LA STRAGE DELL’ITALICUM. IL NUOVO CHE AVANZA È SOLO IL VECCHIO CHE RITORNA.

L’Italicum di Renzi  è come la legge del fascista Acerbo (1923), come la legge truffa del democristiano De Gasperi (1953), come la porcata del razzista Calderoli (2005): si propone cioè di cancellare la democrazia rappresentativa (una testa un voto ed eletti in proporzione ai voti ottenuti), per lasciare mano libera alle forze capitaliste ed alle cordate politico affaristiche di Centro Destra e di Centro Sinistra che li rappresentano, con esecutivi forti e parlamenti addomesticati.
Se questo è il futuro, l’abbiamo già visto e sappiamo di cosa si tratta.

La Resistenza sarà ancora una volta necessaria, dura  e senza sconti per nessuno:
“Loro hanno i soldi per comprarci, il lavoro per sfruttare, gli uomini armati per offenderci, la TV per imbrogliare.
A noi non resta che ribellarci e non accettare il gioco di questa loro libertà, che per noi vale ben poco”.
Stanno facendo la scelta  di sbarrare il parlamento alle forze popolari, alle organizzazioni politiche radicali e rivoluzionarie, ciò può significare una sola cosa, che vogliono spostare tutto il conflitto sociale e di classe nelle piazze e nei luoghi di lavoro, dove i Renzi, i Berlusconi ed i Marchionne pensano di avere la meglio poiché il proletariato è in ginocchio, senza rappresentanza, affamato dalla crisi e umiliato da chi la utilizza per accumulare ricchezza a danno degli ultimi. Continua

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