Oggi 24 mila morti. Domani pure.

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Sono molto com­mosso per la grande com­mo­zione, nella Comu­nità Eco­no­mica Euro­pea, per i migranti morti nel ten­ta­tivo di fug­gire dai disa­stri uma­ni­tari cau­sati in Siria, Libia ed altrove dagli Stati Uniti e dalla Comu­nità Eco­no­mica Europea.

Sape­vate dell’esistenza di migranti siriani quando in Siria non c’era la guerra ed era al potere Assad?

Rispondo io per voi: non ce n’era uno.
Gra­zie allora al Pre­mio Nobel per la Pace Barack Obama, gra­zie ai demo­cra­tici Paesi euro­pei, gra­zie alla nostra fedele alleata petro­li­fera Ara­bia Sau­dita, prin­ci­pale amica dell’ISIS insieme alla demo­cra­ti­cis­sima Tur­chia fasci­sta di Erdo­gan, nostra fedele alleata. Continua

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Chi viola il diritto internazionale? La Russia e le guerre dell’Occidente

La logica è uguale a Mosca ed a Roma?
Giorni fa, un professore di una grande Università italiana ha così reagito a un mio racconto sulla Crimea:
“Sì, lo sappiamo che la maggioranza degli abitanti della penisola voleva associarsi alla Russia.
Ma il voto è stato organizzato in un paio di settimane. Non lo accettiamo.
Il referendum è una cosa seria!”. Continua

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Premesso che non sono razzista, gli Africani contemporanei sono insopportabili

Carissimi africani, come va?

Qui è l’Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente?
Pensate che, proprio da qui, giusto un secolo e mezzo fa, ci si divertiva a farvi lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere per la maggior ricchezza di Re Leopoldo, però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima: quando tutti insieme – Inglesi, Olandesi, Portoghesi, Spagnoli etc. – abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America, ed anche lì è stato un bel business.
D’accordo, un paio di milioni ci sono rimasti durante la navigazione, ma pazienza: su quel lucrosissimo commercio triangolare abbiamo costruito la nostra Rivoluzione Industriale, quella che voi non avete avuto.

Poi, però, portarvi di là in catene non ci bastava più ed allora abbiamo pensato di prendere direttamente le vostre terre, perché abbiamo scoperto che erano piene di roba che ci poteva essere utile.
I Francesi hanno iniziato dal nord e gli inglesi da sud, un po’ di stragi a schioppettate ed è diventato tutto roba nostra.
Anche i Belgi, si diceva, si sono dati da fare, pensate che a un certo punto il loro Impero era composto al 98 per cento di terre africane.
Poi, si sono mossi i Tedeschi; infine, gli Italiani, insomma dopo un po’ non c’era più un fazzoletto di continente che fosse vostro, che ridere.
A proposito degli Italiani, come sempre sono arrivati ultimi, però si sono rifatti con il record di prima nazione al Mondo, che ha usato i gas sui civili, ad un certo punto donne e bambini si ritrovavano dentro una nuvola di iprite e morivano a migliaia tra orrendi spasmi.
«Mica vorranno che gli buttiamo giù confetti», disse il Generale De Bono, che simpatico burlone.
Il bello è che chi si trovava nei dintorni moriva anche una settimana dopo, il corpo pieno di devastanti piaghe, per aver bevuto l’acqua dei laghi piena di veleno, che fresconi che siete stati a non accorgervene.

Finito il Colonialismo – ormai vi avevamo rubato quasi tutto, dai diamanti alle antiche pergamene amhare – non è che ci andasse proprio di levare le tende ed allora abbiamo continuato a controllare la vostra politica e la vostra economia, riempiendo d’armi i dittatori, che ci facevano contratti favorevoli, quindi comprando a un cazzo ed un barattolo quello che ci serviva in Europa, devastando i vostri territori ed imponendo le nostre multinazionali per quello che abbiamo deciso dovesse essere il vostro sviluppo.
Voi creduloni ci siete cascati ancora e ci siamo divertiti così per un altro mezzo secolo.
Se, poi, un dittatore si montava un po’ la testa e pensava di fare da solo, niente di grave: lo cambiavamo con un altro, dopo aver bombardato un po’ di città e aver rifornito di cannoni le milizie che ci stavano simpatiche, per massacrare quelle che ci stavano antipatiche.
Del resto da qualche parte le mitragliatrici od i carrarmati, che produciamo, li dobbiamo pure piazzare; qui, in Europa, siamo in pace da settant’anni e mica possiamo rinunciare ad un settore così florido.

Negli ultimi venti-trent’anni poi abbiamo creato un modello nuovo, che si chiama iperconsumismo e globalizzazione, allora abbiamo scoperto che l’Africa era perfetta per comprarsi tutto quello che noi non volevamo più, perché noi dovevamo possedere roba nuova e con più funzioni, così abbiamo trasformato il porto di Lomé in un immenso centro di svendita dei nostri vecchi telefonini e delle nostre vecchie tivù, tanto voi sciocchini vi comprate tutto pur di cercare di essere come noi.
Già che c’eravamo, abbiamo usato i vostri Paesi come discarica dei nostri prodotti elettronici ormai inutilizzabili, quelli che nemmeno voi potevate usare.
Pensate che curiosa, la vita di un nostro accrocco digitale: inizia grazie al coltan per cui vi ammazzate nelle vostre miniere e finisce bruciando tra gas cancerogeni nelle vostre discariche; in mezzo ci siamo noi che intanto ci siamo divertiti o magari abbiamo scritto post come questo.

Insomma, ragazzi, siete nella merda fino al collo e ci siete da tre-quattrocento anni, ma a noi di avere avuto qualche ruolo in questa merda non importa proprio niente, non abbiamo voglia di pensarci e abbiamo altro da fare.
Negli ultimi tempi poi, con questa storia dei televisori, dei computer e delle parabole satellitari, purtroppo siete cascati in un altro increscioso equivoco, e cioè vi siete messi in testa che, qui, in Europa, si sta meglio: ma come fa a venirvi in mente che vivere in una casa con l’acqua corrente e l’elettricità sia meglio di stare in mezzo al fango e tra quattro pareti di lamiera ondulata?
Bah, che strani che siete.
Anche questa cosa che avere un ospedale è meglio che morire di parto, o che uscire di casa a prendere un autobus sia meglio che uscire di casa e prendere una mina, o che mangiare tre volte al giorno sia meglio che morire di dissenteria per malnutrizione, che noia, mamma mia.
Così alcuni di voi, di solito i più sfigati, hanno iniziato a lasciare la baracca e le bombe, per attraversare prima il deserto poi il mare e venire qui a rompere i coglioni a noi.
D’accordo, quelli che lo fanno alla fine sono poche decine di migliaia rispetto ad oltre un miliardo di voi, perché non a tutti piace l’idea di morire nella sabbia o in acqua, e gli emigranti sono pochini anche rispetto a noi, che siamo mezzo miliardo, ma insomma, ve lo dobbiamo dire: ci stanno sui coglioni lo stesso e quindi non li vogliamo, perciò abbiamo deciso che devono tornare nel buco di culo di posto da cui vengono, anche se lì c’è la guerra, la fame, la malaria e tutto il resto di quelle cose lì. Tanto più che quelli che vengono qui mica stanno sempre bene, alcuni hanno pure la scabbia, e a noi non è che ci interessa perché hanno la scabbia, ci interessa che non vengano qui, è chiaro?

Concludendo, con tutta l’amicizia e senza nessun razzismo – ci mancherebbe, noi non siamo razzisti – dovreste gentilmente stare fuori dalle palle e vivere tutta la vita nell’inferno che vi abbiamo creato.
E se fate i bravi, un lavoro in un cantiere di Addis o in una miniera di Mbomou per due dollari al giorno potete anche trovarlo, con un po’ di culo, purché naturalmente a quella cifra lavoriate dieci ore dal Lunedì al Sabato a chiamata giornaliera, e non diciate troppo in giro quanta gente ci schiatta ogni giorno.
Se poi trasportate sacchi anche la Domenica full time vi diamo qualcosa di più, così magari tra un po’ potete comprarvi un altro nostro televisore di scarto, però – mi raccomando – da usare lì, nella baracca piena di merda di capra in cui vivete.
Contenti? [1]

NOTE
[1] Alessandro Gilioli, “Carissimi africani, come va?”.
NB Il titolo è da intendere come autoironico, pur se di un’ironia amara.

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Renzi: sei mesi di nulla in Europa. Le cifre di un fallimento

Grillo
IL SEMESTRE UE DI RENZI
Ci accusano di volere distruggere l’Europa, ecco qua invece una buona notizia: è finito il semestre di Presidenza italiano.
Dopo il curatore fallimentare Monti e Letta “staisereno”, Renzie ha rappresentato il fallimento europeo più eclatante.
La sua azione alla Presidenza della UE è stata nel migliore dei casi inutile e fanfaronesca, nel peggiore un disastro.
Il Movimento 5 Stelle non aveva nessuna aspettativa, perché conosce benissimo di che pasta è fatto il Partito di Renzi.
Non lo sapete? Adesso raccontiamo il modello Pd in Italia.
Tangenti a destra e sinistra, criminalità organizzata, appalti pilotati, politici di destra e di sinistra.
Corrotti, finiti in manette, indagati, a tavola con i capi clan dei Casamonica, con il Ministro Poletti, lo stesso che ha firmato la sua riforma del mercato del lavoro.
Questa storia potrebbe chiamarsi Mose, potrebbe chiamarsi Expo… ma noi la chiameremo per comodità “Mafia Capitale”.
Un imprenditore mafioso vince l’appalto con la complicità di funzionari del Partito.
E per ogni imprenditore furbo ce ne sono 10 onesti che perdono quel lavoro. Perdine uno oggi, perdine uno domani, le piccole imprese chiudono.
I lavoratori vengono licenziati e tornano a casa con un senso di frustrazione. Continua

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“10 anni di attacchi all’Islam”, di Massimo Fini

Bombardamenti USA
Le guerre dell’Occidente
Noi fingiamo di dimenticarci che sono almeno più di 10 anni che l’Occidente è all’attacco del mondo musulmano, guerra all’Afghanistan nel 2001, particolarmente sciocca perché l’Afghanistan, il talebano non è mai uscito dai suoi confini, quindi non era per niente pericoloso; guerra all’Iraq nel 2003 da cui, tra l’altro, nasce il fenomeno Isis; guerra alla Somalia per interposto Etiopia nel 2006/2007; guerra alla Libia per defenestrare Gheddafi; bombardamenti sull’Isis che sta combattendo una sua battaglia lì; cosa intendo dire con questo?
Intendo dire che è l’aggressività dell’Occidente che ha fomentato poi questo radicalismo, questo integralismo islamista, che si sta effettivamente allargando a macchia d’olio, perché non c’è solo l’Isis; ci sono gli Shebab somali, Boko Haram in Nigeria. Continua

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Come si permette Juncker di lanciare queste minacce?

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Se l’Italia e la Francia non procederanno con le riforme annunciate si arriverà «ad un inasprimento della procedura sul deficit».
E se «alle parole non seguiranno i fatti, per questi Paesi non sarà piacevole».
Lo ha detto il presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker, intervistato dal quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”.
«Dovremmo dare fiducia agli Italiani ed ai Francesi.
E poi vedremo, proprio a Marzo, come sarà andata» – ha detto anche Juncker.
«I governi ci hanno garantito che faranno quanto annunciato», ha aggiunto. [1]

Dovrebbe essere lui a temere conseguenze spiacevoli per la condotta immorale, conseguita sostenendo l’elusione fiscale nei 20 anni di guida del Granducato di Lussemburgo e non gli Italiani o i Francesi.
La vostra firma per il referendum sull’euro assieme ad altre milioni di firme servirà a far capire ai poteri forti che il popolo italiano è vivo e che vuole partecipare al processo decisionale senza accettare a priori dittature finanziarie enunciate da tecnocrati, burattini di banche d’affari e speculazione.Marco Valli

NOTE
[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-10/juncker-senza-riforme-conseguenze-spiacevoli-italia-e-francia-114434.shtml?uuid=ABhMleOC.

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IL MARTIRIO DI KOBANÊ SVELA QUANTO SIA LURIDA LA COSCIENZA DELL’OCCIDENTE

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1)  Ciò che sta accadendo a Kobanê è sufficientemente noto persino all’opinione pubblica occidentale, nonostante sia alle prese con una delle più devastanti crisi economiche[1] e nonostante sia continuamente distratta dalle notizie idiotizzanti, veicolate ad arte dai mass media del “Mondo Libero”.
Infatti, l’eroica resistenza di Kobanê, che ha assunto dimensioni epiche e ricorda quella degli Spartani alle Termopili e delle/dei Russe/i a Stalingrado, ha “bucato lo schermo”.
Detto per inciso: a Kobanê le donne e gli uomini combattono con le armi leggere contro i carri armati di fabbricazione statunitense, di cui l’Isis si è “provvidenzialmente” approvvigionata, durante la sua resistibile avanzata in Iraq [2]. Continua

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