Isis, il coraggio delle donne curde

arton62755-1be72
A loro stampa e televisione non hanno concesso molto spazio, eppure ciò che hanno fatto è servito a dimostrare quanto grande possa essere la forza e la determinazione delle donne. Sono le donne curde siriane che hanno attuato una strenua resistenza al terrorismo islamico nel loro territorio.

Tutto è cominciato a settembre del 2014, quando Isis lanciò un’offensiva nell’est, sud e ovest di Kobane, in Siria. I membri delle Unità femminili di protezione e una milizia curda siriana indipendente, formata da maschi, hanno brandito le armi contro l’organizzazione terrorista di estremisti islamici.
Queste donne combattenti appartengono all’Ypg, organizzazione creata per garantire l’autonomia del Kurdistan siriano sia di fronte al regime di Assad che ai tagliagole dell’Isis e simili.

Hanno dovuto imbracciare le armi per portare un messaggio di pace e democrazia. Per loro, infatti, tra armi e pace c’è solo un’apparente contraddizione. La lotta delle donne curde non è solo una lotta militare contro l’Is per l’esistenza, ma una posizione politica contro l’ordine sociale fortemente gerarchizzato e la rigida mentalità patriarcale che affondano le proprie radici nelle forme più estreme dell’Islam.

Per loro, che si percepiscono come le garanti di una società libera, l’emancipazione sociale passa necessariamente attraverso l’autodifesa armata. Dunque la loro lotta non era destinata solo a sconfiggere i terroristi dell’Isis ma anche a creare una società nuova caratterizzata dal recupero delle radici culturali umiliate dall’oppressione dei regimi e dal superamento dei vecchi modelli feudali e patriarcali.

Le combattenti curde sono circa 10mila, gran parte di loro sono single e hanno seguito un duro addestramento. Sono abituate a dormire al massimo sei ore e ad alzarsi all’alba per i turni di sorveglianza. Hanno lasciato famiglia e amici per la causa del popolo curdo. E il loro valore le ha premiate. Dopo mesi di lotta e resistenza, imbracciando i kalashnikov, sono riuscite a sconfiggere le forze dell’Isis nel loro territorio, dimostrando, ancora una volta, quanto sia inappropriato etichettare le donne con la definizione di “sesso debole”.

Fonte: http://mobile.agoravox.it/Isis-il-coraggio-delle-donne-curde.html.

Mi piace(3)Non mi piace(0)

Il 25 Novembre a fianco delle combattenti curde e delle donne che si ribellano

25 Novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25nov

L’appello/proposta diffuso alla manifestazione del 1° Novembre a Roma in solidarietà con la resistenza di Kobanê, per un presidio di donne al fianco delle combattenti kurde contro l’Isis e l’Imperialismo da realizzarsi il 22 Novembre ha due ragioni:

1) perchè vogliamo sostenere le nostre sorelle kurde, che combattono per la difesa di Kobanê e Rojava; le combattenti kurde sono in prima fila nella lotta di tutto il popolo kurdo ed insieme portano avanti la battaglia per la liberazione sociale delle donne; esse mandano un messaggio a tutte le donne, che deve essere raccolto dalle donne del nostro Paese; Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

Da Kobane a Ragusa, donne contro la supremazia dell’animale maschio

247722_974042642621158_7967595943651634726_n-300x225 Donne Combattenti
La questione di Kobane va ben oltre uno scontro tra un assolutismo (religioso ) e il relativismo delle Democrazie occidentali, tra controllo petrolifero e questioni economiche.
Non si limita esclusivamente all’eterno combattimento tra un fondamentalista e un moderato.
In questa questione sono rinvenibili le punte estreme di una cultura, diffusissima in Oriente ma presente, in dose massiccia, anche da noi, che mi auguro possa declinare fino a scomparire definitivamente.
La cultura dell’animale maschio che enuncia la supremazia su tutto ciò che si differenzia da lui. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)