Diritti dei lavoratori e Cgil: la tigre di carta del nuovo Statuto

La Cgil ha avviato una pseudo consultazione degli iscritti sulla proposta di nuovo statuto dei lavoratori, nota come Carta universale dei diritti del lavoro.
di Federico Giusti – Cobas Pisa

È bene precisare che questo documento riprende e sviluppa contenuti non nuovi, ampiamente presenti in quello statuto dei lavori che una quindicina di anni e passa fa venne presentato da alcuni giuslavoristi che poi sono gli stessi ad avere precarizzato il lavoro riducendo gli spazi di agibilità sindacale, di libertà collettiva, gli stessi che hanno ridotto ulteriormente l’esercizio del diritto di sciopero. Se poi ripercorriamo la storia dei lavori parlamentari si vedrà quante proposte emergono fino dal 1998 (18 anni fa) sotto il nome di Statuto dei lavori e tra i più attivi sostenitori troviamo Sacconi, Tiraboschi e il fu Marco Biagi.

L’idea di quel progetto di inizio secolo era uno scambio di diritti, la classe lavoratrice avrebbe dovuto rinunciare ad alcune tutele a favore di quanti erano esclusi da ammortizzatori sociali, congedi parentali, da un contratto a tempo indeterminato contrattualizzato. In questi anni i lavoratori e le lavoratrici hanno perso potere di acquisto, nel pubblico impiego da sette anni i contratti sono fermi, gli ammortizzatori sociali sono stati ridimensionati. Continua

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Occupazione, record in Germania. Ma dietro ai numeri la realtà è un’altra, che Merkel tace

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In Ottobre il numero degli occupati in Germania ha raggiunto un nuovo record superando quota 43 milioni.

È la prima volta che succede dalla riunificazione.
La disoccupazione è al 6,7%, nella zona euro riesce a fare meglio solo l’Austria (5,1%). Merito della riforma del lavoro di Gerhard Schröder, il Cancelliere della Spd che ha governato prima di Angela Merkel.
Nel 2003, Schröder, aiutato dall’allora responsabile delle risorse umane della Volkswagen Peter Hartz, lanciò l’Agenda 2010, che ha reso più flessibile il lavoro, razionalizzato la formazione professionale e ridimensionato i sussidi di disoccupazione.

Assumere è diventato più facile, anche grazie ai contratti mini-job: lavoretti da 450 euro al mese, che prevedono oneri sociali molto ridotti per il datore di lavoro.
Una riforma epocale, a cui si ispira oggi Matteo Renzi con il suo Jobs Act.
Del resto anche la Germania alla fine degli Anni Novanta veniva considerata “il malato d’Europa”, un paese schiacciato dai costi della riunificazione, bloccato dalla burocrazia e da un sistema sociale considerato troppo generoso.
Oggi, al contrario, è tra i Paesi che sta resistendo meglio alla crisi finanziaria e nel frattempo (dal 2005 se si sta alla famosa copertina dell’Economist) il grande malato è tornato ad essere l’Italia. Continua

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