Legge di Stabilità: ricomincia la farsa, funzionale a Renzi, della minoranza Dem

Di “manovra che non è una misura universale di contrasto alla povertà, ma un regalino al pezzo più ricco della popolazione” ha parlato Roberto Speranza, riferendosi all’abolizione della tassa su tutte le prime case, comprese il deposito di Paperon de’ Paperoni ed il castello del Principe Azzurro.
A proposito dell’aumento del tetto ai contanti da 1000 a 3000 euro si è, invece, spazientito Pierluigi Bersani:
“Uno che ha 3mila euro, per fare un acquisto ha sicuramente la carta di credito in tasca.
È che non vuole usarla”; ed ha aggiunto:
“Renzi dovrebbe usare argomenti che, almeno, non insultino l’intelligenza degli Italiani”.
E ancora Gianni Cuperlo, dando un giudizio complessivo sull’intera Legge di Stabilità:
“Poco ambiziosa, poco innovativa. Serve maggiore equità”. Continua

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Truffe renziane. Sta diventando insopportabile ascoltare le loro menzogne !

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Sta diventando insopportabile ascoltare le loro menzogne.

Quando sento una buona notizia, vorrei tanto credergli e vivere più felice, ma non ci riesco. Alla fine vado a leggere i documenti ufficiali e scopro che si rivelano sempre il solito manipolo di bugiardi.
In questi giorni si dice che grazie all’attuale Governo le spese della Presidenza del Consiglio sono diminuite, costando meno ai cittadini italiani.
Nel 2014 è vero proprio il contrario. Infatti le spese sono aumentate di 140 milioni di euro rispetto al 2013! Aveva fatto meglio Letta.
Nel 2015 invece, forse per nascondere la spesa del nuovo aereo blu da 175 milioni di euro voluto dal Premier, hanno deciso di spostare il dipartimento della Protezione Civile dal bilancio di Palazzo Chigi a quello del Ministero dell’Economia e Finanze.
In questo modo 1 miliardo e 750 milioni di euro non compaiono più tra le spese (previsionali) della Presidenza del Consiglio. Ce lo spacciano per risparmio ma in realtà hanno solo spostato quei soldi al Ministero di Padoan, senza tagliare un centesimo.
Questo Governo costa tanto e in spese sempre più inutili: leggendo il bilancio di Palazzo Chigi potrete trovare 118.000 euro di spesa in piante e 250.000 euro in mobili. Giusto per dirvene un paio.
Tutti questi sprechi dimostrano che con un Governo del Movimento 5 Stelle troviamo tutti i soldi che ci servono per fare il reddito di cittadinanza e aiutare le imprese in difficoltà.
Quando ci dicono che non ci sono i soldi, basta andare a guardare il bilancio dello Stato per trovarne ovunque.

Fonte: http://www.facebook.com/luigidimaio/posts/904260346277179.

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[Video] “Ultimo avviso ai naviganti”: anche se è Agosto, cerchiamo di tenere ben alta l’attenzione su quello che succede in Parlamento

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Quella che comincia oggi a Montecitorio è una settimana davvero cruciale, perché anche quest’anno il Governo conserva le peggiori porcate per la prima settimana di Agosto.
Non contenti di aver assassinato la Scuola Pubblica, questa volta la vittima designata è la Sanità: vogliono metterla in mano ai privati, a chi può ancora prometter loro fondi per le campagne elettorali e voti, e quindi tagliano in maniera indecente quella pubblica. Continua

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L’Italia senza speranza ai tempi del Jobs Act

VIDEO Jobs Act? No: Precari Act!

da Voci dall’Estero: Bloomberg pubblica un articolo sulla disastrosa situazione del mercato del lavoro italiano.
Al di sopra della percentuale ufficiale dei disoccupati, c’è un numero ancora più grande di “scoraggiati”, persone che vorrebbero lavorare, ma hanno smesso di cercare.
Se si uniscono i due dati, ci si avvicina a uno spaventoso 30 percento della forza lavoro totale.
(La Grecia, rispetto a noi, ha meno “scoraggiati” solo perché ha più disoccupati costretti a cercare continuamente un qualsiasi lavoro pur di sopravvivere.)
Continua

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“Renzi carogna, fuori da Bologna”

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Renzi alla festa dell’Unità di Bologna. Collettivi tentano ingresso per contestarlo, tafferugli con le forze dell’ordine.
Il Premier ha risposto dal palco ad insegnanti e precari della scuola che lo contestavano:
“Non ci facciamo certo spaventare da tre fischi.
Abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo” [1] Continua

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Questa è l’università fondata sull’apparenza dell’era di Renzi

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Da anni andiamo ripetendo che la docenza universitaria è fortemente penalizzata e colpita dalle decisioni prese dal 2008 in poi dal duo Tremonti/Gelmini, in seguito mantenute e, se possibile, peggiorate da chi ha preso il posto della laureata in Giurisprudenza di Brescia: Profumo, poi Carrozza e infine Giannini.

Tappe di un disastro previsto: taglio deciso e costante dei finanziamenti nazionali, blocco delle retribuzioni del personale docente e amministrativo, una strisciante campagna velenosa che ha mirato a sminuire e a denigrare sia il lavoro dei docenti sia l’istituzione stessa, blocco del turnover dei docenti (di modo che via via che la gente se ne va in pensione solo una parte viene rimpiazzata); e ancora, il trionfo di parole d’ordine giuste in teoria ma applicate coi piedi, come la valutazione, attuata con la creazione dell’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca (ANVUR) il cui modo di operare, costosissimo, improvvisato e invasivo, suscita sconcerto, iperbolico incremento di passaggi burocratici e anche amare risate. Insomma, una bella cura dimagrante e di ridimensionamento sociale per i 68 atenei pubblici italiani, che si sono ritrovati nel periodo 2010-1013 a dover anche affrontare la riforma Gelmini (legge 240/2010), che ha aumentato a dismisura le procedure burocratiche universitarie rendendo il lavoro della docenza e della ricerca un percorso a ostacoli tra nani maligni che cercano di farti inciampare. Continua

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Detrazioni per le scuole paritarie? No, grazie!

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Comunicato stampa Uaar

«Non bastavano le già cospicue risorse che ogni anno escono dalla casse dello Stato per il finanziamento delle scuole paritarie — per l’anno in corso il governo ha previsto finanziamenti per 472 milioni di euro, non bastavano i quasi 700 milioni di euro erogati dalle amministrazioni locali e di cui nessuno parla, non bastava l’esenzione Imu-Tasi! Ora ci toccherà aggiungervi anche il costo delle detrazioni per le famiglie che decidono di mandare i propri figli alle private».

Ha commentato così Raffaele Carcano, segretario dell’Uaar, le novità relative alle scuole paritarie contenute nel ddl di riforma del sistema scolastico approvato dal Consiglio dei ministri il 12 marzo.

«D’altronde — ha proseguito — non dovremmo sorprenderci: ben 44 parlamentari della maggioranza che sostiene il governo hanno scritto al premier Renzi nei giorni scorsi per chiedergli un intervento in questo senso. Ed è ben nota la simpatia della ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, per la “causa” delle scuole paritarie. Fresca fresca di nomina la ministra pensò bene di mettere i puntini sulle i dichiarando che “la libertà di scelta educativa è un principio europeo” di “grande civiltà” e che dunque paritarie e statali devono avere “uguali diritti”. Posizioni che ha ribadito a più riprese lungo l’arco di quest’anno che l’ha vista alla guida del Miur».

«Si sostiene che le scuole paritarie costituiscono un evidente risparmio per la finanza pubblica — prosegue il segretario dell’Uaar — ma questo è falso. Ammesso e non concesso che gli studenti delle paritarie, qualora le amministrazioni pubbliche cessassero i loro munifici versamenti, tornino in massa alle vere scuole pubbliche, l’impatto sarebbe minimo. Perché gran parte dei costi pubblici sono fissi (stipendi degli insegnanti e mantenimento degli edifici) e non variabili. Di questo passo tra non molto si proporrà di abolire anche il trasporto pubblico: così il risparmio per lo Stato sarebbe eccezionale!».

«Per altro — sottolinea ancora Carcano — come ha notato anche l’ex ministro Luigi Berlinguer, ideatore della legge sulla parità scolastica, non si è ancora effettuato alcun controllo sulle scuole paritarie. E allora che senso ha finanziare scuole che, come abbiamo denunciato alla Commissione europea, discriminano studenti e disabili, sottopagano insegnanti, hanno una qualità di insegnamento più bassa di quelle pubbliche?».

Insomma, l’Uaar torna a ribadire quel che ha sempre detto: le scuole private non potranno mai, per definizione, essere la scuola di tutti. Rappresenteranno invece sempre progetti educativi di parte: la cui esistenza è garantita dalla Costituzione, purché «senza oneri per lo Stato». I cittadini che lo vogliono sono liberi di destinare soldi a istituti meno competitivi di quelli statali. Ma non chiedano soldi alle tasche, sempre più vuote, di tutti gli altri.

Approfondimenti su icostidellachiesa.it

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“I padroni non erano così contenti dai tempi di Kunta Kinte”. Come guadagnare, licenziando, con il Jobs Act

“I padroni non erano così contenti dai tempi di Kunta Kinte”

Non è solo una battuta. Nel link qui sotto trovate un’interessante simulazione su come un’azienda può guadagnare soldi licenziando, grazie al  Jobs Act.

Come guadagnare, licenziando, con il Jobs Act. Continua

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Padoan a “Ballarò” straparla di ripresa. È solo svalutazione dell’euro

Padoan
Il nostro Ministro dell’Economia Padoan, all’inizio, sembrava persona seria, poco propensa a fare dichiarazioni di qualunque genere, lavorava e stava zitto, non faceva propaganda.

Ed era esattamente ciò che deve fare un Ministro serio, perché, anche se ormai non lo dice più nessuno, non è compito dei Ministri (e tanto meno del Presidente del Consiglio) fare propaganda. Continua

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LA E45 COME LA BRE.BE.MI: UN DISASTRO!

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Un tratto della BreBeMi, inaugurata il 23 Marzo 2014: corsie vuote!

Il disastro Brebemi, soltanto 11mila auto al giorno contro le 80mila previste.
I costruttori puntavano a cifre decisamente più alte rispetto al bilancio dei primi sette mesi: inutile anche lo sconto sul pedaggio per attirare clienti.
Ma altri soldi pubblici arriveranno nonostante il flop! Continua

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La Buona Scuola: arriva la “fase 2″. Che succederà dopo il flop della “fase 1″?

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“Da qui alla fine di Febbraio sarà entusiasmante confrontarsi con le decine di migliaia di contributi arrivati in risposta alla nostra richiesta di commentare, integrare, contestare le proposte della riforma della “Buona scuola”.
Abbiamo bisogno di almeno mille persone in Italia innamorate della scuola per portare in fondo la riforma”.
Così Matteo Renzi il 13 Dicembre, dopo l’evento (sic!) del Nazareno, per anticipare i dati dell’”ascolto” sul documento extraparlamentare (ma citato persino nella Legge di Stabilità!): la Buona scuola. Continua

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L’IMBROGLIO: Poletti gioca sui numeri di una tragedia

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PRIMA I FATTI. Venerdì 28 Settembre l’Istat ha diffuso gli ennesimi brutti numeri economici: un tasso di disoccupazione da immediato dopoguerra (13,2 per cento), un calo degli occupati ad Ottobre rispetto a Settembre (55 mila), l’incubo per i giovani in cerca di occupazione. Ulteriore conferma che il lavoro è la vera tragedia italiana e la sua mancanza il modo in cui l’esigenza di deflazionare il sistema Paese è stata risolta in questi anni.
I dati dell’Istat certificano che non c’è stata per il momento alcuna inversione di rotta: l’economia italiana langue ed il Governo Renzi non sa o non può costringerla a #cambiareverso. La reazione dell’esecutivo a quei numeri non è stata, se amate gli eufemismi, all’altezza di quella tragedia. Continua

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Renzi come il padre di Buddha: cancella la realtà … con i manganelli

Comunicato-stampa

Folli cariche a Roma contro i pacifici manifestanti anti-Jobs Act
Le ha decise il Questore D’Angelo? O qualcuno più in alto?
Con la fiducia imposta dal Governo, approvato l’ignobile Jobs Act. Ma non finisce qui

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Una giornata di follia quella di oggi nella gestione della piazza da parte della Questura di Roma.
La manifestazione, assolutamente pacifica, di studenti, precari, lavoratori/trici “stabili” e Sindacati conflittuali contro l’approvazione al Senato del Jobs Act, è stata prima sequestrata per più di un’ora a Largo Argentina mentre cercava di tornare nella piazza autorizzata (S. Andrea della Valle, a 100 m dal Senato) dopo un breve corteo nei dintorni contro cui nulla era stato obiettato dai dirigenti della piazza. Continua

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