Se ogni Paese sceglie di fare la propria guerra. Dal Sole24Ore.

La voce dei padroni dixit.

Per evitare nuovi equivoci l’Europa dovrebbe far sentire la sua flebile voce per combattere l’Isis a una Turchia che, tenuta fuori dalla Ue, ama i ricatti, a una Russia sempre più vorace, a un mondo sunnita cui è legata da affari miliardari, a un’America che ci chiede di pagare i conti della Nato. Ma forse è sperare troppo che si getti la maschera: vorremmo che fossero gli altri a combattere per i nostri valori e interessi“.

È ora di gettare la maschera. Se nel Levante ognuno fa la sua guerra Al Baghdadi potrebbe persino dire la sua nella spartizione dell’Iraq e della Siria, un’ipotesi improponibile adombrata dalla Bbc ma non così remota se ciascuno vuole portarsi a casa un pezzo di Medio Oriente. Non sarebbe la prima volta: gli inglesi con Lawrence fomentarono una celebre rivolta araba per poi spartirsi la regione con i francesi. Ma questa volta né gli arabi anti-Isis né gli iraniani sono disposti a fare la fanteria dell’Occidente.

Tutto per un semplice e tragico motivo. Nel 2011, anno delle primavere arabe, la rivolta in Siria si è trasformata quasi subito in una guerra per procura che partiva da un calcolo sbagliato delle potenze sunnite e dell’Occidente: che Bashar Assad sarebbe stato sbalzato dal potere in pochi mesi con una spinta esterna. Continua

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Avendo Renzi consegnato il mondo del lavoro ai padroni, a Cernobbio, il Gotha economico-finanziario lo abbraccia: “Ha detto quello che volevamo sentirci dire”.

Il Presidente del Consiglio al Forum Ambrosetti è stato accolto dagli applausi e dalle 21 domande di imprenditori, assicuratori e banchieri.
Tra loro anche i volti amici di Emma Marcegaglia, Davide Serra, Luisa Todini e Maria Patrizia Grieco.

Poche le voci fuori dal coro tra gli applausi e le 21 domande prevalentemente da volti amici come quelli di Emma Marcegaglia, Davide Serra, Luisa Todini e Maria Patrizia Grieco, che hanno accolto Matteo Renzi nel vituperato “salotto” di Cernobbio. Continua

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Confindustria ordina, il Governo esegue: spostate le Prove INVALSI, per vanificare lo sciopero della Scuola

Cobas

1) Così, il velo di Maya è stato squarciato: pure nella Scuola, ormai, comanda Confindustria.
Il 26 Aprile, “Il Sole 24 Ore” ha lanciato il suo diktat, mascherato da asettico resoconto:
“Da quanto si apprende, prima di ufficializzare lo slittamento del 5 e 6 Maggio, la numero uno dell’Invalsi, Anna Maria Ajello, informerà la Ministra Stefania Giannini”. Continua

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