Turchia non fa rima con Democrazia. Salvagenti e filo spinato sotto l’ambasciata turca a Roma.

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Oltre mille manifestanti hanno sfilato a Roma nei pressi dell’ambasciata turca per contestare l’accordo tra Ue e il governo di Erdogan sui migranti, che prevede il respingimento in territorio turco di chi entra illegalmente in Europa attraverso l’Egeo. I manifestanti hanno lanciato uova verso l’ambasciata, presidiata da molti agenti di polizia, e hanno disseminato le strade adiacenti con i simboli delle rotte dell’immigrazione: dai salvagenti ai gommoni usati per le traversate fino alle tende dei campi profughi e il filo spinato dei muri lungo i confini europei

Fonte: http://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-manifestazione-no-borders-salvagenti-e-filo-spinato-sotto-ambasciata-turchia/237771/237575.

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Per la pace, la democrazia e i diritti umani in Turchia

Fermare la guerra!

Con il pretesto della “lotta al terrorismo”, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan da diversi mesi sta portando avanti un vero e proprio progetto di terrore e di guerra nel suo paese, in particolare nella regione curda della Turchia.

Questo scoppio di violenza contro i curdi ed i popoli della Turchia può essere definito come crimine contro l’umanità e ha già fatto diverse centinaia di vittime ,tra cui molti bambini, e 200.000 sfollati. E ora, Selahattin Demirtas, co-presidente del Partito Democratico dei Popoli (HDP) che ha ottenuto il 10% alle ultime elezioni, é direttamente minacciato dal Presidente Erdogan.

“La democrazia, stato di diritto, i diritti umani, il rispetto delle minoranze e la loro protezione” (articolo 1 bis del trattato di Lisbona) non sono garantiti in Turchia, dove vengono attaccati attivisti progressisti di tutti i giorni, giornalisti, donne o uomini, avvocati, uccisi, e intere popolazioni sono terrorizzate. Bombardamenti, omicidi politici, arresti e imprigionamenti di parlamentari eletti e di giornalisti, città sotto coprifuoco e assedio, circondate dall’esercito, civili uccisi da cecchini sono diventati eventi di routine nella Turchia governata dall’AKP.

Tutte le persone, in particolare di sinistra e le forze progressiste di opposizione ad Erdogan sono dichiarate “terroriste”. Dare notizie dei crimini AKP é proibito, editori e giornalisti sono in prigione. La libertà popolare di informazione è stata distrutta.

In totale impunità, il presidente turco ha anche attaccato i leader delle organizzazioni europee progressiste che sostengono l’ HDP, come Maite Mola, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea, portata davanti alla giustizia “, per aver insultato il capo dello Stato” a causa della sua partecipazione ad una manifestazione di denuncia della corruzione del governo. Continua

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In Turchia è scoppiata una guerra civile e nessuno ne parla

Come un’epidemia difficile da circoscrivere, il conflitto che coinvolge da qualche anno varie regioni del Medio Oriente e del Nordafrica, minaccia di espandersi ulteriormente, provocando morte, distruzione ed ondate di profughi.

Fra i Paesi a maggior rischio c’è attualmente la Turchia, investita da un’ondata repressiva senza precedenti e da una recrudescenza del drammatico conflitto, che oppone oramai da oltre trent’anni lo Stato e le forze, che chiedono maggiore autonomia per il popolo curdo, ma si sono fatte negli ultimi tempi rappresentanti anche di crescenti settori di popolazione turca insofferente dell’autoritarismo dittatoriale dell’aspirante ‘sultano’ Erdogan. Continua

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In Turchia, continua la mattanza dei Kurdi: 78 civili morti e 298 arresti dopo le elezioni del 7 Giugno.

1) La Commissione Diritti umani del Partito Democratico dei Popoli (HDP) ha pubblicato il bilancio del periodo tra il 17 Giugno ed il 17 Agosto, che ha visto una repressione totale della popolazione curda, incluso l’assassinio di civili, operazioni di eliminazione politica ed attacchi contro gli uffici di HDP. Continua

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Turchia: Erdogan affossa la pace, il PKK riprende le armi

Dopo la strage di Suruç e le politiche anti-kurdi dell’Akp, il Partito Kurdo dei Lavoratori dichiara finito il cessare il fuoco con Ankara, ampiamente boicottato dalle stesse autorità turche.

Roma, 23 Luglio 2015, Nena News –
Al massacro di Suruç i mille volti della Turchia reagiscono in modo diverso.
C’è chi scende in piazza ed urla la sua rabbia contro il Partito di governo, l’Akp; c’è chi manda la polizia a reprimere le proteste e blocca Twitter come se questo potesse far stabilizzare un Paese sull’orlo della crisi come lo fu con Gezi Park; e c’è chi riprende le armi. Continua

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Campagna elettorale in Turchia all’insegna della Democrazia: 4 morti, più di 400 feriti al comizio dei Kurdi

Oggi era il giorno del grande comizio dell’HDP nella città castello dei Curdi.

Amed (Diyarakir) dalle prime ore del mattino si è svegliata con le strade invase da caroselli festanti e le attese non sono state tradite con centinaia di migliaia di persone, che hanno raggiunto da diverse parti della città la Piazza della stazione, che si è andata riempiendo in un clima di festa.
Una piazza bella, allegra e colorata, con tantissimi bambini e persone di ogni età, di quelle che difficilmente abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi e che ci ha ricordato da vicino il clima, che abbiamo respirato poco più di due mesi fa durante i festeggiamenti per il Newroz.
Balli e danze tipiche, canti e cori si sono susseguiti per tutto il pomeriggio in attesa degli interventi dei Parlamentari e dei candidati HDP. Continua

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