“Tsipras 1 e Tsipras 2″: da lupo a cane da pagliaio

L’ultima elezione greca ha confermato Tsipras come primo Partito.
In realtà a nessuno gliene poteva fregare di meno in Europa.
Era ormai uno Tsipras sgonfiato, addomesticato, reso servo, che farà ogni taglio richiesto dalla Troika. Tsipras 2 è stato celebrato dai giornali italiani come uno di Sinistra illuminato, che finalmente aveva capito.
Lo hanno messo (o si è fatto mettere) alla catena.
Se prima era un lupo, ora è un cane da pagliaio. Continua

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Dal Bunga Bunga al Bomba Bomba: le “renzate” fiscali sbugiardate

Le promesse fiscali dei due grandi imbroglioni nazionali (sullo sfondo lo scontro all’interno dell’UE).
Il Governo si rimangia il DEF?

In ogni cosa c’è un perché.
E la coincidenza del calendario delle promesse fiscali del Bomba (alias Renzi Matteo) con quello delle scadenze elettorali non ha bisogno di spiegazioni.
In ogni luogo c’è uno spirito.
E senza dubbio il Genius loci dell’Expo – dove si bara senza ritegno sul numero dei visitatori (leggi QUI) – è quello del bugiardo.
Non poteva dunque esserci luogo più adatto di questo sia per la menzognera promessa, che per il mentitore professionale che l’ha pronunciata. Continua

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Crisi Grecia? E se ora parlassimo di quella tedesca?

Secondo classiche storielle sugli abitanti di Cuneo (bersaglio di facezie alternativo ai Carabinieri) non era prova di particolare intelligenza l’uso locale di colmare una buca con il materiale ricavato dallo scavo di un’altra, a fianco.
Ebbene, almeno in tali pratiche Bruxelles sembra essersi trasformata nella succursale della città piemontese famosa per i suoi cioccolatini al rum. Continua

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“Non c’è Sinistra nella gabbia dell’euro”. Meglio tardi che mai.

1) Premessa del Campo Antimperialista
“Si è svolto ieri a Roma, organizzato da “Ideecontroluce” il seminario «Europa, sovranità democratica e interesse nazionale».
Presiedevano Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre.
Tra i presenti, oltre ad alcuni esponenti del PD e di SEL — essi non solo hanno difeso, con argomenti debolissimi, il micidiale operato di Tsipras, ma insistito sulla necessità di restare nell’euro (Unione) — alcuni economisti e politici, che in questi anni hanno svolto un’intensa battaglia di verità sull’euro e l’Unione Europea: Sergio Cesaratto, Alberto Bagnai, Vladimiro Giacchè, Emiliano Brancaccio, Luciano Barra Caracciolo, Moreno Pasquinelli. Continua

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L’ordine del Capitale non regna (ancora) ad Atene

Una liberazione di energie, un piccolo grande no costituente: il voto greco ha portato in un’Europa asfittica, avvinghiata allo status quo, un pezzo di America Latina.
Non ha rotto con questo l’isolamento della resistenza greca, non può farlo da sola, ma – passione contro ricatto, dignità contro paura – ha sbattuto in faccia a tutti le conseguenze di una crisi che i pescecani dell’euromerdocrazia e della finanza in alto, ceti sociali ottusi o rassegnati o ancora illusi in basso non riusciranno a lungo ad attribuire agli “irresponsabili” Greci (anche se è questo oggi il messaggio lanciato e in gran parte recepito nel resto d’Europa). Continua

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Draghi Mario: da grande, faccio lo strozzino

La BCE impone il “congelamento” del 27% dei depositi delle banche greche.
Mario Draghi tira la volata alla linea euro-tedesca: o Tsipras capitola, o la Grecia è fuori dall’euro.

«Una democrazia non vale più delle altre» ha detto l’ineffabile Juncker.
Tranquilli, non si riferiva alla Germania, che notoriamente non pretende di contare più degli altri … Il Lussemburghese ha così dato la linea per l’Eurogruppo di oggi: nessuna concessione alla Grecia e, se accade l’irreparabile, la colpa sarà tutta di Atene. Continua

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Tutto quello che ti dicono sulla Grecia è falso. Qui, i dati ed i fatti

Mancano quattro giorni al #greferendum sulle proposte della Troika.
Ancora per qualche giorno le vostre bacheche Facebook saranno intasate dai tifosi del Sì e dai sostenitori del No.
Ed allora ecco un prontuario per voi che avete un amico espertone di economia su Facebook, che sa tutto della Grecia: aiutatelo nella sua analisi macroeconomica, fatta di chiacchiere da bar, fornendo alcuni dati.
Sì, certo: i dati sono numeri, i numeri sono veri e quindi non stanno bene insieme alle chiacchiere, ma perché non approfittarne per fare un po’ di chiarezza sulle balle, che ci stiamo raccontando sulla Grecia in questi giorni? Continua

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È Draghi a provocare la corsa agli sportelli in Grecia. Il resto è disinformazione.

“I guardiani della stabilità finanziaria  stanno deliberatamente provocando la corsa agli sportelli e mettendo a rischio il sistema europeo per la loro volontà fanatica di mettere in ginocchio la Grecia”: l’accusa non viene da un complottista da blog.
La scrive sul moderato ed ufficioso “Telegraph” Ambrose Evans-Pritchard,  il più stimabile giornalista economico europeo, non solo in Inghilterra.
Sono parole forti ed esprimono lo sdegno e lo sgomento per la demenzialità cieca ed irresponsabile con cui l’eurocrazia – aiutata da dementi politici dei Paesi “forti” –  sta portando al disastro il problema greco, giusto per mostrare il suo potere. Continua

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In Grecia si muore di malattie. E la Troika, “democraticamente”, chiede altri sacrifici.

Impossibile commentare l’articolo del “Daily Mail” sulle condizioni della sanità greca.
Affidiamoci alle sue parole: “Bambini tenuti in ostaggio per le spese mediche, facchini usati come paramedici, tagli del 94% del budget: un bollettino di guerra dagli ospedali di Atene mostra che la Grecia sta letteralmente morendo dalla necessità di uscire dall’euro”. Continua

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Varoufakis, la capra ed i cavoli

Il Forum Internazionale di Atene è alle porte.
Cadrà in un momento delicatissimo.
Ammesso che il Fmi conceda in queste ore al Governo greco di posticipare il pagamento della prossima rata di debito in scadenza il 5 Giugno, (quella del 12 Maggio è stata saldata con una maldestra partita di giro), a fine mese sapremo se la Grecia andrà in default (con il terremoto che ne conseguirà per l’eurozona) o se sarà stato raggiunto un accordo politico che salvi capra e cavoli.
Ci torniamo più avanti. Continua

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Grecia default: l’Italia trema (lacrime di coccodrillo)

“E di chi la colpa se il default di Atene rischia di mandare per aria anche l’Italia?
Non solo della Troika, ma dei governi italiani (Berlusconi prima e Monti poi) e dei politici (PD e Forza Italia in primis), che accettarono quei due piani di “salvataggio” della Grecia, facendo passare il debito dai bilanci delle banche d’affari italiane a quello dello Stato, quindi sulle spalle dei cittadini.
Peggio, facendolo lievitare di dieci volte da 4,5 a 39/40 miliardi.
Il tutto nell’interesse delle grandi banche d’affari tedesche, francesi, inglesi e nordamericane”. Continua

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Draghi affogherà nelle “acque inesplorate” della Grecia?

Mario Draghi

I cinque motivi di preoccupazione del capo dell’oligarchia eurista

Mario Draghi non è più tanto sicuro della famosa «irreversibilità» dell’euro.
Un dogma sul quale a Bruxelles e Francoforte si è sempre giurato (leggi QUI).
Certo, la parolina magica continua ad essere ripetuta, ma con quale convinzione lo ha confessato proprio il numero 1 della Bce.
Il quale, parlando ieri a Washington, ha detto che se la crisi greca precipitasse ci troveremmo in «Acque inesplorate». Continua

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