Oggi 24 mila morti. Domani pure.

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Sono molto com­mosso per la grande com­mo­zione, nella Comu­nità Eco­no­mica Euro­pea, per i migranti morti nel ten­ta­tivo di fug­gire dai disa­stri uma­ni­tari cau­sati in Siria, Libia ed altrove dagli Stati Uniti e dalla Comu­nità Eco­no­mica Europea.

Sape­vate dell’esistenza di migranti siriani quando in Siria non c’era la guerra ed era al potere Assad?

Rispondo io per voi: non ce n’era uno.
Gra­zie allora al Pre­mio Nobel per la Pace Barack Obama, gra­zie ai demo­cra­tici Paesi euro­pei, gra­zie alla nostra fedele alleata petro­li­fera Ara­bia Sau­dita, prin­ci­pale amica dell’ISIS insieme alla demo­cra­ti­cis­sima Tur­chia fasci­sta di Erdo­gan, nostra fedele alleata. Continua

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L’Europa per chi fugge da guerre e miseria? A Venti(mila) miglia

Intervistato questa mattina dal “Corsera”, il Bomba ha annunciato un Piano B sull’immigrazione. Piano B?
A dire il vero ancora non si è capito quale sia il Piano A.
A meno che non si voglia considerare un “piano” il chiudere gli immigrati nei box in plexiglass delle stazioni ferroviarie.
O facendogli passare la notte sugli scogli di Ventimiglia. Continua

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Chi vuole rubare questo lavoro agli immigrati ?

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Al civico cinquemila e dispari di via Portosello, tra Sabaudia e Pontinia, non c’è bisogno di bussare.
Il cancello è aperto e la campagna si estende a perdita d’occhio come un latifondo dell’ancien régime, preceduta da un paio di caseggiati incompiuti senza porte né finestre, ma chiaramente abitati.
Da uno di questi si affaccia un uomo di mezza età.
Indossa una camicia blu perfettamente stirata, la barba rasata di fresco.
Conosce il mio accompagnatore, Harbhajan Ghuman, un boscaiolo trasmigrato dalle vette himalayane ai più modesti monti Lepini dai quali fa usualmente su e giù a dorso di mulo. Continua

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Ecco gli extracomunitari che ci rubano il lavoro: Marchionne Sergio, Elkann John

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I migranti ci rubano il lavoro o gli Italiani, che li sfruttano, rubano loro  salario e salute ?

“Una fiaccolata della solidarietà sociale” organizzata dalla Cgil a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove è riesplosa l’emergenza migranti.
Sono oltre 600 i raccoglitori stagionali di arance che vivono, senza acqua e senza luce, nella tendopoli della zona industriale della Piana di Gioia Tauro.
Chi non ha trovato posto sotto le tende del Ministero dell’Interno, ha occupato uno dei tanti capannoni costruiti con i finanziamenti della 488 e mai utilizzati.
Una situazione di degrado che fa tornare la mente al Gennaio del 2010 ed alla “rivolta dei migranti”, che continuano ad essere sfruttati dagli imprenditori e dai caporali, i “capi neri” che ogni mattina li portano sui campi per la raccolta delle clementine.
“Lavoro e diritti” si lamentano i migranti, che hanno partecipato alla fiaccolata:
“Ci pagano 80 centesimi ogni cassetta di arance che raccogliamo. Non c’è futuro per noi”.
“Neanche gli animali vivono così. – spiega un altro migrante – Purtroppo che dobbiamo fare?
Siamo sfruttati perché lavoriamo dalle 7 di mattina fino alle 16 di sera per guadagnare 15 euro.
Abbiamo bisogno almeno dei bagni, delle lampadine e delle coperte”.
“Chiediamo una nuova politica di accoglienza per chi è impegnato nell’agricoltura. – sostiene Celeste Lo Giacco, segretaria della Flai-Cgil .
Con questa fiaccolata, i migranti non protestano solo per i loro diritti , ma anche per esprimere solidarietà ai dipendenti dell’azienda Demasi, che stanno per essere licenziati”.
Solidarietà tra lavoratori che vivono un momento difficile a poche centinaia di metri gli uni dagli altri.
L’imprenditore Demasi a fine anno chiuderà la sua azienda,  perché vittima dell’usura bancaria.
Due storie completamente diverse, ma simili allo stesso tempo per via di uno Stato che le ha dimenticate.

Lucio Musolino.

Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/12/12/calabria-fiaccolata-dei-migranti-lavoriamo-come-schiavi-a-15-euro-al-giorno/321872.

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2012: l’Italia ha guadagnato 3,9 miliardi grazie agli immigrati. I razzisti del Bel Paese sanno far di conto?

Razzismo italiano

Uno studio condotto dalla fondazione Leone Moressa – un istituto di studi e ricerche nato nel 2002 – ha realizzato il bilancio economico della presenza degli immigrati in Italia.
La ricerca, “L’economia dell’immigrazione: costi e benefici”, rivela che il contributo da parte degli immigrati all’economia del Paese è pari a quasi 4 miliardi di euro ogni anno.

Nel 2012, lo Stato italiano ha speso 12,6 miliardi per l’arrivo di nuove famiglie di immigrati sul suolo italiano, compresi gli oneri per i servizi sanitari (3,7 miliardi), educativi (3,5), servizi sociali (0,6), alloggi (0,4), giustizia (1,8), spese del Ministero degli Interni per la gestione (1,0) e trasferimenti economici (1,6). Continua

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