IL MASSACRO A PALMIRA NON SAREBBE ACCADUTO SENZA IL SUPPORTO FORNITO DA DETERMINATI STATI AI TERRORISTI

Il Ministro degli Esteri e degli espatriati della Repubblica Siriana, Lunedì ha inviato due lettere identiche al vertice del Consiglio di sicurezza ed al Segretario generale dell’ONU circa il recente massacro commesso da terroristi a Palmira.
Nelle lettere, il Ministero ha detto che, come parte dei continui crimini terroristici contro la Siria e la sua gente, i terroristi dell’ ISIS hanno assaltato Palmira, una delle città storiche più antiche del mondo, scatenando il caos e commettendo efferati massacri contro i civili innocenti, con le orde barbare dell’ ISIS, che hanno attuato decine di macellazioni di civili, la maggior parte di loro donne, bambini e persone anziane, impedendo a migliaia di loro di lasciare la città e sequestrando molte famiglie e giovani poi trasferiti in zone sconosciute. Continua

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LA COALIZIONE DEI COLPEVOLI. LA MADRE (ED I PADRINI) DI TUTTE LE AL QAEDE

isis-648x430 Isis alla guerra
Dagli inizi di Agosto il sistema giudiziario dell’Arabia Saudita – alleata di ferro dei Paesi occidentali e dell’Italia – ha eseguito 22 decapitazioni.
Malgrado la crisi di vocazione fra i boia, dal 1985 ad oggi nel regno dei ricchi dissoluti Saud questo metodo di esecuzione ha fatto duemila vittime; accusate ad esempio di stregoneria e preferibilmente immigrate.
Anche la lapidazione, soprattutto per le donne, è ancora in vigore a Riad.
A parte l’insegnamento a livello di «ideali» e stile, l’Arabia Saudita ed i suoi oligarchi sono anche concretamente le grandi madri di tutti i terroristi sedicenti islamici. Non le uniche, però…

Chi può davvero lottare contro l’Isis e chi no
Emiri, sceicchi, re, sultani e Presidenti globali, tutti contro il Califfo?
La nuova «Coalizione dei volonterosi» vanta decine di partecipanti, come quella improbabile del 2003 intorno a George W. Bush per l’invasione dell’Iraq (c’erano anche le isole Fiji e la Mongolia, ma per una volta nessun Paese della Lega Araba).
In realtà, quella capitanata dagli Usa è una «Coalizione di colpevoli», come la chiama l’analista Mahdi Darius Nazemroaya .
Il dito è puntato sui Paesi del gruppo denominato «Amici della Siria», (ora «Gruppo di Londra»), che dal 2012 sostengono politicamente e militarmente l’opposizione armata, anche in violazione del dovere internazionale di non ingerenza, e con la grande responsabilità di aver fomentato una guerra per procura, che ha messo a ferro e fuoco il Paese. Continua

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LA FRANTUMAZIONE DI VICINO E MEDIO ORIENTE: un caos propagabile

Medio OrienteSull’intricata vicenda mediorientale e sui suoi possibili sviluppi, Pier Francesco Zarcone [1] ha scritto un interessante ed istruttivo articolo, che, essendo necessariamente  lungo, suddivido in 3 parti.
Un caos propagabile
Nulla sarà più come prima. È una predizione assai facile, in base allo stato di disfacimento politico in cui oggi si trova tutta l’area che va dalla Libia all’Afghanistan, come al solito grazie all’imperialismo occidentale.
Gli Stati più o meno artificiali creati dai vincitori della Prima guerra mondiale, spartendosi il defunto Impero ottomano attraverso la mistificazione dei “mandati”, potrebbero scomparire o comunque potrebbero nascere nuove linee di frontiera.

Né vanno trascurati entità precarie come il Pakistan (originariamente addirittura distinto in due parti lontanissime fra loro, di cui quella orientale sarebbe poi divenuto il Bangla Desh) e l’Afghanistan, che obiettivamente è sempre stato un caso a parte, più o meno tenuto insieme da dinastie la cui forza derivava da accorti equilibrismi tra i componenti di un complicato mosaico etnico-religioso e tribale. Continua

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