Bertha, il tuo nome è Valerio.

T.2016
Bertha Caceres l’hanno uccisa come hanno ucciso Valerio Verbano.
I suoi assassini l’hanno sorpresa nel sonno, violentando la sua indifesa
intimità come solo la bestia fascista è capace di fare.
Come con Valerio si sono introdotti nella sua casa e hanno dato fuoco alla vigliaccheria ancor prima di far detonare la vigliaccheria del fuoco.
Valerio, e la sua indomita mamma Carla, hanno provato a resistere;
Bertha, forse non ne ha avuto neanche il tempo.
Avrà avuto il tempo di stampare i suoi occhi negli occhi di chi nella maniera
più vile avrebbe messo fine alla sua vita.
Per quanto sia stata una esecuzione, e condotta quindi con tutti i “crismi” che
una operazione simile richiede, è la paura che ha fatto premere il grilletto.

La paura di trovarsi davanti una donna disarmata che con la sola forza delle parole,
dei gesti esemplari, rendeva disarmante la bieca pratica della sopraffazione.
L’avrà guardato fisso negli occhi per raccontargli in una frazione di secondo l’atroce inutilità di quel gesto.
Come se uccidere e assassinare a sangue freddo fosse una prova di impareggiabile coraggio. Continua

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[video] La figlia di Berta Caceres denuncia gli assassini

Parla Isabel, figlia di Berta Caceres, assassinata il 3 marzo: «In Honduras è facile pagare qualcuno per uccidere. Berta era stata minacciata dall’azienda che vuole la diga di Agua Zarca»

Funeral of prominent indigenous activist Berta Caceres

Una folla di sostenitori ha dato ieri l’ultimo saluto a Berta Caceres, la leader ecologista honduregna assassinata giovedì da un commando armato, chiedendo che emerga la verità e che sia fatta giustizia. Tra i molti che si sono alternati a portare a spalla il feretro per 10 chilometri, lungo le strade di La Esperanza, molti erano indigeni Lenca per i cui diritti la Caceres. 45 anni, ha sempre combattuto. Mentre i tamburi scandivano ritmi afrohonduregni, la gente ripeteva “la lotta continua e non si fermerà” e “Berta è con noi, oggi e per sempre”.
Tra le persone che hanno partecipato alle esequie c’erano le sue quattro figlie e l’ex marito. La madre ha detto di sperare che l’omicidio di sua figlia non resti impunito e che la comunità internazionale faccia pressione sulle autorità affinché siano trovati i responsabili.

Il mio nome è Isabel Berta Caceres sono figlia di Berta Caceres Flores e nella mattina di oggi abbiamo ricevuto la terribile notizia della suo omicidio all’una di notte in casa sua, nella sua casa, a Esperanza, in Honduras.

Che informazioni avete fino ad ora?
Fino ad ora sappiamo che sono state due persone sconosciute, sappiamo che c’è stato un testimone che ha ricevuto 4 proiettili, sappiamo che mia madre è stata portata stamattina all’obitorio di Tegucigalpa per farle l’autopsia e capire di più su come è avvenuto questo omicidio e fare chiarezza e trovare i responsabili di quest omicidio. Continua

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Uccisa in Honduras Berta Caceres, l’ecologista che lottava per l’ambiente e gli indigeni

“In tutta la mia vita sono stata cosciente di ciò che può succedere per lottare, come sono cosciente anche del fatto che stiamo affrontando un potere oligarca, bancario, finanziario e trasnazionale, così come lo stesso Stato dell’Honduras e i suoi apparati repressivi, che storicamente si sono inchinati agli interessi delle grandi multinazionali. Non mi piegheranno! (Bertha, Giugno 2013).

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Berta Caceres, l’ecologista indigena honduregna che nel 2015 aveva ottenuto il massimo riconoscimento mondiale per le lotte ambientaliste, il Premio Goldman, è stata uccisa ieri notte nella sua casa di La Esperanza, nell’est del paese centroamericano in quella che molti hanno definito un’esecuzione annunciata. Due uomini, ha raccontato Hugo Maldondo, presidente del Comitato per la difesa dei diritti umani, hanno fatto irruzione nella casa di Caceres intorno all’una del mattino (le 7 in Italia) e l’hanno freddata a colpi di arma da fuoco.

L’esecuzione della esponente di punta dell’etnia lenca – la più numerosa in Honduras – è stata condannata dal presidente Juan Orlando Hernandez, che per bocca del suo capo di gabinetto Jorge Alcerro, «ha ordinato alle forze di sicurezza di trovare con ogni mezzo i responsabili di questo crimine abominevole».

Tra le Ong di difesa dei diritti umani e dell’ambiente la convinzione è però che si sia trattato di un crimine annunciato: a causa della sua militanza, Caceres aveva ricevuto numerose minacce di morte e la autorità le avevano promesso una scorta della polizia, che però evidentemente non era presente quando gli assassini si sono presentati a casa sua.

L’anno scorso la mobilitazione dell’ecologista contro il progetto della diga Agua Zarca le era valso il Premio Goldman. A suo parere lo sbarramento sul fiume Gualcarque – considerato sacro dai lenca – poneva a rischio «l’approvvigionamento di acqua, alimenti e medicine di centinaia di indigeni, ignorando il loro diritto a una gestione sostenibile del loro territorio». Continua

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Il capitale sega il ramo su cui è seduto, e, nel frattempo, ci massacra.

Recensione di EXIT (Tomasz Konicz)

Di martedì , la sera, si possono fare molte cose, in casa o fuori, senza danneggiare nessuno, neanche se stessi come può invece accadere seguendo le trasmissioni condotte da Floris o Giannini (o peggio), la cui caratteristica comune è quella di seguire gli avvenimenti di prima pagina con un orizzonte che non supera la settima successiva, trasmissioni del tutto prone alle esigenze di marketing e al presenzialismo di politici di governo e di opposizione, all’insegna del fair play di fondo (tra cani non si mordono), dei sondaggi e delle sempre più ridicole controversie sulle ricette per il progresso della nazione ovvero sullo sviluppo economico dello Stato democratico del lavoro. Controversie sulla crisi blindate su posizioni intra-economiche, in cui ogni ipotesi interpretativa altera a tali imperativi costituisce semplicemente un tabù, protetto dallo slogan di rito del “fatti, non parole”.
Mi passavano per la mente questi pensieri leggendo fin dalle prime pagine il libro intitolato “Exit”, raccolta di scritti di Tomasz Konicz, autore di un certo credito nel contesto della critica del valore-dissociazione. La bontà di buona parte di questi scritti è che non sono di teoria ‘pura’, ma rappresentano quasi un approccio all’inchiesta giornalistica dal punto di vista di alcuni fondamentali della teoria in questione tra cui, tanto per cominciare, la denuncia dell’ottusità congenita nella “struttura ideologica nota come scienze economiche” (pag.15). Un vero e proprio contesto di cecità il cui massimo risultato che riesce a produrre è la constatazione puramente fenomenica che l’economia mondiale si regge sul fragilissimo equilibrio delle bolle finanziarie. Konicz ricostruisce il più recente ‘senso comune’ degli economisti e della loro presunta scienza, riportando le considerazioni delle più importanti testate economiche tedesche e statunitensi, tanto del punto di vista, minimizzante, neoliberista, quanto da quello, francamente inibito, neokeynesiano, il quale, seppur coglie il baratro cui l’economia mondiale va incontro, si rifiuta pervicacemente di riconoscere l’origine dell’abnorme sovrastruttura finanziaria nella crisi della società del lavoro. Continua

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Guerre. Terzani: “non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore”.

La guerra delle chiacchiere contro l’Isis
di Antonio Cipriani

La notte di terrore di Parigi dimostra, anzi conferma una cosa su tutte le altre: siamo indifesi. E che questi ultimi decenni di corsa al riarmo mondiale, alla sicurezza anche a danno della democrazia, alle guerre contro tutto e contro tutti, delle città blindate e delle paure costanti, non sono serviti certo a difenderci. Non sono serviti questi decenni di sangue e bombe, di droni e paure, di esaltazione di intellettuali del piffero a tenere sicuro il mondo, a spegnere i focolai di terrorismo. Anzi, non volendo certo semplificare una situazione assai complessa, possiamo però dire che l’intero sistema bellico-finanziario nato dopo la caduta del muro di Berlino, per motivi che un giorno forse gli storici riusciranno a spiegarci, ha costruito questo destino di orrore e instabilità nel mondo e di riflesso nel cuore delle nostre città, che fanno parte del mondo.
Probabilmente un giorno capiremo che gli stregoni delle analisi geopolitiche e dell’intelligence, i think tank tanto celebrati, hanno fatto ridere i polli. Per incompetenza (è una possibilità che questa epoca non nega ai vertici) o per superficialità. Per miopia o ignoranza storica, incapacità di capire che la storia infila le radici in un terreno che è quello della mentalità. E che questo terreno precede ogni azione, facendone seccare gli entusiasmi o alimentandone gli eccessi. Dipende da come viene coltivato. Continua

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Volkswagen, il gigante del Capitalismo ha mentito ai suoi clienti. Avanti il prossimo

Volkswagen, l’AD Winterkorn annuncia le dimissioni

Lo scandalo della Volkswagen è un duro colpo al capitalismo industriale moderno, quello che secondo la teoria Neoliberista, rappresenta la spina dorsale della crescita economica.
E quindi va difeso a spada tratta.
Ma sarà difficile, se non impossibile, anche per i più accaniti Neoliberisti far passare il software, che inganna i controlli sulle emissioni di diossido di nitrogeno come un errore casuale, un’alterazione non programmata.
Qualcuno l’ha pensata, l’ha studiata, ha prodotto ed applicato ai motori diesel il software, per imbrogliare le autorità competenti ed i consumatori.
E dato che la catena di montaggio automobilistica è un meccanismo complessissimo di orologeria industriale, dove tutto è computerizzato, bilanciato e verificato al millimetro, di certo il software fraudolento è stato approvato dal board della Volkswagen, perché per applicarlo, si è dovuta modificare la catena di montaggio. Continua

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La guerra fra poveri arricchisce i ricchi

padrone biscotti
Ad avermi buttato in mezzo ad una strada, a 50 anni, non è stato uno zingaro e nemmeno un Africano.
È stato De Benedetti.
A far di me un peso morto è stata la Fornero.
A fingere di proteggermi intanto che si facevano i cazzi loro, non sono stati gli Extracomunitari, ma i Sindacati.
A prendermi per il culo dicendo una cosa e facendo l’opposto, è Renzi, non i Rumeni.
A stravolgere la nostra Costituzione anzichè imporne il rispetto, è il Parlamento italiano, non quello tunisino.
A distruggere Sanità ed Istruzione, sono stati i Governi italiani eletti da Italiani, non i Rom.
A vessare con metodi medioevali chiunque provi a campare con il poco che racimola, sono funzionari italiani, non libici.
A vendere o spostare verso altre nazioni tutte le principali aziende italiane, non sono stati i Marocchini, ma Marchionne, Tronchetti Provera e quelli come loro.
A spingere al suicidio qualche centinaio di poveri cristi, sono stati i governanti italiani, non i profughi.
A sfruttare ogni disgrazia per guadagnarci milionate e distribuendo briciole, sono le grandi cooperative italiane, non quelle serbe.

Quando mi avanzerà abbastanza odio per persone provenienti da altre parti del Mondo, forse sposterò il tiro.
Per ora, mi accontento di riversarlo interamente sui personaggi di cui sopra, miei connazionali e, piuttosto che altri, preferirei fossero loro a trovarsi finalmente nella condizione di dover salire su dei barconi per scappare.
… Scappare da qui …

Fonte: http://contropiano.org/articoli/item/32233.

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Che succede realmente in Cina? Quale sarà il prossimo anello a saltare?

Abbiamo definito il sistema capitalistico (ed imperialistico) occidentale come una ierocrazia, dove le decisioni di ultima istanza vengono prese da una setta clericale, che venera il denaro e attraverso il controllo delle banche, (a partire da quelle centrali), riesce a volte a compiere il prodigio della sua moltiplicazione — lo stesso miracolo dei pani e dei pesci, ma dagli effetti opposti a quelli del Gesù, ovvero a beneficio dei ricchi ed a spese della povera gente, che sgobba per tenere in piedi la baracca traballante dell’iper-capitalismo o capitalismo-casinò. Continua

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L’ Enciclica anticapitalistica di Papa Francesco I: “Le radici del Male attuale”.

1) Nell’Introduzione, il Papa scrive:
” 15 …proverò ad arrivare alle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde”[1].
Bisogna riconoscere che, nei capitoli successivi, Egli mantiene senz’altro questa promessa impegnativa.
Tuttavia, prima di citare i passi più significativi al riguardo, è necessario segnalare altri elementi fondamentali e distintivi di questa Enciclica:
” 16 … l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; … la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita”[2]. Continua

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Dal libro “Creditocrazia”: il debito eterno è l’essenza del Capitalismo del XXI secolo

L’evoluzione del Capitalismo si chiama “creditocrazia”.
In sostanza il capitale è diventato solo un tramite, attraverso il prestito, per creare un debito e guadagnare sugli interessi e la permanenza di questo il più a lungo possibile nel tempo.
Per chi presta il capitale, l’obiettivo non è l’estinzione del prestito, ma il continuo ritorno degli interessi. Continua

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Grecia: vento di Libertà e di Liberazione

Tsipras vince
1) Così, l’impossibile, secondo i molto acuti esperti dell’Occidente tutto, è accaduto.
La Troika, che aveva occupato economicamente il Paese, riducendolo in servitù, provocando decine di migliaia di morti per malattia e per fame, (sì, per fame, nell’Europa del XXI Secolo), centinaia di migliaia di invalidi nel corpo e milioni di feriti nello spirito, che aveva umiliato ed offeso il 99% della popolazione, è stata sanguinosamente e vergognosamente sconfitta.
Questa guerra economica della Troika non ha nulla da invidiare all’occupazione nazifascista della Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale, tanto è vero che lascia dietro di sé un Paese in macerie e che ha potuto contare, ora come allora, su uno stuolo di Collaborazionisti locali ed internazionali: i Padroni greci e multinazionali, gli apparati dello Stato, i mass media del luogo e di ogni Paese capitalista, che, prima, hanno presentato in maniera canagliesca i “pigri” lavoratori greci, poi, hanno cercato di relegare nell’oblio la macellazione di un’intera popolazione, condotta, tra l’altro, dalla Troika come un esperimento da replicare altrove.

2) Questa vittoria, conseguita adoperando la matita elettorale come se fosse un kalashnikov, ha pure un alto valore simbolico: il Paese, che ha dato i natali alla Democrazia, che ha forgiato la Cultura occidentale, che ha mantenuto la propria identità durante 4 secoli di dominazione ottomana, che ha dato vita ad una delle Resistenze più forti contro il Nazifascismo, che ha visto i Partigiani comunisti combattere sino al 1949 contro la Monarchia, appoggiata dall’Inghilterra e  dagli USA, che ha spazzato via la dittatura militare, benedetta dalla NATO, ha dimostrato che lo Spirito può abbattere
la più oscena e sanguinaria delle divinità: il Dio denaro.

Dedicato a chi ritiene che questo quadro pecchi di eccessi: la Dignità di un popolo ha trovato in “Bella ciao” la sua canzone ideale, che così inizia:
“« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor”.

3) Naturalmente, in queste ultime settimane, in cui la Grecia era riemersa dall’inferno dell’oblio, legioni di “fini” analisti economici, (quelli che, negli ultimi 10 anni,  non ne hanno indovinata una), di “grandi”, (per il grasso accumulato negli studi televisivi), opinionisti massmediatici, di uomini politici prostituitisi  ad ogni Troika, hanno intonato il pianto greco, è il caso di dirlo, quando (s)ragionavano su una possibile vittoria di Syriza.
In queste ultime 24 ore, il pianto è diventato un diluvio universale di lacrime; essendo rimasti, (per ora), senza parole, hanno intonato il  nuovo mantra:
“Dove prenderà i soldi Tsipras, per mantenere le sue promesse di alleviare le sofferenze della popolazione?”.

Naturalmente, queste canaglie in giacca e cravatta, questi Criminali di guerra economica, si guardano bene dal dire ciò che essi sanno:
- gli armatori greci, proprietari della seconda flotta mercantile al Mondo, godono di una pressoché totale esenzione fiscale, prevista addirittura dalla Costituzione approvata nel 1975;
- la Chiesa ortodossa è il più grande proprietario terriero del paese e possiede hotel, centri turistici, proprietà immobiliari, imprese, ed i suoi preti sono a carico dello Stato.
- le enormi fortune trasferite all’estero (calcolate in circa 600 miliardi di euro: quasi il doppio del debito stesso), sono esentasse;
- delle 6.575 compagnie offshore, solo 34 pagano le tasse; molte sono state aiutate a frodare il fisco greco proprio dal Lussemburgo di Juncker, il Presidente della Commissione europea;
- le spese militari: per gli armamenti lo Stato greco spende il 3,1% del Pil.
In percentuale, più di Gran Bretagna e Francia, i due Stati europei che più spendono in armi.
Tra il 2005 ed il 2009, proprio gli anni in cui è andato maggiormente lievitando il suo debito di Stato prima dello scoppio della crisi, la Grecia è stata uno dei cinque maggiori importatori di armi in Europa – parola del Sipri di Stoccolma.
Da questo oceano di una fortuna economica, sottratta al Paese, non sarebbe, dunque, possibile ricavare un fiume di denaro per una popolazione ridotta alla fame e che non ha più neppure l’assistenza sanitaria?

4) Infine, due “domandine”:
- siamo sicuri che gli Stati Uniti si strapperanno i capelli, se, “a causa dell’irresponsabile comportamento di Tsipras”, l’Unione Europea salterà in aria?
- Dalle stelle (della politica internazionale) alle stalle (della politica nazionale):
l’arroganza del non eletto Presidente del Consiglio italiano aumenterà o diminuirà dopo la vittoria di Syriza?

Ai “dì futuri, tenebrosi ed oscuri” l’ardua risposta.
Per ora, respiriamo a pieni polmoni, l’aria di Libertà e di Liberazione, che spira, forte, dalla Grecia.
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Malauguri

Barbone
La sera del 31 Dicembre 2014 leggo di un essere umano di 40 anni che è MORTO DI FREDDO nella notte a Roma, nell’Occidente faro di civiltà (così ama dire di sé).

Lontano parente della comune famiglia umana (quella di cui ricordava di esser parte anche Giuseppe Garibaldi), in quale solitudine e gelo sei trapassato nemmeno riesco ad immaginarlo.

Malauguri a tutti i sostenitori del Capitalismo (con i suoi continui furti e le sue mostruose accumulazioni), braccio armato di un’ideologia feroce che proseguite a sostenere, continuando a causare stragi sociali, suicidi e “morti per il freddo”.

Malauguri alle vostre notti.

Il Comunismo sarebbe morto perché le sue realizzazioni sono state devastanti per milioni di persone ?
Il Capitalismo macella vite umane (ed innumerevoli vite non umane) a mani basse ogni giorno in gran parte della Terra, da secoli.

Malauguri alla vostra ormai indifendibile ideologia.
Auguri agli irriducibili che vi combattono, ovunque nel mondo.

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“Ma ciò che si chiama “crisi”, questo è ormai chiaro, non è che il modo normale in cui funziona il capitalismo del nostro tempo”

dio denaro
di Giorgio Agamben

Per capire che cosa significa la parola “futuro”, bisogna prima capire che cosa significa un´altra parola, che non siamo più abituati a usare se non nella sfera religiosa: la parola “fede”.
Senza fede o fiducia, non è possibile futuro, c´è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa.
Già, ma che cos´è la fede?
David Flüsser, un grande studioso di Scienza delle religioni – esiste anche una disciplina con questo strano nome – stava appunto lavorando sulla parola pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede”.
Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene ed a un certo punto, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sé Trapeza tes pisteos.

Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti ad una banca: trapeza tes pisteos significa in greco “banco di credito”.
Ecco qual era il senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis, ” fede” è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi, dal momento che le crediamo.
Per questo Paolo può dire in una famosa definizione che “la fede è sostanza di cose sperate”: essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste ancora, ma in cui crediamo ed abbiamo fiducia, in cui abbiamo messo in gioco il nostro credito e la nostra parola.
Qualcosa come un futuro esiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza, cioè realtà alle nostre speranze. Continua

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Agrigento. Gli staccano l’acqua, anziano muore d’infarto

logo_campagna_acqua
Un anziano di 68 anni, Salvatore Tafuro, è morto d’infarto, mentre gli operai della società “Girgenti Acque spa” gli stavano staccando l’acqua.
È accaduto a Lucca Sicula, un paese dell’entroterra di Agrigento.
Il pensionato di 68 anni, durante una esasperata discussione con i due dipendenti che si erano presentati nella sua abitazione, in Via Mazzini, per il distacco del contatore, ha accusato un malore accasciandosi a terra.
Salvatore Tafuri era un “utente moroso”, aveva chiesto una rateizzazione della bolletta dell’acqua alla società ed a causa delle difficoltà economiche non sarebbe riuscito a pagare l’ultima rata di Ottobre pari a circa 150 euro.
Così, quando i due dipendenti si sono presentati a casa sua, ha chiesto loro di non staccare la fornitura d’acqua, assicurando che avrebbe saldato il proprio debito a Novembre.
Ne sarebbe nato un diverbio con gli addetti della società idrica ed il pensionato, che soffriva di cuore, è stato colto da infarto.

Apprendiamo dal sito della società che:
“La Girgenti Acque S.p.A. è il gestore del Servizio Idrico Integrato dei Comuni della Provincia di Agrigento, in forza della convenzione stipulata in data 27 Novembre 2007 con l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale 9 – Agrigento (A.T.O. AG9).
La Società svolge la propria attività lungo l’intera catena del ciclo idrico, svolgendo i servizi di captazione, adduzione, distribuzione idrica, fognatura e depurazione dei reflui sull’intera Provincia di Agrigento.
Le attività di gestione del Servizio Idrico Integrato riguardano le reti (acquedotti e fognature) e gli impianti (potabilizzatori, depuratori, sollevamenti idrici e fognari) dei 43 Comuni della Provincia di Agrigento.
La Società ha sede legale ad Aragona, in Via Miniera Pozzo Nuovo n.1.
La sede operativa è sita in Aragona, Viale Mediterraneo s.n. – Zona Industriale di Agrigento”.
Su quanto accaduto la società ha emesso una nota che afferma:
“La Girgenti Acque s.p.a. esprime il proprio rammarico e dispiacere per l’accaduto e chiede di evitare strumentalizzazioni e polemiche nel rispetto del dolore della famiglia del Sig. Salvatore Tofuro.
Evitando di entrare nel merito dell’episodio di Lucca Sicula sul quale sono state diffuse notizie imprecise”.
L’azienda rivendica di aver agito nel quadro delle leggi vigenti e delle regole previste.
Ed infatti il problema è proprio questo. Continua

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Peggiocrazia (scopri il colpevole)

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L’attuale sistema economico sta tirando fuori il peggio da tutti noi“.

Abbiamo la tendenza a percepire le nostre identità come stabili e ben distinte da fattori esterni.
Ma dopo decine di anni di studi e di ricerca, mi sono convinto che il cambiamento economico sta avendo un profondo effetto non soltanto sui nostri valori, ma anche sulle nostre personalità.

Trent’anni di neoliberismo, di libero mercato e privatizzazione hanno lasciato il segno, e l’incessante mantra della produzione è diventato parte della nostra vita.

Se state leggendo in modo scettico, lo dico semplicemente: la meritocrazia neoliberista favorisce alcuni tratti della personalità e ne penalizza degli altri.
Ci sono certe caratteristiche ideali necessarie per fare carriera oggi.
La prima è essere abili nella retorica, con l’obiettivo di riuscire a convincere il maggior numero di persone possibili.
Il contatto con altre persone può anche essere superficiale, ma, dal momento che questo vale per la maggior parte delle interazioni fra gli umani al giorno d’oggi, questo non sarà particolarmente degno di nota.
È importante sapersi vendere bene: conoscere molte persone, avere molta esperienza e avere recentemente portato a termine un importante traguardo.
In futuro, la gente si accorgerà che tutto questo era di gran lunga esagerato.
Ma il fatto che all’inizio ci credessero tutti dipende da un altro tratto della personalità: riuscire a mentire con convinzione senza sentirsi in colpa.
Ecco perché raramente ci assumiamo le responsabilità per il nostro comportamento.
Inoltre, siamo flessibili e impulsivi, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide.
Ciò si tramuta in un comportamento rischioso, ma non importa, non saremo noi a dover raccogliere i cocci.
La fonte d’ispirazione per tutta questa riflessione?
La checklist della psicopatia scritta da Robert Hare, il più grande specialista odierno nel settore.
Questa descrizione dei fatti è naturalmente una caricatura forzata. Tuttavia, la crisi finanziaria ha illustrato gli effetti sortiti a livello macro-sociale (per esempio nei conflitti tra i Paesi dell’eurozona) da una meritocrazia neoliberista sulla gente. Continua

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