Germania über Alles? Volkswagen, perquisita sede di Wolfsburg; Deutsche Bank annuncia perdite per 6 miliardi

“Gli analisti hanno ridotto le previsioni di crescita del PIL 2015 da +2,1 a +1,8%.
Le esportazioni in Agosto sono crollate del 5,2% e la produzione industriale si è ridotta dell’1,2%.
Dati che non scontano ancora i contraccolpi del caso Volkswagen.
Intanto la maggiore banca del Paese anticipa un rosso record per il terzo trimestre Continua

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Caso Volkswagen sia di insegnamento: sospendere negoziati TTIP: trattato sugli scambi tra UE e Stati Uniti

“La vicenda Volkswagen è l’esempio cristallino di ciò che potrebbe succedere se il trattato sugli scambi tra Unione Europea e Stati Uniti in corso di negoziazione (il TTIP: Transatlantic Trade and Investiment Partnership) dovesse andare in porto” a sostenerlo è Stefano Luicidi, Capogruppo M5S in Commissione Esteri del Senato. Continua

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La Germania collassa?

“Sta forse per accadere qualcosa in Germania, qualcosa che scuoterà il mondo intero?
Secondo alcune informazioni riservate, di cui sono venuto a conoscenza poco tempo fa, sarebbe davvero imminente un grande evento finanziario, che riguarda la Germania.
Ora, quando dico imminente, non intendo dire domani.
Credo però che siamo entrati in uno di quei momenti del tempo, che presenta tutte le condizioni perché si ripeta un’altra Lehman Brothers. Continua

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Volkswagen, il gigante del Capitalismo ha mentito ai suoi clienti. Avanti il prossimo

Volkswagen, l’AD Winterkorn annuncia le dimissioni

Lo scandalo della Volkswagen è un duro colpo al capitalismo industriale moderno, quello che secondo la teoria Neoliberista, rappresenta la spina dorsale della crescita economica.
E quindi va difeso a spada tratta.
Ma sarà difficile, se non impossibile, anche per i più accaniti Neoliberisti far passare il software, che inganna i controlli sulle emissioni di diossido di nitrogeno come un errore casuale, un’alterazione non programmata.
Qualcuno l’ha pensata, l’ha studiata, ha prodotto ed applicato ai motori diesel il software, per imbrogliare le autorità competenti ed i consumatori.
E dato che la catena di montaggio automobilistica è un meccanismo complessissimo di orologeria industriale, dove tutto è computerizzato, bilanciato e verificato al millimetro, di certo il software fraudolento è stato approvato dal board della Volkswagen, perché per applicarlo, si è dovuta modificare la catena di montaggio. Continua

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“Tsipras 1 e Tsipras 2″: da lupo a cane da pagliaio

L’ultima elezione greca ha confermato Tsipras come primo Partito.
In realtà a nessuno gliene poteva fregare di meno in Europa.
Era ormai uno Tsipras sgonfiato, addomesticato, reso servo, che farà ogni taglio richiesto dalla Troika. Tsipras 2 è stato celebrato dai giornali italiani come uno di Sinistra illuminato, che finalmente aveva capito.
Lo hanno messo (o si è fatto mettere) alla catena.
Se prima era un lupo, ora è un cane da pagliaio. Continua

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Volkswagen, la caduta del mito tedesco che fa scendere Angela Merkel dall’Olimpo. Le precedenti truffe teutoniche.

Se la Grecia ha truccato i conti dei suoi bilanci, la Germania ha truccato le macchine ed ha inquinato l’ambiente.
L’equazione è a furor di popolo. Anzi di popoli.
La reputazione è un valore aggiunto.
Se cade, è un macigno che rischia di far traballare un Paese intero.
Tanto più che il caso Vw è solo il più clamoroso di una lunga serie. Continua

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Francia: l’egemonismo tedesco finalmente scuote la Sinistra

Presentiamo ai lettori un articolo appena uscito su “Cuarto Poder”*.
Si tratta della recensione all’edizione spagnola fresca di stampa del libro di Jean-Luc Mélenchon “L’ARINGA DI BISMARCK” (“Il veleno tedesco”).
Mélenchon è il massimo esponente del francese Partito di Sinistra, perno del Front de Gauche in via di disgregazione.
Una delle cause di questa disgregazione è la divisione tra Euristi ed Euro-scettici, nelle cui file è recentemente entrato Mélenchon appunto.
Un segnale che anche in Francia si inizia a strutturare una sinistra sovranista.
Monereo sottolinea le cause e le conseguenze dell’egemonia tedesca sull’Unione Europea. Continua

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Il “Guardian”: l’ignobile Schäuble già rovinò la Germania Est

Schäuble
Per capire le richieste di Wolfgang Schäuble nei colloqui di salvataggio, dovete guardare a ciò che ha inflitto al suo Paese quando si è riunificato.
Ogni dramma ha bisogno di un grande cattivo, e nell’ultimo atto della crisi greca Wolfgang Schäuble, il 72enne Ministro delle Finanze tedesco, è emerso come straordinario villain: i critici lo vedono come un tecnocrate spietato, che ha usato modi pesanti su un intero Paese ed ora ha intenzione di spogliarlo del suo patrimonio.
Una parte dell’accordo di salvataggio, in particolare, ha scandalizzato molti Europei: la proposta di creazione di un fondo progettato, per selezionare accuratamente beni pubblici greci del valore di 50 miliardi di euro e privatizzarli per pagare i debiti del Paese.
Ma la chiave per comprendere la strategia della Germania è che per Schäuble non c’è nulla di nuovo in tutto questo.
Venticinque anni fa, durante l’Estate del 1990, Schäuble guidava la delegazione della Germania Ovest, che stava negoziando i termini dell’unificazione con la Germania Est ex-comunista. Continua

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1941: la Germania bombardava gli aeroporti greci; 2015: li compra “a 4 Euri”

Ci sono volute 2 Guerre Mondiali catastroficamente perdute, ma, alla fine, pure la classe dominante tedesca ha compreso la lezione e la applica magistralmente.
Perché occupare militarmente un Paese, scatenando la reazione delle altre potenze e suscitando una Resistenza, che finisce per dissanguare l’occupante?
Perché diventare l’odiato oppressore delle popolazioni invase?
È decisamente molto meglio strangolare economicamente uno Stato, per, poi, acquistarne a prezzi stracciati le varie attività produttive, poiché su questo le altre classi dominanti non hanno nulla da eccepire, essendo anche loro, nelle varie parti del Mondo, impegnate in questo “sport”.
Se, poi, si ha la fortuna di avere la stampa internazionale prona come non mai ai voleri del Capitale, si passa pure per benefattori della popolazione economicamente soggiogata.
L’ennesimo, ma non ultimo, capitolo di questo autentico Romanzo Criminale (del Capitale) si sta scrivendo in questi giorni in Grecia. Continua

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Italia potenza scomoda, Galloni: “Ecco come ci hanno deindustrializzato”

Pur non condividendo in toto questa intervista di Nino Galloni, ritengo utile contribuire alla diffusione di un’analisi approfondita e lungimirante di quanto accaduto in Italia ed in Europa negli ultimi 30 anni.
Pur risalendo al 2013, la sua attualità è fuori discussione, così come il fatto che il suo livello è stratosferico, rispetto all’insulsa brodaglia, che ci viene propinata, in maniera interessata, quotidianamente dai “liberi” mass media.

Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro Presidente della Repubblica, incalzato dall’allora Ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione, che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia.
È il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro e Ciampi esegue.
Obiettivo: impedire alla Banca Centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre Banche Centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Continua

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La tragedia greca ed il futuro della Sinistra italiana, (ammesso che ne abbia uno)

L’intervento di Moreno Pasquinelli al seminario promosso da Fassina e D’Attorre: “Europa, sovranità democratica e interesse nazionale”.

Ringrazio i promotori, Stefano in particolare, per l’invito.
Com’era inevitabile chi mi ha preceduto si è soffermato sull’ultimo atto della vicenda greca.
Le opinioni sono discordi.
Gli economisti, che mi hanno preceduto, con argomenti inoppugnabili, hanno condannato l’accordo siglato da Tsipras come una capitolazione politica, che avrà effetti recessivi disastrosi; alcuni esponenti politici hanno qui, invece, difeso la decisione di SYRIZA come la sola possibile per evitare il peggio, dove il “peggio”, per essi, sarebbe appunto stata la “Grexit”. Continua

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Crisi Grecia? E se ora parlassimo di quella tedesca?

Secondo classiche storielle sugli abitanti di Cuneo (bersaglio di facezie alternativo ai Carabinieri) non era prova di particolare intelligenza l’uso locale di colmare una buca con il materiale ricavato dallo scavo di un’altra, a fianco.
Ebbene, almeno in tali pratiche Bruxelles sembra essersi trasformata nella succursale della città piemontese famosa per i suoi cioccolatini al rum. Continua

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Franco Berardi ai Tedeschi: “… non posso mettere piede in un Paese la cui popolazione … si riconosce nelle posizioni dei fanatici persecutori del popolo greco …”.

Oxi al vostro invito

Pubblichiamo la lettera con cui Franco Berardi Bifo rifiuta l’invito a partecipare a festival in Germania:
“… al momento non posso mettere piede in un Paese la cui popolazione nella sua larghissima maggioranza si riconosce nelle posizioni dei fanatici persecutori del popolo greco e di tutti i popoli dell’eurozona”.

Gentili organizzatori del Festival di letteratura internazionale Poetische Quellen,

vi ringrazio per avermi invitato a partecipare il 30 Agosto ed 1 Settembre alla 14ma edizione della vostra manifestazione. Continua

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