C’è crisi? Non per le spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti

Spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti
1) Dal 2007, i Governanti nazionali dell’Occidente, gli Amministratori locali delle lande più sperdute dello stesso, nonché i Padroni del Mondo e delle nostre vite  hanno elaborato un nuovo ed efficace mantra:
C’è la CRISI”.
Come ogni formula mistica, la potenza di questo mantra è accresciuta dalla ripetizione, così, ogni giorno, più volte al giorno, viene salmodiato di fronte alle richieste più diverse:
investimenti nella Scuola e nella Sanità;
aumenti salariali per dipendenti pubblici e privati;
finanziamenti alle famiglie ed alle attività produttive;
bonifiche di territori inquinati e devastati.
Avendo noi i Governanti più belli, più giovani, più dinamici e, soprattutto, più “democratici” di ogni luogo ed epoca, abbiamo anche la “soddisfazione” di sentire le Loro “illuminanti” spiegazioni:
“Noi, naturalmente, vorremmo, per primi, tutto ciò che voi ci chiedete, ma non possiamo, perché c’è la CRISI.
Comunque, non essendo noi autoritari come i brutti, vecchi, letargici e, soprattutto, dittatoriali Governanti dell’ex URSS,
non vi imponiamo nulla, poiché sono i Parlamenti a votare le leggi.
Inoltre,  legioni di economisti, (tutti della stessa scuola neoliberista; Ndr), di esperti, (un Euro al quintale; Ndr), di garruli tele-giornalisti, (rigorosamente selezionati e proni; Ndr) vi illustrano, ogni giorno, che c’è la CRISI”.

2) Se, però, si ha l’ostinazione necessaria, per squarciare la nube tossica delle chiacchiere, onde andare alla ricerca dei fatti, l’asino “democratico” cade subito:
“A volte capita che Babbo Natale sia così buono da portare i suoi doni anche a chi non gli ha scritto la letterina.
È il fortunato caso dei Generali italiani, che pur non avendo ancora presentato l’elenco dei nuovi armamenti che desiderano – il famoso Libro Bianco della Difesa – hanno già ricevuto dal Parlamento un generosissimo buono-acquisto con il quale potranno comprare tutto ciò che vogliono.
La legge di stabilità 2015 prevede, infatti, per l’anno venturo quasi 18 miliardi di spese militari, di cui oltre 5 miliardi per l’acquisto di nuovi armamenti: le stesse cifre del 2014, limate solo di poche centinaia di milioni”. [1]
Così, la grancassa mediatica dell’RR, (Regime Renziano), potrà battere su questo “enorme” risparmio, occultando l’enorme spesa ancora una volta destinata a quelle che sono spese belliche e non per la difesa.
“Come di consueto, il budget militare complessivo è composto dal bilancio ufficiale del Ministero della Difesa e dai finanziamenti, ormai strutturali, che gravano sui ministeri di Sviluppo Economico per i programmi di riarmo e su quello delle Finanze per le missioni militari all’estero.
Un contributo che continua a suscitare polemiche anche in Parlamento – quest’anno hanno protestato formalmente i Senatori Cinquestelle Maurizio Santangelo e Bruno Marton – poiché sottrae preziose finanze al settore civile per destinarle a quello militare”. [2].

3) Ed ora vediamo in dettaglio quali siano stati i regali di Babbo Natale alle Forze Armate:
“Nel 2015 il Ministero della Pinotti disporrà per le Forze Armate – Carabinieri esclusi – di 14 miliardi di fondi propri, dei quali oltre 10 per il personale (in lieve aumento rispetto al 2014), poco più di un miliardo per le spese di esercizio (lieve calo) e 2,7 miliardi per nuovi armamenti, ai quali vanno sommati 2,8 miliardi di contributi Mise allo stesso scopo (in tutto circa 200 milioni in meno rispetto 2014) e quasi un miliardo del fondo Mef per le missioni militari all’estero (stessa cifra del 2014) “ormai diventato fonte di finanziamento integrativa indispensabile per pagare le spese di esercizio”, come osserva Francesco Vignarca di Rete Disarmo.

Il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico intitolato “Partecipazione al Patto Atlantico ed ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionale” comprende per il 2015 un miliardo e mezzo per nuovi aerei ed elicotteri (cifra destinata per metà ai cacciabombardieri Eurofighter, il resto diviso tra gli elicotteri militari Nh90 e Eh101 ed i caccia da addestramento M346), circa 700 milioni per nuove navi da guerra (fregate Fremm ed avvio del nuovo programma navale), almeno 200 milioni per i carri blindati Freccia e finanziamenti minori per il programma Forza Nec/Soldato Futuro per la digitalizzazione delle forze terrestri e per i satelliti spia Sicral 2″. [3].

4) Comunque, Babbo Natale non ha voluto strafare, cosicché la Ministra potrà mettere qualcosa anche nell’Uovo di Pasqua:
“Rimane invece integralmente a carico della Difesa il programma F35, compreso nei 2,7 miliardi di investimenti in armamenti.
Per conoscere il relativo dettaglio di costo per il 2015, bisognerà aspettare a Marzo la pubblicazione del Documento programmatico pluriennale della Difesa, nel quale si vedrà non solo se la spesa annuale prevista (644 milioni nel 2015 e 735 nel 2016) verrà ridimensionata, ma anche se i costi d’acquisizione dell’intero programma F35 (10 miliardi) verranno dimezzati come deciso dal Parlamento lo scorso 24 Settembre.
Uno scenario che Washington sta contrastando con ogni mezzo, come dimostra il ricatto dell’appalto di manutenzione internazionale assegnato all’Italia a condizione implicita che il programma rimanga così com’è” [4].

NOTE
[1] Enrico Piovesana, “Spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti“, “Il Fatto Quotidiano”, 26 Dicembre 2014.
Pure le note successive rimandano al suddetto articolo.

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C’È CRISI? NON QUANDO BISOGNA ACQUISTARE LE ARMI

1) Una delle menzogne di Stato, sapientemente elaborata dalla classe dominante di questo Paese e divenuta uno dei mantra quotidiani della stampa di regime, è la seguente:
“C’è la crisi ed i soldi non ci sono”.
Gli Euri, invece, ci sono eccome; l’“eterno”problema è:
“Che cosa farne? Burro o cannoni?”.
Naturalmente, la Casta politica, che amministra questo Paese per conto terzi:FMI, BCE, Stati Uniti, Vaticano e, da alcuni anni, Germania, non avendo il problema del burro, (e neppure quello della marmellata), sceglie  indefettibilmente i  cannoni.
Così, tanto per iniziare bene la giornata, pure oggi, così come in ognuno degli altri 364 giorni dell’anno, spenderemo 26 milioni di Euri per le innumeri missioni “umanitarie armate”[1] all’estero. Continua

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FESTA FORZE ARMATE: IL SINDACO DI MESSINA SVENTOLA LA BANDIERA DELLA PACE ED È POLEMICA

Il gesto davanti al monumento dei caduti. Il web si divide: “Gesto fuori luogo”. Ma altri: “Siamo fieri di te”.

MESSINA – Renato Accorinti, sindaco pacifista di Messina, non si smentisce.
E nel giorno delle celebrazioni delle Forze Armate si rende protagonista di un’iniziativa che ai più non è andata giù.
Ha esposto ai piedi del monumento ai caduti una bandiera della pace su cui era scritto:
“L’Italia ripudia la guerra”.
E pure il discorso non è stato da meno.
Il sindaco ha infatti auspicato la chiusura di tutti gli arsenali.
I presenti a quanto pare non hanno gradito il tenore ideologico dell’intervento, trovandolo se non di cattivo gusto quanto meno discutibile.

POLEMICHE
“Siamo qui a celebrare l’unità nazionale e le forze armate”, hanno detto alcuni.
“Il gesto del sindaco è fuori luogo”.
E la polemica continua in rete:
“Credo che abbiamo superato i limiti della decenza… Questo è un oltraggio a tutte quelle forze che ogni giorno “combattono” per la nostra libertà e per la democrazia…..vergogna….!!!”.
Ed ancora:
“Accorinti … adesso anche tu potrai a buon titolo essere annoverato tra le vergogne della nostra città”.
Ma sul web molti si schierano dalla parte del sindaco e della sua battaglia:
“Renato sei grande, grazie”; “Sempre più fieri di te”. Continua

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