Sicilia arsenale di guerra a cielo aperto !

Appello per una mobilitazione euromediterranea
per il primo anniversario del naufragio del 18 Aprile 2015

Contro la Fortezza Europa per la smilitarizzazione della Sicilia !
No a Frontex, No alla Guerra, No al razzismo !
Le attività dell’agenzia Frontex sono sempre più visibili non solo in mare ma nel territorio siciliano.
La scelta di aprire 5 hot spot (Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle, Augusta e Trapani) nella nostra isola ed ancor di più le decisioni assunte a Malta a novembre 2015 perseguono l’orrore di dividere i migranti “economici” dai richiedenti asilo politico. Contrattando con i peggiori regimi liberticidi e corrotti in Africa e Medioriente i governi europei vorrebbero rimpatriare intanto 400.000 “irregolari”. Mentre l’UE impone al governo italiano l’ uso della forza per prendere le impronte digitali ai/lle migranti, applicando ottusamente l’odioso regolamento di Dublino.
La Sicilia è stata nel corso degli anni sempre più militarizzata. Sigonella, il Muos, i droni, i depositi di armi, i radar di Lampedusa l’hanno trasformata in un arsenale di guerra a cielo aperto.
Allo stesso modo l’apertura dei CIE e del Cara di Mineo l’hanno resa il più grande lager d’Europa, dove donne e uomini migranti, attendono in media 18 mesi l’esame della commissione, subiscono violenze fisiche e psicologiche e in più aumentano le migranti indotte alla prostituzione.
Ci opporremo con tutti i mezzi ad un’ulteriore militarizzazione delle nostre coste e dei nostri mari, non possiamo restare a guardare mentre migliaia di donne, bambini e uomini muoiono nel Mediterraneo come se già non bastassero le uccisioni, le violenze subite dagli uomini e gli abusi sessuali perpetrati nei confronti delle donne in Libia.
Continua

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Chi viola il diritto internazionale? La Russia e le guerre dell’Occidente

La logica è uguale a Mosca ed a Roma?
Giorni fa, un professore di una grande Università italiana ha così reagito a un mio racconto sulla Crimea:
“Sì, lo sappiamo che la maggioranza degli abitanti della penisola voleva associarsi alla Russia.
Ma il voto è stato organizzato in un paio di settimane. Non lo accettiamo.
Il referendum è una cosa seria!”. Continua

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Attenzione: l’Italia viene usata per bruciare la miccia, che, partita dalla Libia, si consumerà in Ucraina

Pur non condividendo la concezione, racchiusa nell’espressione ” l’invasione dell’Italia”, considero questo articolo senz’altro interessante.
Due appunti: data l’importanza delle tematiche trattate, sarebbe stata/o auspicabile una trattazione più approfondita ed un approccio meno esoterico, per così dire. Continua

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Il crociato Gentiloni

Gentiloni
Gentiloni ci prova di nuovo. In Libia ci vuole proprio andare, ma il Mondo è grande e si può sempre mandare soldati anche altrove, ad esempio in Nigeria …

A proposito di un’intervista del Ministro degli Esteri

A Febbraio, dopo il suo “siamo pronti a combattere” in Libia, si era beccato del “crociato” da “al Bayan”, la radio del Califfato che trasmette da Mosul. Continua

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Medio Oriente in fiamme: alcune coordinate fondamentali

Medio Oriente
Breve premessa. Mentre scrivevamo questo articolo – dedicato ai tanti sviluppi di quella che chiamiamo Grande Guerra Mediorientale – è arrivata la notizia dell’accordo di Losanna sul nucleare iraniano.
Un fatto che potrebbe avere conseguenze geopolitiche di primaria importanza ed un impatto non secondario sui diversi fronti di questa stessa guerra.
Su questo torneremo a breve con un articolo specifico. Continua

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Libia: i dilettanti allo sbaraglio di Palazzo Chigi ed i perché di un dietrofront

Pinotti, Gentiloni

Dunque, almeno per adesso, le navi italiane non salperanno per Tripoli.
Già Lunedì scorso, Renzi aveva annunciato un comico dietrofront, optando apertamente per una “soluzione politica” al posto dell’azione militare.
E su questa linea si è espresso ieri il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove la posizione interventista dell’Egitto è rimasta isolata.
Quindi, se intervento sarà, esso è comunque rimandato a tempi migliori. Continua

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Libia: sarà l’Afghanistan dell’Italia?

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La più pericolosa avventura militare degli ultimi settant’anni

Il Governo Renzi ormai smania.
Dopo gli squilli di tromba di Gentiloni – «Siamo pronti a combattere» – ieri è stata la volta di Roberta Pinotti.
Il Ministro della Difesa ha annunciato a “Il Messaggero” che «l’Italia guiderà la coalizione».
La guerra insomma ci sarà.
Una guerra annunciata anche dalla partenza degli Italiani e dalla chiusura dell’ambasciata a Tripoli. Continua

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Sul possibile attacco dell’Occidente alla Libia: “Ministro Gentiloni: senza vergogna”.

 

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Pur non condividendo in toto il giudizio su Gheddafi, pubblichiamo questo articolo, poiché smaschera una buona parte delle menzogne, con cui i Governi del tronfio Occidente, Francia in primis, cercarono di giustificare l’attacco ad un Paese sovrano.
Non essendo nostra abitudine sparare sulla Croce Rossa, evitiamo di ricordare come, sino al giorno prima dell’aggressione, i Governanti dell’Occidente, Italia in testa, avessero omaggiato il “feroce e sanguinario Dittatore”.
Infine, questo articolo inizia quel lavoro, che sarà sempre più necessario nelle prossime settimane, di demistificazione delle menzogne, con cui, nel momento presente, l’Occidente cercherà di intossicare, per l’ennesima volta, l’opinione pubblica, al fine di giustificare la nuova guerra di aggressione.  Continua

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Promemoria per la prossima “guerra umanitaria” contro la Libia

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In attesa che dai “liberi mass media” del sempre più “libero” Occidente partano a raffica invocazioni per l’ennesimo “intervento umanitario” a suon di bombe “intelligenti”, pubblichiamo quanto scritto dallo storico Domenico Losurdo in relazione alla precedente “guerra umanitaria”.

“Ormai persino i ciechi possono essere in grado di vedere e di capire quello che sta avvenendo in Libia:

1.È in atto una guerra promossa e scatenata dalla Nato.
Tale verità finisce col filtrare sugli stessi organi di «informazione» borghesi.
Su «La Stampa» del 25 Agosto Lucia Annunziata scrive che è una guerra «tutta “esterna”, cioè fatta dalle forze Nato»; è il «sistema occidentale, che ha promosso la guerra contro Gheddafi».
Una vignetta dell’«International Herald Tribune» del 24 Agosto ci fa vedere «ribelli» che esultano, ma stando comodamente a cavallo di un aereo che porta impresso lo stemma della Nato. Continua

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Libia: la prossima avventura militare dell’Italia in spregio della Costituzione

Libia
Il titolare della Farnesina si dice pronto ad inviare truppe nel Paese nord-africano.

Eravamo stati facili profeti, due giorni fa, scrivendo sull’intervista del golpista al Sisi. “Completare la missione della Nato in Libia”, questa la sua formale richiesta al Governo italiano.
Richiesta che in queste ore il despota del Cairo starà rinnovando al Governo francese.

Di certo, la Libia, uscita dal criminale attacco della Nato nel 2011, è la classica situazione sfuggita di mano agli Imperialisti occidentali.
Del resto, si sa, specie da quelle parti ben poche ciambelle riescono col buco. Continua

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Renzi “sfiduciato” da Scalfari ed usato dalla NATO come esca per l’Egitto

76431-img.gif Renzi in Egitto
Ha suscitato molti commenti il fatto che Renzi sia caduto in disgrazia presso uno dei vati dell’opinionismo ufficiale, l’editorialista Eugenio Scalfari.
Oltre a manifestare aspre critiche all’incapacità di Renzi di rilanciare l’economia, Scalfari arriva a dichiarare di preferire all’attuale governo Renzi un esplicito commissariamento dell’Italia da parte della cosiddetta “Troika”: la Commissione dell’Unione Europea, la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale.
Scalfari non vede contraddizione tra l’obiettivo del rilancio economico ed il commissariamento, in quanto, secondo lui, la “Troika” si sarebbe ravveduta rispetto ai tempi della crisi greca, ed ora avrebbe come massimo avversario la deflazione.  (1)
I nonsensi di Scalfari sono risultati evidenti a molti commentatori.
Non ha senso, ad esempio, considerare l’attuale Governo Renzi come “altro” rispetto alla Troika, visto che il ministro dell’Economia ora in carica, Padoan, è un ex dirigente del FMI, cioè il principale componente della stessa Troika.
Tra l’altro, in Italia, il Presidente del Consiglio non ha poteri da Primo Ministro, cioè non può dimissionare i propri Ministri, perciò un ministro come Padoan, che assomma nelle sue mani le funzioni del Tesoro, delle Finanze e del Bilancio, si può considerare lui il vero capo del Governo.

Se Renzi avesse voluto contare qualcosa, avrebbe dovuto per prima cosa separare Tesoro, Bilancio e Finanze, come avveniva ai tempi della Prima Repubblica, in modo da assicurarsi almeno un ruolo di mediazione nelle beghe tra Ministri;  poi, non avrebbe mai dovuto accettare la nomina di uno con il curriculum di Padoan.
Infatti Padoan, nella propria esperienza di dirigente del FMI prima e dell’OCSE poi, ha potuto conoscere e frequentare tutti quelli che contano nel giro internazionale, perciò può permettersi di parlare familiarmente con loro, tagliando fuori Renzi, che infatti sta lì per fare un po’ di colore.
Scalfari è un professionista della mistificazione e non ha mai esitato ad esporsi a figure miserevoli, pur di raggiungere uno scopo.
In definitiva, l’attacco di Scalfari a Renzi si è risolto in una sorta di “operazione simpatia” a favore dello stesso Renzi, spacciato come ultima spiaggia, per scongiurare un commissariamento, che è invece già avvenuto sia ufficialmente, sia di fatto, dal 2011, con il Buffone di Arcore ancora regnante, sotto la dizione di “monitoraggio” dell’Italia da parte del FMI.  (2)

Il dominio del FMI in Italia non è solo pratico, ma anche ideologico, come risulta dall’ossessione politica e mediatica per le pensioni, usate sistematicamente dal FMI come depistaggio, per nascondere le vere cause dell’aggravio della spesa pubblica e del debito pubblico (ad esempio: i centoventicinque miliardi, che l’Italia sta versando al Meccanismo Europeo di Stabilità, la più recente creatura del FMI).
In molti si atteggiano a nemici acerrimi delle banche, ma poi si rivelano pronti ad abboccare all’emergenza-debito ed all’emergenza previdenziale.
Il fondomonetarismo è, infatti, un’ideologia subdola e trasversale, che coinvolge anche molti oppositori, perciò le manipolazioni ed i raggiri raramente trovano l’ostacolo del senso critico.
Con la questione della finestra pensionistica denominata “quota 96″, il governo Renzi ha allestito una pantomima a scopi di psicoguerra interna, prima illudendo migliaia di insegnanti ed aizzando le invidie ed i rancori dell’opinione pubblica verso di loro, poi rimangiandosi la promessa.
In tal modo Renzi si è potuto ancora una volta atteggiare a vendicatore del popolo contro la “casta” degli insegnanti, incassando anche il fattore-distrazione rispetto alle altre porcherie, che il governo sta varando.
Suggerire all’opinione pubblica che Renzi possa vantare un po’ di autonomia, costituisce non solo un nonsenso, ma anche un falso spudorato.
D’altra parte, questo falso è alla base dell’attuale circo mediatico, che circonda l’ex sindaco di Firenze.

Il dominio colonialistico sull’Italia e sull’Europa si fonda su due facce della stessa medaglia: il FMI e la NATO, ed anche da quest’altro aspetto Renzi risulta del tutto conforme.
Il viaggio “trionfale” di Renzi in Egitto ed il suo nuovo “asse” con il Presidente egiziano Al Sisi, sono stati infatti narrati dai media come esempi di iniziativa autonoma in politica estera.
Al Sisi era considerato dal cosiddetto Occidente come un golpista e come un “paria” internazionale, uno degno di parlare soltanto con altri paria come Putin; ed ora andrebbe a Renzi il merito di averlo “sdoganato”, (secondo il termine che proprio Scalfari rese popolare venti anni fa, applicandolo a Gianfranco Fini, “sdoganato” appunto dal Buffone di Arcore). (3)

In realtà, consultando un po’ la stampa internazionale e soprattutto araba, le cose starebbero un po’ diversamente.
In Egitto si comincia a prospettare seriamente la possibilità di un intervento militare egiziano in Libia, e soprattutto nella regione confinante, la Cirenaica, la più ricca di petrolio.
Si penserebbe così di cogliere due piccioni con una fava: far fuori il jihadismo ed annettersi la parte della Libia più araba ed etnicamente affine, con il gratificante corollario dei pozzi di petrolio, toccasana per l’economia egiziana.
Ci sono vari segnali che un tale scenario sia fomentato dagli stessi Stati Uniti, che fanno capire che non porrebbero ostacoli ad un’iniziativa militare del genere, presentata come utile a sedare il caos suscitato in Libia dalla eliminazione di Gheddafi. (4)
In questo quadro, l’aver mandato avanti il piccolo Renzi come esca, può servire ad illudere Al Sisi che si tratti di un passo per poter riallacciare buoni rapporti con l’Occidente e con la NATO.
Come spesso capita alle esche, questo ruolo rischia di essere tutt’altro che indolore per l’Italia, dato che comporterebbe una certa esposizione sul piano militare, in modo da potersi rendere credibili con l’interlocutore egiziano.
In questo senso andrebbe letta la scelta di rafforzare il contingente italiano in Libia, con il pretesto ufficiale della protezione dei residenti italiani.

Renzi dice di voler coinvolgere l’Unione Europea, ma rischia di infognarsi senza ricevere alcun aiuto, come già sta accadendo per l’immigrazione clandestina.  (5)
Ma soprattutto per Al Sisi si tratterebbe di una vera trappola, ed a riguardo c’è il precedente di Saddam Hussein, che nel 1990 aveva creduto anche lui di aver ricevuto un tacito assenso degli USA ad invadere il Kuwait.
Un intervento egiziano in Libia  non riuscirebbe nemmeno a sedare la Libia, visto che i jihadisti dispongono di ogni genere di armi provenienti, guarda caso, da alleati della NATO come il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita.
Un tale intervento potrebbe facilmente rischiare persino di espandere l’instabilità all’Egitto; e forse proprio per favorire uno scenario del genere, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti stanno finanziando il riarmo e le illusioni dell’esercito egiziano. (6)
Ciò confermerebbe l’ipotesi che dietro l’apparente “understatement” di Obama e Kerry, il basso profilo statunitense in politica estera, vi sia al contrario il consueto schema colonialistico della destabilizzazione permanente, applicato a tutta l’area del Mediterraneo e del Mar Nero [7].

NOTE
1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/03/governo-scalfari-litalia-in-crisi-anche-con-renzi-dovrebbe-sottoporsi-alla-troika/1080785/ .
2) http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.economist.com/blogs/charlemagne/2011/11/italy-under-imf-supervision&prev=/search%3Fq%3Dberlusconi%2Bimf%2B2011%26client%3Daff-maxthon-newtab%26hs%3DfBk%26affdom%3Dmaxthon.com%26channel%3Dt5 .
3)  http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Gaza-Renzi-L-Italia-appoggia-la-proposta-egiziana-l-unica-possibile-per-uscire-dalla-crisi-a0210f65-b4ce-409e-a260-48d029754a1c.html .
4)  http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.middleeastmonitor.com/blogs/politics/11523-will-al-sisi-repeat-saddams-mistake-and-attack-eastern-libya-for-oilprev/search%3Fq%3Dal%2Bsisi%2Blibya%26client%3Daff-maxthon . .newtab%26hs%3DTuX%26affdom%3Dmaxthon.com%26sa%3DX%26channel%3Dt5%26biw%3D854%26bih%3D432 .
5)  http://www.ilfoglio.it/articoli/v/119745/rubriche/libia-copasir-aumentato-contingente-italiano-per-evacuzione.htm.
6)  http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.egyptindependent.com/news/ksa-uae-finance-russian-arms-deal-egypt&prev=/search%3Fq%3Dsaudi%2Barabia%2Brussian%2Bweapons%2Begypt%26client%3Daff-maxthon-newtab%26hs%3DU14%26affdom%3Dmaxthon.com%26channel%3Dt5 .
[7] NEWSCOMIDAD, http://www.comidad.org/, 6 Agosto 2014.

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