

Sabato 15 Febbraio 2014 centinaia di Antifascisti hanno presidiato il Comune di Terni impedendo che qualche decina di neofascisti, con la scusa delle foibe, concludessero lì la loro pantomima vittimistica in ricordo di presunti martiri delle foibe.

Da tempo, denunciamo che la scellerata autorizzazione da parte del Comune alla “Via delle vittime delle foibe” avrebbe offerto il cavallo di Troia per  la presenza dei neofascisti in città.
E così è stato anche quest’anno, ma la risposta di centinaia di Antifascisti di tutte le età e di tante organizzazioni politiche e sociali ha impedito che la conclusione della parata neofascista, con tanto di striscione nero, arrivasse sotto il Comune.
Questi figuri si sono incontrati nel posto che è loro più consono: le fogne (il parcheggio sotterraneo di via Guglielmi) e sono rimasti in mezzo al traffico. Continua

Mi piace(0)Non mi piace(0)