FABIANI MICHELE, 27 ANNI, ANARCHICO: Lettera dal carcere di Ferrara

unnamed Per Michele
(La lettera è giunta oggi 28 Luglio, ma è stata scritta poco dopo il trasferimento al carcere di Ferrara)

10 luglio sono tornato in galera, dopo 7 anni, per un residuo di pena.
Pare che la procura di Perugia pretenda ad ogni costo un nuovo periodo di carcerazione, col procuratore capo in persona che ci mette la faccia, anzi la penna, firmando un nuovo mandato di arresto.

La magistratura si conferma, e non ne sono affatto stupito, un’arma al servizio dei potenti, da usare contro tutti coloro che osano alzare la testa contro l’ordine dei padroni.
Il capitalismo è una bestia ormai ansimante, bulimica, obesa, che per sopravvivere e rigenerarsi deve continuare a mangiare, e quindi a distruggere , tutto ciò che la circonda.
Uno schiacciasassi, un rullo compressore, che passa sopra ad uno sfruttamento sempre più feroce e non si ferma di fronte alla devastazione totale della natura. Continua

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FABIANI MICHELE, 27 ANNI, INCARCERATO DALLO STATO PERCHÉ … ANARCHICO

index Michele Fabiani Anarchico
La storia di Michele Fabiani è fin troppo nota a chi segue le vicende, originatesi dall’operazione “Brushwood” del 23 Ottobre 2007 [1]; pertanto, in questa sede, ci limitiamo ad aggiornare sulla attuale situazione dell’Anarchico spoletino.

1) “Mercoledì 23 Luglio, 13 giorni di prigionia, 413 dal 23 Ottobre 2007: il punto su Michele.

Martedì 22 ci sono stati i colloqui con i famigliari.
Michele è sempre nel carcere di Ferrara, in isolamento di tipo AS2, in altre parole, isolato dai comuni e possibilità di contatto solo con i politici, che sono 5, tutti di area anarchica.
Il morale è buono, il trattamento accettabile, l’alimentazione adeguata.

Sono state avviate dai legali tutte le iniziative necessarie, nell’ordine: revisione dell’interpretazione della sentenza da parte della Corte d’Appello di Perugia per ottenere una veloce liberazione, la richiesta di avvicinamento per ragioni famigliari e in seguito e in subordine gli arresti domiciliari al giudice di sorveglianza che ha sede nella città di Bologna. Continua

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GIUSTIZIA È (S)FATTA: IL “PERICOLOSO” ANARCHICO FABIANI MICHELE È STATO ARRESTATO

index Michele Fabiani Anarchico

Spoleto 10 Luglio 2014 ore 16,45 Michele è stato arrestato
Pochi minuti fa alle ore 16,40, tre agenti di PS hanno prelevato Michele dalla sua abitazione, per condurlo nel carcere di Maiano di Spoleto.
È l’ultimo atto di una storia disonesta, battezzata dagli stessi organizzatori Brushwood.
Per noi, da ora, inizia una battaglia quotidiana per la liberazione immediata di Michele.

Primo comunicato
MICHELE LO VOGLIAMO SUBITO LIBERO PERCHÈ BRUSHWOOD È UNA STORIA DISONESTA LA CUI MORALE È:
Lo Stato non è neutro, non è arbitro, è strumento dei poteri economici, politici, militari, giudiziari e mediatici, che dominano il sistema dei rapporti sociali in Italia.
Se sei anarchico e hai venti anni e sei accusato di terrorismo, per te ci sarà l’arresto preventivo, farai 400 giorni di reclusione, per nove mesi ti terranno in isolamento e nel carcere speciale e chiederanno per te 9 anni dietro alle sbarre, poi in appello ti diranno che l’associazione sovversiva non c’era e ti condanneranno a 2 anni e tre mesi. (Michele Fabiani) Continua

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BERLUSCONI È INNOCENTE, MICHELE FABIANI È IL VERO DELINQUENTE !

index Michele
1) In questo caso, Silvio Berlusconi è solo il simbolo di tutti i membri della classe economicamente e politicamente dominante, che, in questi ultimi trent’anni, pur macchiatisi dei più vari reati, non hanno fatto un solo giorno di carcere, grazie a leggi ad personam, a prescrizioni, ad amnistie.
Costoro, evasori fiscali, corrotti e corruttori, non solo hanno fortemente contribuito al disastro economico,sociale e culturale attuale, ma, cosa ancor più grave, hanno derubato del futuro le nuove generazioni, trasformate nelle prime vittime da immolare ogni giorno sugli altari dell’unico e vero Iddio rimasto: il Mercato.
Questi Signori, eseguendo le direttive del FMI, della BCE e della UE, hanno scientificamente e capillarmente distrutto la Scuola pubblica, la Sanità, i Diritti del mondo del lavoro, preparando un presente ed un futuro da incubo alle fasce più deboli e segnatamente alle nuove generazioni; si può ben dire che il famigerato Privato ha privato le/i giovani del loro Diritto a  vivere, scaraventandole/i nell’inferno giornaliero della pura sopravvivenza. Continua

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PULIZIA POLITICA A SPOLETO

Il 23 Ottobre, per ignoranza o sfregio, qualcuno ha pensato che un saluto scritto di rabbia su un muro
per Daschia [1] che non c’è più, oggetto di ingiustizia di uno Stato, che lo ha arrestato perché terrorista, per poi correggersi e dire che terrorista non era, dovesse finire sotto la “calce bianca” come quella che si usa per seppellire i morti.
Schiere di benpensanti di ogni pensiero politico pensano che ogni murales sia un’ offesa al decoro, ma non è vero: i dazebao, che denunciano l’ingiustizia, sono da sempre segno di civiltà.

Ma anche chi non fosse d’accordo, e sbaglia, capirà che stiamo parlando di un’altra cosa.
Stiamo parlando di pulizia politica.
Politica, perché chi ha ordinato la vernice bianca, al centro storico non vede la scritta “Duce” e copre con la “calce” in periferia la scritta “ciao Daschia”, politica, perché lascia indisturbate le scritte fasciste e copre di bianco quelle anarchiche, politica, perché cancella parole d’amore, che parlano di giustizia su un muro di periferia, e lascia graffiti di un amore privato sul monumento di Villa Redenta.
Ipocrita pulizia, moralistico pennello o piuttosto azione di un’amministrazione pavida e senza idee, che dice di sì alla richiesta di qualcuno che conta ed a cui non  ha il coraggio di dire di no. Continua

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23 OTTOBRE, NON DIMENTICHIAMO

6 anni fa, non è stata cronaca ma storia di questa città.
Questo ha voluto chi ha deciso una azione militare che la nostra piccola città neanche immaginava.

Il tempo trascorso non ha lenito le ferite aperte.
Chi si è macchiato del crimine di fare di menzogna, verità, di libertà, prigione, non sarà dimenticato.
In questo tempo sono accadute  cose che hanno restituito un po’ di verità, la condanna del Generale Ganzer, l’arresto della Presidente Lorenzetti, la sentenza della Corte d’Assise di Perugia, che riconosce che la cellula terroristica spoletina non è mai esistita, ma soprattutto cose tristi, la morte di Fabrizio e poi quella di Damiano pochi giorni fa ed altre cose ancora.

Ieri, una buona notizia: l’ultima impresa del PM Comodi si è rivelata l’ennesima caccia alle streghe, la Corte d’Assise di Perugia ha assolto tutti gli imputati  (Alessandro, Sergio, Stefano, Anna, Alfredo, Maria, Mariastella) per associazione sovversiva di matrice anarchico-insurrezionalista.
Tutti assolti perché il fatto non sussiste.
Tutti assolti da tutte le contestazioni di reato.

C’è chi può, perché ha il potere di farlo, trasformare la vita, i sogni, le speranze, lo spirito ribelle delle giovani generazioni in un inferno.
C’è chi può incarcerare un innocente e chi può chiedere sei anni di carcere per una scritta su un muro.

Oggi 23 Ottobre il nostro ricordo perciò corre inevitabilmente a Fabrizio e Damiano, ma una sorta di sorriso smorza la nostra tristezza, un sorriso che nasce da un pensiero consolatorio ma irriverente, gridato in faccia a coloro che vollero fare di loro dei terroristi:
“Venite a prenderli ora se ne siete capaci, s…… !”
Comitato 23 Ottobre

Da parte sua, “La Terra di Nessuno” dedica sia a Fabrizio, sia a Damiano questi versi di Francesco Guccini:

Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli …” [1].

Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare,
soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai
dovuto partire, se presto hai dovuto partire …
Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora
vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come
allora sorridi e che come allora sorridi …” [2].

NOTE
[1] Guccini Francesco, “La locomotiva”.
[2] Guccini Francesco,  “Canzone per un’amica”.

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