LE LOBBY DEL VATICANO: I FOCOLARINI ED IL TOTALITARISMO DEL SORRISO (Quarta parte *)

1) Data la situazione delineata da Luca, non vi è motivo di stupore nell’apprendere che :
“Nel 2008, l’anno della morte di Chiara Lubich, Luca si è ribellato insieme ad una quarantina di focolarini, tutti uomini.
…  Non mi sentivo più dedito ad una causa, ma prigioniero di una dittatura personale”[1].
La defezione di questo gruppo consistente non è stato, comunque, il colpo peggiore, subito dal Movimento, poiché:
“Qualche anno fa l’intero gruppo dirigente del Belgio uscì dal movimento dopo aver inviato una lettera alla presidente.
Un fatto grave … anche perché una di queste persone, Miryam Collin, era destinata ad un incarico prestigioso nel “dopo Chiara Lubich”.
… Il caso Collin è stato un colpo molto duro, anche perché si è verificato all’interno del “ramo d’oro” delle focolarine, che, in quanto donne, si ritengono le prime portatrici del carisma” [2].
Ugualmente dura è stata la lettera inviata, il 28 Febbraio 2006, da Collin, all’epoca sessantenne, al centro romano dell’Opera di Maria:
“ Da anni ormai … ho dovuto constatare che il Centro dell’Opera si è rinchiuso in un sistema … con l’ossessione di dover salvare l’Opera … .
Questa chiusura del Centro genera in molte persone, più coscienti o più attive nell’ascoltare Dio in loro, un malessere che si traduce spesso in paura: paura di esprimersi che genera  una condanna al silenzio; paura di essere mandato chi sa dove o della punizione  …  per il fatto d’aver preso l’audacia di parlare …” [3].
La lettera, lucida e toccante, prosegue, elencando  altri sette tipi di paura  e giunge ad un’affermazione, che dovrebbe suggellare la fine della stucchevole retorica del sorriso:
“ Per questo, in coscienza, non me la sento più di farmi complice di questo modo di vivere, trascinandone altri; non ho questa vocazione” [4].
Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: I FOCOLARINI ED IL TOTALITARISMO DEL SORRISO (Terza parte *)

1) La definizione di “Totalitarismo del sorriso”, brillante ed icastica, colpisce al cuore questo Movimento, che, per bocca della fondatrice,  ha come motto:“ La nostra divisa è il sorriso”.
Per  dimostrare la fondatezza del giudizio di Zavattiero e per giustificare la crudezza della parafrasi dei versi di De André , il modo migliore è lasciar la parola a coloro che, per anni, hanno indossato quella divisa. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: I FOCOLARINI ED IL TOTALITARISMO DEL SORRISO (Seconda parte)

1) Un altro elemento caratterizzante la Weltanschuung/visione del  mondo di Lubich è il dialogo interreligioso, cosicché, tra il 1997 ed il 1998, ha illustrato la propria esperienza ad 800 monache e monaci buddhiste/i in Thailandia, nonché a 3000 Musulmani neri a New York ed alla comunità ebraica di Buenos Aires.
Comprensibilmente, muovendosi in maniera così aerea, nel doppio senso del termine, tra alcune delle attuali questioni esplosive, ha ottenuto non poche soddisfazioni:
“ Il suo presenzialismo le ha fatto guadagnare prestigiosi riconoscimenti, fra cui il premio “Educazione alla pace” dell’Unesco nel 1996 e il premio “Diritti umani” del Consiglio d’Europa nel 1998” [1].
Comunque si giudichino viaggi e premi, è necessario aver chiaro che:
“Il fulcro del messaggio della Lubich è la spiritualità dell’unità, ispirata al versetto del Vangelo di Giovanni, … ( che tutti siano uno)”.
Da questo “aureo” postulato discendono conseguenze tanto stringenti per le/i seguaci, quanto comiche, o quasi, per le/i comuni mortali:
“ “Farsi uno in tutto, tranne che nel peccato”, il che significa mimetizzarsi, ossia non emergere, non ostentare, sviluppare la capacità di ascolto per imparare a svuotarsi di se stessi, per potersi riempire dall’altro, ma anche sentirsi diversi” [3]. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: I FOCOLARINI ED IL TOTALITARISMO DEL SORRISO (Prima parte)

1) Per dare un’idea dell’importanza del Movimento dei Focolari, che ha ben 4 milioni di seguaci  nell’orbe terracqueo, conviene partire dalla fine, cioè dai funerali della fondatrice: Chiara Lubich, celebrati il 18 marzo 2008, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, davanti a 40.000 persone  ed a numerose e molto illustri personalità, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano:
“ I banchi in prima fila erano occupati da … i coniugi Flavia e Romano Prodi, Fausto Bertinotti, Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini, Giuseppe Pisanu , Gianfranco Fini, Giovanna Melandri.
Pochi giorni prima, alla veglia nella camera ardente … erano andati a omaggiarla Rocco Buttiglione e  Rosy Bindi, all’epoca ministro delle politiche per la famiglia” [1].
Alle persone presenti a Roma vanno, poi, aggiunte le:
“…  decine di migliaia, che hanno seguito l’evento in diretta via internet, via satellite o sui maxischermi installati in molte piazze, fra cui quella di Trento, la sua città natale, che ha proclamato il lutto cittadino” [2]. Continua

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