Un Parlamento illegittimo per una “riforma” illegittima. Applausi allo studente universitario !

“Che legittimità politica ha un Parlamento eletto con una legge incostituzionale ?
E, soprattutto, che legittimità politica ha questo Parlamento di nominati ?”.

Catania
Lungo e ricco intervento di Alessio Grancagnolo, studente universitario di giurisprudenza, durante un incontro con il ministro Boschi, avvenuto lo scorso 13 Maggio presso l’Università di Catania.

Il giovane, che è anche e membro del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Catania, ha esposto con dovizia di dettagli le sue critiche alla riforma costituzionale per la quale è previsto il referendum di ottobre: dall’approvazione della riforma da parte di un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale al Senato non elettivo fino all’accentramento dei poteri nelle mani del Governo a scapito del Parlamento.

“Negli ultimi giorni molte amiche e molti amici mi hanno caldamente suggerito di rivedere il mio intervento” – ha esordito Alessio – “perché era ritenuto troppo critico. Tuttavia, credo che questo Paese abbia bisogno di piccoli atti di coraggio, a partire dal quotidiano. Così ho deciso di non ascoltare consigli che erano certamente dati in buona fede, e il mio intervento sarà esattamente come era stato ideato”.

In questa sintesi video, pubblicata da Referendum Io voto NO, lo studente rintuzza punto per punto la riforma progettata dal governo Renzi. Ma quando parla di “campagna referendaria del governo” e di “tour propagandistici del ministro Boschi negli Atenei”, viene interrotto dal Rettore, che lo rimbrotta: “Questo incontro non prevede contraddittorio. Chi non gradisce questo format può anche non partecipare”.

Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/referendum-studente-alla-boschi-lei-fa-tour-propagandistici-in-atenei-ma-e-interrotto-dal-rettore/524376.

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Ecco perché l’Anpi ha ragione a votare no e a dirlo ad una Ministra antidemocratica

21 Maggio 2016

Quella che segue è la lettera che il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha inviato all’Unità in risposta a quella di 70 senatori del Pd pubblicata dallo stesso giornale. La lettera di Smuraglia è stata pubblicata oggi sul quotidiano.

Cari Senatori,
ho letto la vostra lettera aperta e ne capisco le ragioni.
Quando si approva più volte una legge, si finisce per affezionarsi. Per di più, siamo già in campagna referendaria e dunque bisogna fare un po’ di propaganda e cercare di mettere in difficoltà chi si colloca, in questo caso, dall’altro lato della barricata.
Capisco anche l’esaltazione che fate della Riforma: a voi piace, l’avete votata e non avete ripensamenti.
Come sapete, io la penso in un altro modo e, fortunatamente, non sono il solo. Continua

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BOSCHI VERGOGNA! Ovvero: la superficialità ministeriale (a cui paghiamo un lauto stipendio)

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di Mauro Volpi

La ministra Boschi è venuta a Perugia venerdì 6 Maggio 2016 per lanciare la campagna per il sì al referendum costituzionale. Vi sono state varie contestazioni, tenute a debita distanza, da parte della Lega Nord e di Casa Pound. Una ventina di aderenti a Comitato per il no ha distribuito un volantino di critica alle riforme in modo civile e senza minimamente mescolarsi con le contestazioni leghiste e fasciste.
Ebbene, la ministra durante il suo intervento, secondo quanto riportato dai quotidiani locali, ha affermato quanto segue: “Fa un po’ strano che nel fronte contrario alle riforme costituzionali ci siano anche pezzi della sinistra che incarnano certi valori a difesa della Carta e votano insieme a Casa Pound al referendum”.
L’affermazione potrebbe commentarsi da sola per la sua vergognosa grossolanità e dà un’idea del tono con il quale i vertici del Governo e del PD intendono condurre la campagna referendaria.
Tutti sanno che in un referendum è inevitabile che il voto a favore o contrario sia trasversale. La ministra dovrebbe saperlo bene visto che a sostegno del sì si trova in compagnia di Alfano, Formigoni e del plurinquisito e già condannato in primo grado Verdini, con il cui gruppo parlamentare i vertici del suo partito hanno stabilito recentemente un patto di consultazione.
E finge di dimenticare che le cosiddette riforme sono nate dal patto del Nazareno e dai successivi incontri con Berlusconi e Verdini e che nel voto finale al Senato la legge costituzionale ha potuto raggiungere la maggioranza assoluta grazie all’apporto decisivo dei verdiniani, dei tosiani e di due senatori di Forza Italia. Evidentemente tutto va bene pur di delegittimare gli oppositori, che, come ha dichiarato recentemente Renzi, “saranno spazzati via” dal referendum, linguaggio che si addice più ai neofascisti di Casa Pound che al leader di un partito che si definisce democratico.
Alla ministra smemorata ricordiamo che fra le numerose associazioni culturali e politiche che partecipano alla campagna per il no alla controriforma costituzionale c’è anche l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il cui Comitato nazionale il 22 Gennaio ha qualificato “la Riforma del senato e la legge elettorale, così come approvate dal Parlamento, un vulnus al sistema democratico di rappresentanza e ai diritti dei cittadini, in sostanza una riduzione degli spazi di democrazia”.
E la posizione de Comitato è stata recepita nelle Tesi presentate e approvate dal recente Congresso nazionale dell’Associazione.
Anche per questo le parole della Boschi risultano per quello che sono: delle considerazioni miserabili, indegne non dico di una persona di sinistra, cosa che la ministra non è mai stata, e non ne fa mistero, ma neppure di un liberal-democratico che abbia un minimo di coerenza e di dignità.
Altrettanto grave è che, a quanto riferiscono le cronache, le sue vergognose parole siano state applaudite. Chi si oppone alle controriforme non intende cadere nel tentativo di trasformare il referendum in un plebiscito pro o contro Renzi e il suo governo. Ma a nessuno può essere consentito di offendere, come ha fatto la ministra, milioni di cittadini che in nome della difesa della Costituzione nata dall’antifascismo e dalla Resistenza respingono le pulsioni plebiscitarie per l’uomo solo al comando, che sono quelle da sempre coltivate dai gruppuscoli fascisti. E gli antifascisti che vogliono impedire lo stravolgimento della Costituzione se ne ricorderanno al momento del voto.
Mauro Volpi
(referente per l’Umbria del Comitato per il NO

Fonte: http://ilmanifesto.info/boschi-antifascista-per-un-comizio.

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Il Partito antidemocratico e le “riforme” contro la Democrazia

Il Passaparola di Felice Carlo Besostri, avvocato costituzionalista, fra i maggiori studiosi della nostra Carta Costituzionale, noto anche per aver “ucciso” il Porcellum.

Se viene approvata la revisione costituzionale e non viene censurata la legge elettorale, abbiamo un governo totalmente diverso da quello prefigurato dalla nostra Costituzione, passiamo da un sistema parlamentare a un premierato assoluto: una persona, il Primo Ministro per 5 anni non ha più controlli.
La cosa principale che tutti devono pensare è che se nessuna lista raggiunge il 40% dei voti validi espressi, vanno al ballottaggio le due prime liste senza nessun limite di voti che hanno loro e soprattutto di quanta gente è andata a votare. Applicando questa norma alle elezioni passate, significa che può governare con il 54% dei seggi una lista che rappresenta tra il 18 e il 23% degli aventi diritto al voto.

Il ricorso contro l’Italicum
Abbiamo presentato, come Coordinamento per la democrazia costituzionale, 18 ricorsi ai quali faranno seguito altri 7, e tutti questi ricorsi presentati a Tribunali di città sedi di Corti d’appello, hanno lo scopo di mandare davanti alla Corte costituzionale e far annullare la legge elettorale chiamata Italicum.
I motivi di ricorso sono 14. Il motivo principale è quello della procedura di approvazione (con voti di fiducia) che riteniamo contraria alla Costituzione: se questo venisse accolto avremmo l’annullamento totale della legge. Gli altri motivi importanti sono l’entità del premio di maggioranza e soprattutto il fatto che se nessuna lista raggiunge il 40% dei voti si deve andare a un ballottaggio tra le prime due liste senza nessuna soglia. Continua

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Referendum costituzionale. Firma per le ragioni del No e per bloccare l’Italicum

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Firma la petizione

Manca ormai solo il voto della Camera ad aprile per l’approvazione di una revisione costituzionale che riduce il Senato a un’assemblea non eletta dai cittadini e sottrae poteri alle Regioni per consegnarli al governo, mentre scompaiono le Province.
Potevano essere trovate altre soluzioni, equilibrate, di modifica dell’assetto istituzionale, ascoltando le osservazioni, le proposte, le critiche emerse perfino nel seno della maggioranza. Si è preferito forzare la mano creando un confuso pasticcio istituzionale, non privo di seri pericoli. La revisione sarà oggetto di referendum popolare nel prossimo autunno, ma la conoscenza in proposito è scarsissima. I cittadini, cui secondo Costituzione appartiene la sovranità, non sono mai stati coinvolti nella discussione. Domina la scena la voce del governo che ha voluto e dettato al Parlamento questa deformazione della Costituzione, che viene descritta come passo decisivo per la semplificazione dell’attività legislativa e per il risparmio sui costi della politica: il risparmio è tutto da dimostrare e la semplificazione non ci sarà. Avremo invece la moltiplicazione dei procedimenti legislativi e la proliferazione di conflitti di competenza tra Camera e nuovo Senato, tra Stato e Regioni. Il risultato è prevedibile: sono ridotte le autonomie locali e regionali, l’iniziativa legislativa passa decisamente dal Parlamento al governo, in contraddizione con il carattere parlamentare della nostra Repubblica, e per di più il governo non sarà più l’espressione di una maggioranza del paese. Continua

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Del (mal)governo italiano: “La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono non è la rotta ma ciò che mangeremo domani.” Søren Kierkegaard

“La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono non è la rotta ma ciò che mangeremo domani.” Søren Kierkegaard.
Esistono due Paesi, uno reale e uno immaginario.
Nel primo Paese, quello reale, i problemi sono reali, la salute, la disoccupazione, l’istruzione, la casa, le tasse.
In questo Paese vive la maggior parte degli Italiani. Continua

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Un aspetto taciuto sul blitz del bullo di Palazzo Chigi. E se Renzi avesse sbagliato i suoi calcoli?

Il Bullo
Dunque, essi credono d’avercela fatta.
In fretta, come da verbo imperante. Da soli, come non si dovrebbe.
Ma, si sa, il ducetto “non molla”. E questo è il risultato.
Colpire di notte la Costituzione dev’essere sempre stato il suo sogno.
Il secondo round l’ha così quasi vinto (il voto finale sarà a Marzo), ma non è affatto detto che la meta si sia avvicinata.
Anzi, forse, così facendo, potrebbe essersi invece allontanata. Continua

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Rino Formica dixit: “La politica è sangue e merda”. Italia 2015:il PD sequestra la Costituzione.

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Rino Formica affermò che “la politica è sangue e merda”.
Aveva una buona conoscenza del suo Partito, di Bottino Craxi e del suo tesoriere, tal Giuliano Amato, il Presidente della Repubblica preferito da Berlusconi, un condannato a capo di un Partito fondato con la benedizione della mafia e con Dell’Utri in carcere. Continua

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LA COSTITUZIONE, “FIABA PIÙ BELLA DEL MONDO”, NON CI DIFENDE DAL FMI

94 Benigni e la Costituzione
La prova definitiva, che Renzi sia semplicemente un pupazzo, è arrivata con la “sua” proposta di seppellire il contratto collettivo di lavoro e di avviare contratti aziendali.
I media hanno annunciato l’evento con i soliti toni trionfalistici e fuorvianti, come “sfida ai sindacati”, presentando anche il solito Marchionne come l’alfiere ed il profeta dell’iniziativa. (1)
Se i Sindacati, per una volta tanto, non volessero stare al gioco delle parti, potrebbero facilmente rivelare chi è, invece, il vero autore della proposta della contrattazione aziendale in deroga ai contratti nazionali, e cioè il Fondo Monetario Internazionale. Continua

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