IL “WALL STREET JOURNAL” SCOMMETTE SULLA FINE DELLA MONETA UNICA

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Simon Nixon, in un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, si lascia andare a pessimistiche previsioni sul futuro dell’euro, dimostrando però di non essere assolutamente al corrente della realtà politica italiana.
“Pure se l’economia si è ripresa dalla ricaduta nella recessione, la crescita attesa dello 0,8% è ben più fragile dell’1,2 previsto a inizio anno.
Mentre l’inflazione è crollata attorno a un allarmante 0%, facendo crescere i dubbi sulla sostenibilità del debito.
Alcuni Paesi in crisi, inclusi Spagna e Irlanda, hanno ottenuto più risultati di quanto ci si aspettasse, ma le economie più grandi, come Germania, Francia ed Italia, ne hanno ottenuti di meno.
Le speranze legate ad un imminente programma di acquisto di bond da parte della Banca Centrale Europea ha contribuito ad abbassare i costi dell’indebitamento in molte nazioni, creando un’illusione di calma.
Ma l’Eurozona corre oggi il più grave pericolo di rottura di sempre.
Ieri, l’euro è sceso al suo livello più basso in nove anni rispetto al dollaro, in seguito alle speculazioni sul fatto che la Bce espanderà presto i suoi programmi di stimolo rivolti ad un contenimento della deflazione”.

Cioè, oggi, l’Ue è più fragile di quanto non fosse nel 2009/2010, l’anno del riscatto si è trasformato nell’anno dell’illusione, e il 2015 sarà l’anno del (brusco) risveglio.
Per Nixon, la fragilità è individuabile in tre ragioni:
l’impatto della decelerazione della crescita in Cina e negli altri mercati emergenti, determinata anche dalla prospettiva di una minore liquidità a causa della fine del programma di Quantitative easing della Federal reserve;
la crisi ucraina e le sanzioni imposte alla Russia con le sue conseguenze, in particolare sull’economia tedesca;
infine, ostacoli strutturali che continuano a impedire un ribilanciamento di molte economie, soprattutto nel sud dell’Europa, cosicché il capitale e il lavoro non sono riallocati laddove potrebbero essere utilizzati in modo più competitivo.

Ma nello scrivere : “Le riforme, in Paesi come l’Italia, non riescono ad essere completate per via dei veti delle opposizioni; lo scontro tra austerità ed anti austerità è diventato un dibattito sterile, che non porta da nessuna parte, certo non verso la crescita”, NIXON DIMOSTRA DI NON CONOSCERE ASSOLUTAMENTE LA REALTA’ ITALIANA, caratterizzata da un Governo, che sa solo proporre aumenti di tasse, che non vuole risanare il sistema bancario, che non combatte una corruzione spaventosa, che non sa riformare una burocrazia scoraggiante.
Infine, conclude:
“L’Eurozona non ha la capacità di forzare i suoi Stati membri ad incamminarsi sul sentiero virtuoso delle riforme, nemmeno quando è in gioco la sua stessa sopravvivenza.
Questa rimane la sua debolezza essenziale.
Con questa prospettiva, già gennaio sarà difficile da superare”. …  [1]

NOTE
[1] “IL “WALL STREET JOURNAL” SCOMMETTE SULLA FINE DELLA MONETA UNICA”, http://www.facebook.com/FabioMassimoCastaldoPortavoce?fref=nf.

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PERCHÉ RENZI FARÀ UNA BRUTTA FINE

index Renzi ed i fichi
Non si fanno le nozze con i fichi secchi.

Parliamoci chiaro, se la si pensa come uno dei nostri lettori per cui: “Vogliamo smetterla di chiamarla “crisi”?
È semplicemente trasferimento di ricchezza dal basso all’alto, quindi per qualcuno non è affatto una crisi ma un’opportunità”, possiamo chiuderla qui.
Un tale modo di pensare, oltreché ingenuo, è pericolosamente deviante.

Cresce il divario tra chi sta in alto e chi sta in basso, la ricchezza si concentra più che mai nei forzieri di alcune frazioni predatorie dei dominanti, ma il tutto non in un periodo di avanzata bensì di crisi del sistema capitalistico — crisi che in Italia non ha precedenti (vedi Tabella n.1 [Per questa e per le altre tabelle, vedi nota N.1]).
Le cose si tengono assieme.

È il motore che ha spinto avanti il capitalismo mondiale ad essersi inceppato, ovvero i Paesi di quello che si definisce “Occidente”.
L’avanzata di Paesi come la Cina ha evitato che il crack fosse catastrofico come lo fu quello del 1929.
Ora anche i capitalismi “emergenti” stanno dando segni di stanchezza.
Resta che l’Unione Europea è il baricentro della crisi occidentale, e che anche la Germania, proprio a causa dei vincoli euristi e della sua politica mercantilistica, è in grande affanno.
Ripetiamoci: con l’Italia che si conferma l’anello debole della catena europea — (Vedi Tabella n.2) Continua

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PIOVE, GOVERNO RENZI!

images Renzi che mangia

1) Sul fatto che, da quando si è insediato il Governo Renzi, 22 Febbraio 2014, le piogge abbiano martellato la Penisola e che questa Estate sia la più piovosa del Terzo Millennio, esiste, una volta tanto, l’unanime consenso sia della comunità scientifica internazionale, sia della popolazione indigena.
Tuttavia, di fronte ad un evento di così bibliche proporzioni, la Scienza non è riuscita a fornire una spiegazione del tutto esauriente, cosicché è dovuta ricorrere a quel Sapere universale, che l’Umanità ha elaborato nel corso di milioni di anni e che ha mirabilmente sintetizzato nei proverbi popolari, che sono l’equivalente delle formule scientifiche.
Dopo un approfondito ed, a tratti, teso dibattito, gli scienziati non solo italiani, ma anche europei, hanno convenuto che il proverbio, capace di fornire una spiegazione logica, ontologica e sociopsicologica, era uno ed uno soltanto:
“Piove, Governo Renzi ladro!”.
Tuttavia, individuato il principio, gli scienziati, diversamente da quello che avrebbe fatto ogni comune mortale, non si sono limitati a gettare la croce sulla pancia, peraltro sempre più prominente [1], dell’attuale Presidente non eletto del Consiglio, ma se ne sono serviti, per scandagliare gli eventi politici italiani di questo inizio di Terzo Millennio. Continua

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L’ ARGENTINA, IN DEFAULT, È VICINA ( Dal blog di Beppe Grillo )

 

argentina_vicina“Il default dell’Argentina del 2001, costato quasi cento miliardi di dollari, continua a terrorizzare: il Paese sudamericano è stato recentemente condannato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America a pagare 1,3 miliardi di dollari agli Hedge Funds per i famosi Tango bond.
La condanna emessa dalla Corte statunitense (quindi da un organo giurisdizionale di uno Stato sovrano nei confronti di un altro Stato sovrano) ha costretto il Presidente argentino, Cristina Kirchner, a rassicurare la comunità internazionale che non sussiste il rischio di un nuovo crack.
In realtà il Paese sudamericano rischia un default tecnico dal quale discenderebbe l’impossibilità di reperire fondi nei mercati internazionali con gravissime ripercussioni per la popolazione argentina.
La vicenda è nota.
In Italia specialmente a quei piccoli risparmiatori (450mila), che a causa dei bond argentini hanno perso gran parte del loro patrimonio: in molti (il 90%) hanno aderito alle Offerte pubbliche di scambio volontarie del 2005 e del 2010, con le quali l’Argentina ha sostituito le vecchie obbligazioni con nuovi titoli svalutati del 70%.
Il crack argentino rischia di ripetersi nonostante la ristrutturazione del debito: il danno per il Paese sudamericano sarebbe incalcolabile.
A loro volta, i risparmiatori italiani rischiano di perdere tutto. Continua

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RENZI TORNA A CASA CON LA CODA TRA LE GAMBE

images Renzi e Merkel

NO pannicelli caldi, NO mille giorni
Il vertice europeo nulla concede al governo italiano. Una stangata di 25 miliardi è in arrivo in autunno.
Scrivevo il 25 Giugno, alle porte del Consiglio Europeo, del “fiato corto di Matteo Renzi”.
Ricordate?

Titoloni a tutta pagina, che davano per scontato che la Merkel sarebbe andata incontro a “Mister 40%”, che la Germania avrebbe permesso all’Italia di aggirare le stringenti clausole previste dai Trattati, ed in particolare quelle del Patto di Stabilità e crescita.
[Il Patto di stabilità venne sottoscritto nel 1997 e precisava le condizioni stringenti inerenti alle politiche di bilancio, che i singoli Stati avrebbero dovuto rispettare per dotarsi dell'euro, condizioni già scolpite nel Trattato di Maastricht. Ndr]. Continua

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A SPESE NOSTRE: In arrivo il “paracadute pubblico” per salvare le banche private

index No commentimages Draghi

Scrive Leonardo Mazzei [1]:
“Le loro banche sono malmesse ed avranno bisogno di nuovi capitali.
Ma lorsignori sono tirchi, tanto paga Pantalone.
Costoro amano il liberismo a parole, quanto la mano pubblica che gli riempie il portafoglio nei fatti.
Non si pensi ad un vezzo solo italiano, anzi nel caso in questione l’ordine è partito direttamente dall’Europa.

Di cosa si tratta?
Nel più assoluto silenzio del più loquace dei governi, è in arrivo il più massiccio intervento statale a sostegno della banche. Con il titolo «Pressing UE sull’Italia “Subito il paracadute per salvare le banche”», se ne è occupato ieri Federico Fubini su la Repubblica. Continua

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DE BENEDETTI, BLACK ROCK E LA SVENDITA DELL’ITALIA

Scrive Sergio Di Cori Modigliani:

“Questo paralitico sgangherato e il suo amico frocio damerino londinese affonderanno per sempre l’America distruggendola”.
Così, Edward Hodgson, responsabile della campagna presidenziale per la rielezione di Hoover, apriva la battaglia elettorale nel 1932 in Usa, descrivendo Roosevelt e Keynes.
Fu la più sanguinosa campagna presidenziale della Storia nel secolo scorso e anche la più costosa, per i repubblicani. Continua

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LA FACCIA SINISTRA DEL CAPITALISMO ITALIANO: IL PD DI RENZI.

Faccia di Renzi

Scrive Aurelio Fabiani:
“ Il Capitalismo è la società della disuguaglianza sociale, quando il sistema periodicamente entra in crisi, industriali e banchieri scaricano sui lavoratori i costi dei fallimenti causati dalla speculazione e dalla concorrenza spietata e senza esclusione di colpi.
Il Censis ci dice che la disuguaglianza sociale è ancora aumentata, così come è accaduto ininterrottamente dal 1990 ad oggi, anni in cui si sono succeduti Governi di Centro destra e Centro sinistra, il che significa e la Storia del Novecento conferma, che questi Governi sono solo i due lati della faccia dello stesso sistema, quello capitalista. Continua

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DEDICATO AGLI “EUROGRULLI”, GLI ULTIMI GIAPPONESI DELLA MONETA UNICA

“La crisi greca mostrò invece che non eravamo tutti uguali e che la solidarietà europea era stata costruita solo sulla carta”.

Chi ha fatto questa affermazione?
Prima di rispondere, leggete come viene argomentata:
“In poche settimane le banche tedesche e francesi (comprese quelle che abbondantemente guadagnavano e tuttora guadagnano nel mercato italiano) si sono precipitate a vendere i nostri titoli pubblici in loro possesso, spingendo ovviamente tutti gli altri a fare altrettanto. Continua

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DEF RENZI, UN BLUFF A CARTE SCOPERTE. LA SPESA STATALE NEL 2014 AUMENTERÀ. (Leggere per credere)

Diversamente dai tromboni della carta stampata e patinata e dei levigati ed inutili salotti televisivi, che prendono per oro colato le veline di Palazzo Chigi e le triviali battute del Premier, non eletto da nessuno, Giacomo Zucco esamina sul serio il documento governativo ed, attenendosi alle cifre scritte nello stesso, svela la cruda realtà, di cui faremo le spese.

Renzi

Continua

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C’ È LA CRISI? NON PER GLI EX CONSIGLIERI REGIONALI DELLA TOSCANA

Toscana, vitalizi in Regione: 382mila euro solo a gennaio in attesa dell’abolizione
La lista dei 157 beneficiari è stata pubblicata online. 46 di loro sono eredi.
In totale nel 2014 usceranno dalle casse di palazzo Medici Riccardi circa 4,6 milioni di euro.

“Nel 2014 la Regione Toscana pagherà circa 4,6 milioni di euro per i vitalizi di ex consiglieri regionali, ex assessori o relativi familiari aventi diritto, in seguito a decesso del politico.
Il tesoretto, che fuoriesce dalle casse regionali, è di 382mila euro per il solo mese di gennaio: la lista dei 157 beneficiari è stata pubblicata online. 46 di loro sono eredi.
A far registrare gli importi più alti sono Stefano Passigli (in Regione dal 1975 al 1992 per il Pri) e Pietro Ralli (a Firenze dal 1970 al 1990 tra i banchi della Dc) con 5.133 euro, seguiti da Tito Barbini (ex Pci) con 4.889 euro e Fabrizio Geloni, esponente dello scudocrociato, con 4.619 euro. Continua

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C’ È LA CRISI? SÌ, PER NOI COMUNI MORTALI

1) Vi sono anche delle Istituzioni che funzionano perfettamente in Italia, il Paese che Berlusconi e Renzi amano alla follia, poiché, solo in questo luogo dimenticato da ogni Iddio, Loro potevano  emergere dal profondo Nulla, che costituisce la loro ragion d’essere ed assurgere ai ruoli che ricoprono.
Su queste Istituzioni, che persino la Germania c’invidia, svetta Bankitalia.
Infatti, il suo Ufficio Studio ha scoperto ciò che nessun mortale avrebbe mai compreso da solo,
neppure se si fosse reincarnato 77 volte.
“Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri.
Un’analisi di Bankitalia punta i riflettori sulla disparità di ricchezza in Italia, rivelando che, secondo i bilanci delle famiglie relativi al 2012, il 10% dei nuclei familiari più ricchi possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (in aumento dal 45,7% di due anni prima)” [1].
“Naturalmente”, questo dato è di una novità sconvolgente per i “sapientoni” della Banca “più amata dagli Italiani”, perché, avendo trascorso la Loro vita tra grafici e tabelle, non hanno mai avuto il tempo di sfogliare un qualsiasi manuale di Storia, ove si spiega sino alla noia che, nei periodi di crisi, i ricchi si arricchiscono ancor di più ed i comuni mortali da poveri diventano miserabili.
Asserragliati nei loro uffici surriscaldati, insonorizzati e levigati, nulla sanno di coloro che si suicidano per disperazione,  che si sfamano con i rifiuti dei cassonetti, che non hanno  più il denaro per curarsi, per mandare i figli a Scuola e che accettano salari da Terzo Mondo, che (im)prenditori di lavoro, presentati anche come benefattori, offrono loro: vedi Electrolux.

2) Questi Scienziati dell’Economia, ( a proposito: a quando un bel Premio Nobel ?), hanno persino individuato:
“ … la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di tre persone), …”, cosicché risulta che la “povertà pseudo assoluta” sale intanto dal 14% del 2010 al 16% nel 2012 e che un povero su tre è immigrato” [2].
Tu, sprovveduto lettore, l’avresti mai capito senza i profondi studi di quella Bankitalia, guidata sino a qualche tempo fa da quel “Mago delle cifre”, che ha nome Draghi Mario?

3) Tuttavia, la scoperta delle scoperte, l’equivalente della trasformazione del ferro in oro, è la seguente:
“Crolla, intanto, il totale in busta paga.
Il reddito familiare medio in termini nominali (quindi non tenendo conto dell’influenza degli aspetti monetari) è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9 per cento.
Oltre al calo di reddito e ricchezza familiare, nel 2012 è sceso del 6% anche il reddito equivalente, ovvero quella misura del benessere economico dell’individuo, che tiene conto della dimensione e della struttura demografica della famiglia in cui vive.
Quest’ultimo, nel 2012, è risultato pari a circa 17.800 euro per individuo (ovvero circa 1.500 euro al mese).
… Considerando le singole famiglie, dall’indagine di via Nazionale emerge che in Italia metà dei nuclei familiari vive con meno di 2mila euro al mese. ” [2].
Dopo anni di blocco dei salari e degli scatti di anzianità, di aumento di tutte le bollette e di tutti i carburanti, cioè di spese a cui non ci si può sottrarre in alcun modo, i nostri valenti Scienziati hanno l’amara “sorpresa” di veder peggiorato il tenore di vita dei loro “tanto amati” connazionali; ma che bravi!
È interessante pure chiedersi dove fossero, in tutti questi anni, coloro che della difesa degli ultimi hanno fatto la loro ragione di vita: CGIL, CISL, UIL ed i Partiti della Sinistra ( al caviale).
Ve lo diciamo noi: sono stati in tutte le trasmissioni televisive ed in tutte le redazioni dei più “prestigiosi” giornali nazionali, per farsi intervistare, al fine di convincerci che, “se non avessimo accettato passivamente le amare medicine”, avremmo fatto la fine della Grecia.
Ogni commento sarebbe riduttivo.

4)    Dopo che ci hanno bastonato economicamente, ci prendono pure in giro:
“ Nomisma: “Colpisce l’aumento delle ineguaglianze”
“L’indagine di Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie conferma il forte arretramento subito, in media, nell’arco dell’ultimo biennio dalle famiglie italiane in termini sia di reddito sia di ricchezza”, ha commentato Sergio De Nardis, capo economista della società di studi economici Nomisma. “Quello che più colpisce è l’aumento delle ineguaglianze che questo deterioramento medio sottende.
La concentrazione dei redditi si è, infatti, ulteriormente accentuata rispetto ai già elevati valori del 2010″.
Loro rimangono colpiti, interiormente, s’intende, dall’aumento delle diseguaglianze e se ne dolgono: quanto sono solidali!

NOTE
[1] Redazione di “Il Fatto Quotidiano,” “ Povertà, Bankitalia: “Il 16% degli italiani vive con meno di 7.700 euro l’anno””, 27 Gennaio 2014.
Pure le altre note rimandano a brani del suddetto articolo.

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C’È CRISI? NON PER GLI 85 SUPER-RICCHI,CHE VALGONO QUANTO 3,5 MILIARDI DI POVERI

1) Questi sono gli strumenti della guerra socioeconomica dei “Trent’anni dei ricchi contro i poveri”, conflitto, peraltro, ancora in corso:
“Politiche fiscali, paradisi off-shore, contributi anti-crisi: tutto sembra concorrere a rendere i ricchi sempre più ricchi” [1].
Comunque,diversamente da quanto accadeva nell’Ottocento, nonché nei regimi totalitari, noi ci possiamo permettere il lusso della denuncia a mezzo stampa:
“La denuncia arriva dal nuovo rapporto dell’Ong britannica Oxfam, che sarà presentato al World economic forum al via domani a Davos.
Il dato che lascia sgomenti riguarda la ricchezza detenuta dagli 85 paperoni del pianeta:
“Starebbero dentro un autobus, ma possiedono quanto i 3,5 miliardi di persone più povere”, spiega Winnie Byanyima, direttrice dell’ong” [2].
Così, i disoccupati, i sottopagati, i precari, i pensionati, i giovani, gli sfruttati di tutto il mondo possono provare il sottile piacere di saperE che il loro immolarsi quotidiano sull’altare dell’unico e vero Iddio, il Capitale, non è vano:
“La somma degli 85 super patrimoni ammonta a 1.685 miliardi di dollari, quasi quanto il Pil italiano.
Sul podio Carlos Slim, magnate delle telecomunicazioni messicano, il fondatore di Microsoft Bill Gates e Amancio Ortega, proprietario di Zara.
Nella lista anche gli italiani Michele Ferrero, Leonardo Del Vecchio e Miuccia Prada” [3].
Sono gli stessi, che, con il nostro denaro, fanno opere di beneficenza, per le quali dovremmo
pure ringraziarli, leccando le Loro mani generose.
Gli Italiani non potevano certo mancare, tenuto conto del vero e proprio salasso economico subito dal Paese negli ultimi venn’anni, divenuto un dissanguamento incessante negli ultimi cinque. Continua

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