Lobby del tabacco e holding degli aeroporti: ecco chi guadagna finanziando la Fondazione di Renzi

Ad inizio Luglio 2014, la British American Tobacco (Bat) versa alle casse della Open 100mila euro; poche settimane prima il Premier aveva incontrato il Ceo della società ed a fine Luglio ottiene un corposo sconto sugli aumenti delle accise.
Simile il caso di Corporacion America: dona 25mila euro ed a distanza di mesi il Governo stanzia 150 milioni per la fusione degli scali di Pisa e Firenze, gestiti dalla holding. Continua

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C’è crisi? Non per le spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti

Spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti
1) Dal 2007, i Governanti nazionali dell’Occidente, gli Amministratori locali delle lande più sperdute dello stesso, nonché i Padroni del Mondo e delle nostre vite  hanno elaborato un nuovo ed efficace mantra:
C’è la CRISI”.
Come ogni formula mistica, la potenza di questo mantra è accresciuta dalla ripetizione, così, ogni giorno, più volte al giorno, viene salmodiato di fronte alle richieste più diverse:
investimenti nella Scuola e nella Sanità;
aumenti salariali per dipendenti pubblici e privati;
finanziamenti alle famiglie ed alle attività produttive;
bonifiche di territori inquinati e devastati.
Avendo noi i Governanti più belli, più giovani, più dinamici e, soprattutto, più “democratici” di ogni luogo ed epoca, abbiamo anche la “soddisfazione” di sentire le Loro “illuminanti” spiegazioni:
“Noi, naturalmente, vorremmo, per primi, tutto ciò che voi ci chiedete, ma non possiamo, perché c’è la CRISI.
Comunque, non essendo noi autoritari come i brutti, vecchi, letargici e, soprattutto, dittatoriali Governanti dell’ex URSS,
non vi imponiamo nulla, poiché sono i Parlamenti a votare le leggi.
Inoltre,  legioni di economisti, (tutti della stessa scuola neoliberista; Ndr), di esperti, (un Euro al quintale; Ndr), di garruli tele-giornalisti, (rigorosamente selezionati e proni; Ndr) vi illustrano, ogni giorno, che c’è la CRISI”.

2) Se, però, si ha l’ostinazione necessaria, per squarciare la nube tossica delle chiacchiere, onde andare alla ricerca dei fatti, l’asino “democratico” cade subito:
“A volte capita che Babbo Natale sia così buono da portare i suoi doni anche a chi non gli ha scritto la letterina.
È il fortunato caso dei Generali italiani, che pur non avendo ancora presentato l’elenco dei nuovi armamenti che desiderano – il famoso Libro Bianco della Difesa – hanno già ricevuto dal Parlamento un generosissimo buono-acquisto con il quale potranno comprare tutto ciò che vogliono.
La legge di stabilità 2015 prevede, infatti, per l’anno venturo quasi 18 miliardi di spese militari, di cui oltre 5 miliardi per l’acquisto di nuovi armamenti: le stesse cifre del 2014, limate solo di poche centinaia di milioni”. [1]
Così, la grancassa mediatica dell’RR, (Regime Renziano), potrà battere su questo “enorme” risparmio, occultando l’enorme spesa ancora una volta destinata a quelle che sono spese belliche e non per la difesa.
“Come di consueto, il budget militare complessivo è composto dal bilancio ufficiale del Ministero della Difesa e dai finanziamenti, ormai strutturali, che gravano sui ministeri di Sviluppo Economico per i programmi di riarmo e su quello delle Finanze per le missioni militari all’estero.
Un contributo che continua a suscitare polemiche anche in Parlamento – quest’anno hanno protestato formalmente i Senatori Cinquestelle Maurizio Santangelo e Bruno Marton – poiché sottrae preziose finanze al settore civile per destinarle a quello militare”. [2].

3) Ed ora vediamo in dettaglio quali siano stati i regali di Babbo Natale alle Forze Armate:
“Nel 2015 il Ministero della Pinotti disporrà per le Forze Armate – Carabinieri esclusi – di 14 miliardi di fondi propri, dei quali oltre 10 per il personale (in lieve aumento rispetto al 2014), poco più di un miliardo per le spese di esercizio (lieve calo) e 2,7 miliardi per nuovi armamenti, ai quali vanno sommati 2,8 miliardi di contributi Mise allo stesso scopo (in tutto circa 200 milioni in meno rispetto 2014) e quasi un miliardo del fondo Mef per le missioni militari all’estero (stessa cifra del 2014) “ormai diventato fonte di finanziamento integrativa indispensabile per pagare le spese di esercizio”, come osserva Francesco Vignarca di Rete Disarmo.

Il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico intitolato “Partecipazione al Patto Atlantico ed ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionale” comprende per il 2015 un miliardo e mezzo per nuovi aerei ed elicotteri (cifra destinata per metà ai cacciabombardieri Eurofighter, il resto diviso tra gli elicotteri militari Nh90 e Eh101 ed i caccia da addestramento M346), circa 700 milioni per nuove navi da guerra (fregate Fremm ed avvio del nuovo programma navale), almeno 200 milioni per i carri blindati Freccia e finanziamenti minori per il programma Forza Nec/Soldato Futuro per la digitalizzazione delle forze terrestri e per i satelliti spia Sicral 2″. [3].

4) Comunque, Babbo Natale non ha voluto strafare, cosicché la Ministra potrà mettere qualcosa anche nell’Uovo di Pasqua:
“Rimane invece integralmente a carico della Difesa il programma F35, compreso nei 2,7 miliardi di investimenti in armamenti.
Per conoscere il relativo dettaglio di costo per il 2015, bisognerà aspettare a Marzo la pubblicazione del Documento programmatico pluriennale della Difesa, nel quale si vedrà non solo se la spesa annuale prevista (644 milioni nel 2015 e 735 nel 2016) verrà ridimensionata, ma anche se i costi d’acquisizione dell’intero programma F35 (10 miliardi) verranno dimezzati come deciso dal Parlamento lo scorso 24 Settembre.
Uno scenario che Washington sta contrastando con ogni mezzo, come dimostra il ricatto dell’appalto di manutenzione internazionale assegnato all’Italia a condizione implicita che il programma rimanga così com’è” [4].

NOTE
[1] Enrico Piovesana, “Spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti“, “Il Fatto Quotidiano”, 26 Dicembre 2014.
Pure le note successive rimandano al suddetto articolo.

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LE MANI SULL’ ACQUA – ACQUA SPORCA

Da “L’Espresso” [1].

È in arrivo la terza condanna della Ue. Perché migliaia di comuni non hanno ancora accesso alla depurazione. Tutto questo mentre gli investimenti dei gestori crollano.
E le tariffe aumentano. Nonostante il referendum.
La fotografia-scandalo di un rapporto elaborato dagli addetti ai lavori.
index
L’acqua è ancora un buon affare. Nonostante 26 milioni di cittadini italiani abbiano chiesto – con un referendum – di usarla senza profitti, la gestione dei servizi idrici rimane un business profittevole, come dimostra un lunghissimo, accurato rapporto presentato pochi giorni fa alle imprese del settore: 311 aziende, 27.822 impiegati, un valore complessivo della produzione pari a 7,2 miliardi di euro, un risultato netto d’esercizio in positivo che ha un’incidenza dal 3,2 per cento al 6,5. Continua

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LOBBY DEL VATICANO O SÈTTE ?

1) Giunti al termine di questa odissea,“pericolosamente vissuta” tra la Scilla dell’entusiasmo individuale [1] ed il Cariddi dell’integralismo, una domanda s’impone: si tratta di movimenti ecclesiali o di sètte, che, pur avvalendosi della tecnologia contemporanea e di tecniche d’avanguardia nell’opera di persuasione di masse considerevoli di persone, nulla hanno da invidiare alle loro antenate medievali?
Scrive Zavattiero:
“ In questo libro si è parlato dei movimenti come chiese nelle Chiesa, chiese parallele.
Poiché per tutti c’è l’imprimatur del Vaticano, non è tecnicamente corretto chiamarli “sette”.
A causa dei risvolti profondamente negativi legati al termine, gli specialisti preferiscono parlare di caratteri settari, escamotage che permette di adattare il medesimo concetto a più realtà contemporaneamente, non solo gruppi religiosi, ma anche sportivi, politici, ideologici, culturali” [2].
A nostro avviso, si tratta appunto di un escamotage linguistico, che, nel solco della “migliore” tradizione cattolica, permette di avvolgere nelle sapienti spire del rigore formale la sostanza del problema, al fine di strangolarla, possibilmente in fasce. Continua

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LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO: LA MONARCHIA ASSOLUTA DI ANDREA RICCARDI (Quinta parte*)

1) Non sarebbe corretto parlare della CdSE ed omettere ciò per cui è universalmente nota: l’attività diplomatica, poiché
“… ha svolto un ruolo di mediazione in vari conflitti: in Mozambico, in Guatemala, in Costa d’Avorio, in Guinea” [1].
“In verità, in verità”, l’ingratitudine, che regna su questa Terra, è presente pure nella Sede Santa per eccellenza, cosicché:
“Il Vaticano non sempre ha gradito.
… Alcuni dei documenti trafugati dagli appartamenti di papa Benedetto XVI nell’ambito dello scandalo Vatileaks riguardano l’attività diplomatica “parallela” della Comunità, poco amata da alcuni episcopati locali e vista dalla Santa sede più come un ostacolo che come una risorsa” [2].
Persino il fiore all’occhiello della CdSE è stato visto come un “fiore in un occhio”:
“Il dialogo interreligioso, promosso dalla Comunità, è considerato in concorrenza con l’omologo dicastero della Curia romana, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, di cui è presidente il cardinale francese Jean-Louis Pierre Tauran” [3]. Continua

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LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO: LA MONARCHIA ASSOLUTA DI ANDREA RICCARDI (Quarta parte*)

1) La puntata precedente si concludeva con l’elenco delle defezioni eccellenti dalla CdSE; in questa, cercheremo di illustrare ulteriormente l’aria asfissiante, che si respira nella Comunità, diffusa, stando al sito ufficiale, in più di 70 Paesi ed avente tra i 50.000 ed i 60.000 aderenti.
“ All’interno della Comunità è Andrea Riccardi, che decide chi deve diventare prete.
… Le redini di tutte le filiali si tirano da Roma e le mani del gran burattinaio sono sempre quelle di Andrea Riccardi, inflessibile difensore della romanità di Sant’Egidio.
Nonostante le elezioni quadriennali, cui partecipano i rappresentanti delle varie comunità, per scegliere il presidente e il consiglio direttivo centrale, l’autorità suprema è da sempre quella di Andrea Riccardi e fra i membri interni, chi appare di più non sempre è anche più autorevole nelle gerarchie interne: i visibilissimi monsignor Vincenzo Paglia e Mario Marazziti hanno meno “potere” dei semisconosciuti Alessandro Zuccari, Marco Impagliazzo, Cristina Marazzi, don Vittorio Ianari, don Marco Gnavi” [1].
Non nascondiamo che, visti dall’esterno, alcuni tratti oscillano tra il patetico e l’esilarante, anche perché ricordano il modo di pensare e di agire di qualche gruppo della Sinistra extraparlamentare degli Anni Settanta:
“Tutti pendono dalla bocca del fondatore.
Ogni suo discorso viene registrato e spedito alle varie comunità sparse per l’Italia e nel mondo.
Da lì si traggono gli argomenti chiave delle omelie, poi pronunciate dai sacerdoti aderenti alla Comunità durante le liturgie di quartiere o dai responsabili locali nelle preghiere locali”[2].
Questo culto della personalità produce effetti dei più diversi:
“Durante le riunioni dei gruppi i discorsi del fondatore diventano “la parola” alla luce della quale i partecipanti confessano davanti agli altri quanto vi è di oscuro e sbagliato nella propria vita personale.
Simili interventi in pubblico assumono il valore e il significato di una confessione sacramentale:
“Una preghiera pubblica durante la messa domenicale suggella il pentimento e il desiderio di riscatto” [3]”. Continua

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LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO: LA MONARCHIA ASSOLUTA DI ANDREA RICCARDI (Terza parte*)

1) Riguardo alla Democrazia, che “regna incontrastata nella Terra egidiana”, già nel 1998 Sandro Magister dipingeva questo molto edificante quadretto:
“La struttura della CdSE ha al culmine il gruppo dei fondatori, oggi tra i quaranta e i cinquant’anni,
(oggi, grazie agli “sviluppi dell’Aritmetica”, tra i 55 ed i 65 anni; Ndr).
Sono 120 circa, ma è come se fossero i dodici apostoli: un “unicum” cui nessuno può aggiungersi,
(in lode e gloria del ricambio generazionale; forse, pure lì, sarebbe necessario operare una rottamazione; Ndr).
Poi, in subordine viene la seconda generazione.
Che è a sua volta divisa in due rami: da una parte la “Pentecoste”, i borghesi, quelli che hanno fatto gli studi; dall’altra la “Resurrezione”, il popolino, quelli di borgata.
Il reclutamento dei giovanissimi è anch’esso separato: nei Licei per la Pentecoste, nelle scuole professionali di periferia per la Resurrezione” [1].
Quindi, la CdSE, oltre ad essere sessista e gerontocratica, è pure classista; per fortuna che è nata nel 1968!
O, forse, proprio per questo motivo, tenuto conto delle volte innumeri in cui le ide del ’68 si sono tramutate nel loro opposto; “… Ai posteri, L’ardua sentenza” [2]. Continua

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LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO: LA MONARCHIA ASSOLUTA DI ANDREA RICCARDI (Seconda parte*)

1) La puntata precedente si concludeva con l’”incoronazione” di Andrea Riccardi a sovrano della Comunità di Sant’Egidio, (d’ora in avanti: CdSE).
Si tratta,ora, di ricostruire come il “monarca” abbia sempre esercitato un indiscusso potere assoluto.
La prima sapiente mossa consistette nel trovare una “reggia”, che ospitasse degnamente il “sovrano” e la Sua corte, dopo che fu accantonato il giovanile proposito di andare a vivere nelle periferie romane accanto ai poveri, poiché “povero è bello, ma  non bisogna esagerare”.
Il noto motto: “La Fortuna aiuta gli audaci” ebbe modo di dimostrare, ancora una volta, la sua veridicità:
“ Nel settembre del 1973 traslocano a Trastevere, nel convento di Sant’Egidio, di proprietà del ministero dell’Interno: Andrea Riccardi riesce ad averlo in affitto a buon mercato.
L’ “affare” di Riccardi è ottimo, (come dubitarne? Ndr;): il ministero, oltre a cedergli le chiavi, sostiene anche le spese dei principali lavori di restauro” [1].
Insomma: “Aiutati che Dio ti aiuta”, assumendo pure il volto, serafico in questo caso, del Ministro dell’Interno.
Nella sede ristrutturata,  le/i giovani della CdSE iniziano a condurre una vita in comune, che prevede di trascorrere insieme pure le vacanze.
Così, nel corso di quella in Belgio, visitano il monastero benedettino di Chevetogne, che ha:
“…  due chiese, in ciascuna delle quali si celebrano due diversi riti: latino e bizantino.
I ragazzi sono incantati dai raffinati riti bizantini e tornati a Roma ne riprendono le preziosità liturgiche per arricchire i loro incontri mistici.
… si consacrano al celibato, imponendo alla loro vita comune uno stile monastico” [2].
Tuttavia, pure in questo caso, alla fine, decidono di non esagerare:
“Nell’estate del 1978 i ragazzi della CdSE sono in ritiro nel santuario marchigiano di Macereto, in provincia di Macerata.
(Evidentemente, trattasi di un luogo che ispira; Ndr).
Lì avviene la svolta.
Di comune accordo decidono di abbandonare la strada del monachesimo: la via del matrimonio è aperta.
Le coppie che nascono e  poi si sposano si formano fra membri interni alla Comunità” [3]. Continua

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LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO LA MONARCHIA ASSOLUTA DI ANDREA RICCARDI (Prima parte)

1) La fama :
“La Comunità di Sant’Egidio ha fama di essere brava e buona, di stare dalla parte dei deboli, degli ultimi della società.
Sono famosi i cenoni natalizi organizzati ogni anno nella mensa comunitaria a Roma, si sa che in Mozambico hanno messo d’accordo governo e guerriglieri e che in Kosovo hanno fatto la spola tra il despota serbo Milosevic e gli albanesi vessati.
Hanno un efficientissimo servizio di pubbliche relazioni e tutti ne dicono un gran bene” [1]. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (Quarta parte*) Incenso e show business in Italia

1) Poteva la Repubblica Pontificia, (è la definizione più appropriata di quel  “… bel paese là dove ‘l sì suona” pronto e prono al Papa di turno), rimanere insensibile al fascino esercitato dal RnS?
“Senza raggiungere i livelli di popolarità mediatica del Brasile, anche in Italia il Rinnovamento nello Spirito ha dalla sua parte una nutrita schiera di vip pronti a diffonderne la causa.
Uno dei fedeli aggregati al movimento  è l’attore Pippo Franco …, che ha partecipato al secondo appuntamento dell’iniziativa “ Dieci piazze per dieci comandamenti”, promossa dal Rinnovamento nello Spirito santo con il … placet della Cei.
… La serata del 15 settembre 2012 in piazza dei Signori a Verona era dedicata al secondo comandamento … .
Sono intervenuti il vescovo Giuseppe Zenti, e – in videomessaggio su megaschermo – papa Benedetto XVI e l’arcivescovo Salvatore Fisichella … .
La piazza era gremita di gente, che ha ascoltato le testimonianze del fisico Antonino Zichichi, del giornalista Paolo Brosio, del sociologo Massimo Introvigne, degli psichiatri Alessandro Meluzzi e Vittorino Andreoli, del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, del sindaco di Verona Franco Tosi e del coordinatore nazionale del Rns Mario Landi.
Per attrarre i giovani, oltre alla corale del RnS, c’era il duo veronese dei Sonohra” [2]. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (Terza parte*)

1) Come abbiamo visto il Vescovo Strotmann, nell’Aprile 2013, ha affermato:
“Se non si cambia subito qualcosa in America Latina, il cattolicesimo mondiale potrebbe subire perdite considerevoli” [1].
Pertanto, si tratta, ora, di prendere visione dei cambiamenti, che stanno avvenendo in America Latina e che hanno dei tratti singolari, soprattutto se si pensa che, solo qualche anno fa Benedetto XVI si è fatto in quattro, per riportare in auge la Messa in Latino.”
“In Brasile, hanno molto successo alcuni sacerdoti, che veicolano messaggi religiosi attraverso la musica  pop.
… in corrispondenza del fenomeno è diminuito in Brasile l’abbandono dei cattolici a favore delle sette” [2].
Vediamo, dunque, da più vicino chi sono e come operano “ad maiorem Dei gloriam” questi “apostoli” del XXI secolo:
“I nuovi predicatori, alcuni di origine italiana, hanno in comune la bella presenza, la giovane età …, la facilità di parola e soprattutto una grande padronanza della scena.
Spesso infatti celebrano “messa” davanti a migliaia di fedeli all’interno di stadi, moderne chiese a cielo aperto” [3].
Volendo essere maliziosi, si potrebbe dire che commettono un peccato di omissione:
“Nelle omelie non si fa mai cenno agli enormi problemi del Brasile, alla violenza, alle disuguaglianze e alle ingiustizie sociali.
Le prediche di questi sacerdoti carismatici cattolici, che affascinano folle di indigenti e rappresentanti del sottoproletariato urbano, affrontano solo questioni spirituali: l’amore di Dio, il perdono dei peccati, la gioia che il cristianesimo offre nelle durezze e ingiustizie della vita.
Il tutto è coreograficamente accompagnato da musiche e danze” [4].
Insomma, il consueto messaggio di accettazione dell’ordine sociale esistente, quale esso sia, che la Chiesa veicola dall’alba del Medioevo, viene incartato ed infiocchettato con i più sfavillanti, assordanti  ed ammalianti strumenti tecnologici. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (Seconda parte *)

1) La “puntata” precedente della storia avvincente dei Pentecostali cattolici così si concludeva:
“Pertanto, nel solco della migliore tradizione, pure questo “Salmo finì in Gloria”:
“Il Vaticano e i vescovi hanno favorito la nascita di una federazione di cui fanno parte i gruppi più obbedienti e moderati, che si sono raccolti in un network chiamato Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS)” [1]”.
A questo  punto, i giochi erano fatti:
“L’organizzazione, che attualmente è presieduta dal siciliano Salvatore Martinez, è stata riconosciuta ufficialmente nel marzo 2002.
La Conferenza episcopale italiana ne ha approvato gli statuti, mentre la Santa sede l’ha ratificata nella forma giuridica di “associazione privata di fedeli” [2]”.
Pure sul piano organizzativo i successi non sono mancati:
“Il Rinnovamento nello Spirito è diffuso in moltissime diocesi italiane: i suoi aderenti sono circa 250.000, aggregati in 1800 tra gruppi e comunità” [3].
Certo, c’è stato pure qualche “incidente” di percorso:
“Si tratta di una galassia estremamente variegata: ne faceva parte anche il celebre vescovo guaritore Emmanuel Milingo, scomunicato dal Vaticano nel 2006” [4].
Questo, comunque, non ha impedito che la “marcia trionfale” proseguisse:
“Lo stile, i modi di vita e persino lo status giuridico dei carismatici cambiano a seconda della nazione in cui si trovano.
Eppure il successo tra i fedeli è lo stesso.
Da cosa scaturisce la popolarità del movimento pentecostale o carismatico?” [5].
A nostro modesto avviso dall’aver trovato l’ “uovo di Colombo”:
“È un movimento “democratico”: non ha gerarchie, clero o un padre fondatore di riferimento.
Accoglie tutti senza distinzione di razza, cultura, condizione economica.
Tutti hanno diritto di parlare, profetare e benedire.
È un network flessibile che si adatta a qualsiasi contesto e si propaga attraverso un reticolo di gruppi.
Con questa elasticità strutturale fa proseliti penetrando anche nelle altre denominazioni cristiane cattoliche, protestanti, ortodosse” [6].
Infine, in questa epoca di angoscia, che provoca un rifiuto di qualsiasi pagina scritta ed il trionfo della chiacchiera, quale (illusorio) strumento e momento di purificazione,la ciliegina sulla torta è costituita dal fatto che l’RnS:
“Preferisce l’oralità ai libri e alle scritture; esalta i carismi soprannaturali, ( roba da non credere, se uno non conoscesse il “carismatico de’ noantri”, Renzi Matteo; ndr), ma valorizza anche i talenti naturali, attraendo particolarmente i ceti sociali più bassi” [7]. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (Prima parte)

1) Per  comprendere la ragion d’essere di  uno degli ultimi nati nella casa del Cattolicesimo, è necessario  fare un salto indietro nel tempo e nello spazio, nonché affacciarsi nell’abitazione dei “parenti serpenti” protestanti.
“I pentecostali o carismatici sono gruppi di cristiani, che riconducono la loro esperienza religiosa alla discesa dello Spirito santo sugli apostoli radunati nel cenacolo  prima della Pentecoste.
Nelle loro affollate celebrazioni alzano le mani al cielo e cantano con volti ispirati.
Il tratto, che li caratterizza, è l’enfasi sulle guarigioni, sulla profezia e sul dono di parlare in lingue sconosciute (glossolalia), ( ogni commento equivarrebbe a sparare sulla Croce rossa; ndr).
Negli ultimi vent’anni, le chiese pentecostali hanno raggiunto una straordinaria diffusione.
Oggi, nel mondo, un cristiano su tre appartiene alle loro schiere (600 milioni di fedeli agli inizi del nuovo millennio)
… La sua nascita risalirebbe ai primi anni del Novecento, quando in alcune chiese metodiste e battiste si verificarono casi di profezie, inspiegabili guarigioni e il prorompere spontaneo di lingue sconosciute: ciò accadde nel 1901 a Topeka,  nel Kansas, e poi nel 1906 a Los Angeles, in un edificio al civico 312 di Azusa Street, considerato da molti come la “chiesa madre” del pentecostalismo.
… fondata dal predicatore battista afroamericano William J. Seymour …”  [1]. Continua

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