Esproprio bancario, esproprio anti-proletario

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«Un tempo i reazionari spaventavano chi possedeva una casa dicendo che i comunisti gliela avrebbero presa. Oggi che nessuno ci cascherebbe più, sono ben altri gli espropriatori in agguato…»

La porcata è venuta alla luce ed il governo sta provando a rattopparla. Ma l’esproprio resta, chiariamolo subito. Dopo i ritocchi annunciati, molti si chiedono se le case degli italiani messi in difficoltà dalla crisi siano davvero sotto attacco. La risposta è sì. E gli attaccanti sono i soliti noti, un trio composto da banche, governo ed Unione Europea.

Del resto, perché stupirsi? Non è forse il medesimo trattamento imposto da Bruxelles a Spagna e Grecia? All’origine del decreto governativo c’è infatti la solita direttiva europea. Renzi avrebbe voluto recepirla senza troppo rumore, ma gli è andata male. Questa volta l’azione dei deputati M5S è stata impeccabile. La riunione della commissione Finanze è saltata, i media sono stati costretti ad un minimo di informazione, il governo ha dovuto annunciare “modifiche”.

Ovvio che se il silenziamento avesse funzionato, nessuno nella maggioranza avrebbe accettato cambiamenti sostanziali al decreto. Ma non è il caso di cantare vittoria perché, quando nella prossima settimana i lavori parlamentari riprenderanno, il tentativo sarà quello di abbellire il testo per tenere fermo l’obiettivo che interessa a Lorsignori. Continua

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La ripresa per i fondelli del governo

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Nonostante la congiuntura internazionale favorevole, con il crollo del brent, la cui media nel 2015 si è più che dimezzata attestandosi a 54 dollari al barile, (dopo la media di 100,3 dollari al barile nel 2014, ed i 107,5 dollari nel 2013); il calo del cambio euro dollaro, diminuito a 1,1026 oggi rispetto a 1,3813 del 28 febbraio 2014; lo spread decennale con i bund tedeschi, oggi attestato a 134 punti base, contro 194 del febbraio 2014 (sceso sotto 100 punti nel febbraio 2015); due anni di questo Governo non hanno gettato le basi per la ripresa economica. I dati di alcuni indicatori:
Il debito pubblico pari a 2.107 miliardi di euro nel febbraio 2014, chiude il 2015 con una crescita di 33 miliardi e 800 milioni, attestandosi al 31 dicembre a quota 2.169,9 miliardi, con un aumento di 62,743 miliardi in 22 mesi (febbraio 2014 data di insediamento del Governo), una crescita di 2,851 miliardi di euro al mese, un gravame di 36.400 euro su ognuno dei 59,6 milioni di abitanti, un maggior debito pro-capite di 1.052 euro.

La pressione fiscale, che Il Governo spaccia per diminuita, è aumentata come dimostrato dalle entrate tributarie e dal rincaro delle tasse nel 2015. A fine dicembre infatti le entrate tributarie sono state pari a 433.483 milioni di euro, con un incremento del 6,4% rispetto ai 407.579 milioni dello stesso mese del 2014. Nella nota di aggiornamento del Def, le tasse sono cresciute di tre decimali (dal 43,4% al 43,7%) dal 2014 al 2015. A pagina 32 della Nota, la pressione fiscale a legislazione vigente, (norme che sono già legge), crescerà dal 43,7% del 2015 al 44,2% del 2016; dal 44,2% del 2016 al 44,3% del 2017. Per non parlare delle tasse sulle imprese, con la pressione fiscale pari in Italia al 64,8% contro una media europea del 40,6%. Continua

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Grecia, la beffa dei prestiti-truffa BNA. Tra i beneficiari ci sono i maggiori Partiti ed 11 aziende

Il più grande scandalo della Grecia moderna si fa beffa: dall’elenco dei beneficiari dei prestiti erogati dalla Banca Nazionale dell’Agricoltura spiccano il Partito Socialista e quello Conservatore.
Hanno ricevuto dalla BNA un bottino da 200 milioni, che non hanno mai restituito.
E sale a 5 miliardi il conto delle erogazioni “facili”, con garanzie poggiate su amministrazioni locali e Ministeri e mutuatari fittizi.
E intanto l’evasione fiscale continua a correre. Continua

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Padoan a “Ballarò” straparla di ripresa. È solo svalutazione dell’euro

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Il nostro Ministro dell’Economia Padoan, all’inizio, sembrava persona seria, poco propensa a fare dichiarazioni di qualunque genere, lavorava e stava zitto, non faceva propaganda.

Ed era esattamente ciò che deve fare un Ministro serio, perché, anche se ormai non lo dice più nessuno, non è compito dei Ministri (e tanto meno del Presidente del Consiglio) fare propaganda. Continua

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Come imbrogliare i risparmiatori. Mini-guida ai fondi comuni

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Beppe Scienza

“Molti italiani hanno qualcosa da parte, anche senza essere ricchi. Peccato che una bella fetta dei loro risparmi sia in fondi comuni e simili. Tali prodotti attualmente hanno molto successo.
Quasi 1.500 miliardi di euro sono nelle mani del risparmio gestito. Ovvero in cattive mani.
Il successo di vendita non è infatti frutto di buoni rendimenti.
Ma piuttosto di una sistematica manipolazione della realtà da parte di banche e promotori finanziari ed ultimamente anche di impiegati delle Poste e cosiddetti consulenti finanziari indipendenti.
Quelli che seguono non sono segreti, per chi è addentro nel mondo finanziario.
Sono cose che gli addetti ai lavori sanno benissimo e su cui, parlando fra di loro, concordano.
Ma le tengono nascoste ai risparmiatori, perché tutta l’industria del risparmio gestito prospera ingannando i clienti ed i suoi dirigenti si arricchiscono rifilando porcherie e porcheriole.
Sono cose notissime anche ai giornalisti economici, che però di regola sono culo e camicia con banche, società di gestione ecc.
Ed anche volessero scriverle, quasi nessuna testata gliele pubblicherebbe.
Per fortuna si possono però pubblicare in questo blog.
Ecco dunque i principali artifizi per abbindolare i risparmiatori e rifilargli fondi comuni. Continua

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Deutsche Bank. Il buco con la banca intorno

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Ve la ricordate la voragine con la banca intorno per eccellenza, sì Deutsche Bank, quella che truccò i bilanci nel 2009 nascondendo 12 miliardi di immondizia derivata…Deutsche Bank sotto accusa: celate perdite per 12 miliardi… solo qualche spicciolo che in realtà avrebbe costretto la Germania ad intervenire cercando di nazionalizzarla, come dice chi non sa di quello che parla?
Qui avete una dimensione tangibile di quello che stiamo parlando, ovvero di una banca la cui esplosione disintegrerebbe non solo la Germania, l’Europa ma probabilmente l’intero pianeta…

Ebbene ieri… Deutsche Bank, super ricapitalizzazione da 8 mld
La Deutsche Bank ha annunciato una ricapitalizzazione da 8 miliardi di euro. Lo ha reso noto lo stesso istituto di credito a Francoforte in serata. La banca riceverà sostegno anche dal mondo arabo, con 1,75 miliardi di euro in arrivo dallo sceicco Hamad Bin Jassim Bin Jabor Al-Thani del Qatar.
Una risposta decisa di fronte alla crescente pressione dei mercati finanziari che ritenevano sotto capitalizzata la banca in vista anche degli stress test richiesti dalla Bce. Si tratta della seconda più grande operazione di aumento di capitale mai affrontata nella storia del colosso finanziario tedesco, e sarà resa possibile, appunto, anche dal sostegno del mondo arabo: elemento su cui punta la stampa tedesca nel riferire la notizia in chiusura di giornata.
La Monte dei Pasci tedesca, la banca più sicura al mondo dicono loro, si era già portata avanti con il lavoro cercando di riempire la voragine attorno alla quale lavora…
Il 12 settembre del 2010 aveva annunciato un aumento di capitale nascondendolo sotto una presunta acquisizione Deutsche bank vara aumento di capitale record da 10,2. Continua

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