Non c’è liberazione se si alzano muri.

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Lettera aperta alle donne che vogliono un altro genere di Europa
Il 25 Aprile festeggeremo, come sempre, l’anniversario della Liberazione.
Ma in quale liberazione oggi possiamo riconoscerci come cittadine europee?
Di fronte alle tragiche morti nel Mediterraneo, e alla terribile condizione di migliaia di richiedenti asilo davanti alle frontiere chiuse e ai fili spinati, c’è chi in nome dell’Europa pronuncia parole intrise di razzismo e di crudele indifferenza.
Rinascono – o forse non sono mai scomparse – regressive logiche patriarcali e nazionaliste nemiche dei diritti umani e delle libertà.
Poter andare dove si vuole, dice Hannah Arendt, è il gesto originario dell’essere liberi, e questo le donne lo sanno bene.
Sbarrare le porte dell’Europa a migliaia di persone in fuga da guerre e violenze, o costringerle ad ammassarsi nei disumani campi profughi, davanti a frontiere improvvisamente risorte nonostante Schengen, significa violare i loro diritti e accettare anche di vederle morire davanti ai nostri occhi, com’è accaduto tempo fa alla frontiera macedone dove tre giovani, tra cui una donna, sono stati travolti dai gorghi del fiume Suva Reka nel tentativo di passare a nuoto il confine. Ma non basta. Adesso istituzioni e governi propongono respingimenti collettivi con il ricorso a forze di polizia eufemisticamente chiamate “Guardia costiera e di frontiera europea”.
“Se non saremo in grado di proteggere le nostre frontiere esterne allora questo potrebbe portare a una grave perturbazione del nostro mercato interno”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Grave perturbazione del mercato? Continua

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Umbria – Premio di maggioranza del 60% senza soglia minima di voti: che democratici !

Partito-Anti-Democratico
Video conferenza stampa ricorso #stopumbricellum
“Comunque è innegabile che fra un regime totalitario e uno democratico c’è una differenza abissale. Per esempio, durante il fascismo non ti potevi permettere di essere antifascista. In democrazia invece si può far tutto, tranne che essere antidemocratici” (La democrazia
):
caro Gaber, eccome se si può (nei fatti, non nelle parole), basta LEGGERE la nuova leggere elettorale umbra
.

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Il Partito di Renzi a vocazione autoritaria ora colpisce anche la scuola

Partito-Anti-Democratico
Il PdR, dopo avere avviato un attacco alla democrazia costituzionale, trasformando il Senato della Repubblica in un organismo di “nominati” da “nominati”, la Camera dei Deputati che,per effetto di una legge elettorale peggiore dello stesso “porcellum”, può avere una maggioranza assoluta rappresentativa di una esigua minoranza e peraltro in gran parte formata da “ nominati” ed aver affidato al Governo ( che può essere come quello attuale espressione di una minoranza) uno strapotere anche per la formazione delle leggi e dopo avere espulso dai luoghi di lavoro lo Statuto del lavoro ed avere affermato il diritto dell’imprenditore alla libertà di licenziamento e dopo avere tagliato alle Regioni ed agli Enti Locali le risorse necessarie per far fronte la spesa sociale, ora propone anche il pieno controllo della televisione pubblica che diventerà televisione governativa.

In questo processo di forte regressione autoritaria, come avviene in un regime autoritario, non poteva non essere fortemente colpita la scuola pubblica.

Difatti ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un Ddl che va in questa direzione e, strumentalizzando e limitando il sacrosanto diritto dei precari all’assunzione a tempo indeterminato dopo anni di insegnamento, ricatta il Parlamento per imporre una rapida approvazione di una proposta indecente, volta ad abolire ogni forma di democrazia scolastica ed ad umiliare il mondo della scuola.
Difatti:
a) l’autonomia è concepita non in funzione della libertà di insegnamento e del pluralismo culturale (che nel ddl non compaiono in alcun modo), ma come autonomia aziendale affidata ad “un uomo solo al comando” ( art. 2)
b) si rafforza il ruolo del Dirigente Scolastico che ha la gestione piena ed assoluta della scuola, fino al punto di poter scegliere i docenti del proprio Istituto, in palese violazione di qualsiasi principio di trasparenza e di imparzialità ( artt 2, c. 13 e7, c. 2).
c) gli organi collegiali di istituto sono degradati da organi di governo delle istituzioni scolastiche ad inutili organismi consultivi senza alcun potere ( Artt. 2 e 7). Continua

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LA PISTOLA SCARICA DI MATTEO RENZI

images La pistola scarica di Matteo Renzi
Scrive Leonardo Mazzei [1]:

Quella di oggi è stata una giornata di trattative più o meno segrete.
Domani la controriforma costituzionale torna infatti al Senato, ed il capo del Governo è assai meno sicuro di quanto la sua immagine spaccona gli impone di far credere.
Il tema ovviamente non è quello dell’approvazione prima o dopo la data indicata dell’8 Agosto.
Dopo l’otto viene il nove, e dopo Agosto viene Settembre.
Figuriamoci se il furbastro andrà ad impiccarsi ad una data.
Il problema è piuttosto quello di ciò che uscirà dal primo voto del Senato.

Gli obiettivi di Renzi
Per Renzi gli obiettivi dell’operazione messa in campo sono due.
Il primo, immediato ed altamente simbolico per la sua immagine di “rottamatore”, riguarda il nuovo Senato.
Nella sua ottica non è tanto importante la sua composizione – quanti Sindaci, quanti rappresentanti delle Regioni, quanti nominati dal Presidente della Repubblica – l’importante è che non sia più elettivo.
La natura propagandistica di questo accanimento è del tutto evidente.
I Senatori ed il loro lauto stipendio è quanto gli serve per dimostrare che, quando parla di “rottamazione”, non si riferisce solo alla Concordia, che, comunque, si è premurato di andare ad accogliere buffonescamente nel porto di Genova. Continua

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