Strasburgo vota il sostegno ai golpisti ucraini: Syriza si astiene, lista Tsipras spaccata

Fascismo ucraino
Proprio alla vigilia dell’inizio della nuova feroce offensiva militare dei golpisti ucraini, che sta portando morte e distruzione nelle città del Donbass, lo scorso 15 Gennaio il Parlamento Europeo ha approvato una mozione, che di fatto concede sostegno e legittimazione politica alle decisioni finora prese unilateralmente da alcuni Governi e dalle istituzioni dell’Unione Europea, in prima fila nel sostegno al golpe nazionalista del Febbraio dello scorso anno.
E anche quando si è trattato di imporre sanzioni alla Russia, che non solo hanno portato la tensione tra i due blocchi alle stelle, ma hanno provocato gravi conseguenze economiche non solo alla Federazione Russa, ma anche a numerosi settori produttivi europei, le cui esportazioni a Mosca sono state bloccate o notevolmente ridotte.
Di fatto la mozione, articolata in 28 diversi punti, da una parte chiede di estendere le sanzioni contro la Russia anche nel settore energetico, nonché di limitare la capacità delle imprese russe di condurre transazioni finanziarie internazionali, dall’altra, concede sostegno politico incondizionato – e militare – alle forze nazionaliste e fasciste al potere a Kiev, configurando la Federazione Russa come una sorta di “nemico strategico” per gli interessi europei. Continua

Mi piace(0)Non mi piace(0)

I cosacchi del Don: “Resistiamo al fascismo” – di Vauro Senesi

20141228_fq-cosacchi
Per la comunità di combattenti gli assalti di oggi non sono che la prosecuzione della guerra patriottica di 70 anni fa.

I finestrini del vecchio furgone sono appannati del nostro respiro.
Al di là dei vetri scorre sfocato un paesaggio di ghiaccio.
Nella notte i deboli riflessi dei fari accesi lo illuminano a momenti. Il resto è solo buio. Abbiamo appena attraversato la frontiera russa e ci troviamo nel Donbass o Novo Rossija come è stata ribattezzata questa regione dopo l’autoproclamata indipendenza dall’Ucraina.
Il furgone è guidato da Igor, tuta mimetica e maglietta a righe bianche e azzurre, sul capo la kubanka, il tradizionale colbacco rotondo di astrakan nero dei cosacchi.
Igor è un cosacco della Grande Armata del Don.
Alto, grosso come un orso, gioviale, dalle risate grasse e gutturali.
“Sniper, sniper”, cecchini.
Ride ed accelera al massimo sulla strada ghiacciata e costellata di crateri di bombe.
Non sappiamo se stia scherzando o se davvero nell’oscurità fuori si annidi la minaccia dei cecchini. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

Le vite bruciate nella neve di Lugansk, (Ucraina), di Vauro Senesi

Città e villaggi della Repubblica separatista nell’Est ucraino sistematicamente colpiti dall’esercito di Kiev: ospedali, scuole, centrali idriche ed elettriche in macerie.
I pochi che non sono fuggiti in Russia sopravvivono con la morte nel cuore
20141228_fq-vauro-luganskA
AI BORDI DELLA STRADA chiazze di neve gelata, sporche, si contendono spazio con i crateri anneriti delle esplosioni.
“Pervomaisk“, Primo Maggio, è scritto sul cartello,anche quello crivellato di schegge d’obice, all’ingresso di questa città a pochi chilometri da Lughansk, la capitale della autoproclamata Repubblica Popolare del Lughansk, nella regione russofona del Donbass.
Ci fermiamo in uno spiazzo circondato da palazzi di edilizia popolare, sette o otto piani, squadrati, di stile sovietico.
La loro geometria monotona è interrotta, stravolta da squarci nelle mura, che paiono eruttare colate di macerie fossilizzate.
Uno degli squarci è talmente grande da attraversare la struttura lasciando intravedere dall’altra parte delle pareti annerite dal fuoco uno spicchio di cielo grigio.
“Lì viveva una madre con i suoi tre bambini …”.
Si sono avvicinate quattro donne di mezz’età imbacuccate per il freddo.
“… non è rimasto nulla di lei e dei suoi figli.
L’esplosione li ha disintegrati tutti” ci dice, indicando la voragine, una di loro, Irina. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(1)