Sanitopoli, condannati Lorenzetti, Rosi e Di Loreto per falso ideologico

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“Sanitopoli, condannati Lorenzetti, Rosi e Di Loreto per falso ideologico
La sentenza è arrivata oggi, 18 Novembre, dopo ben otto ore di camera di consiglio.
L’ex Presidente della Regione Umbria ha dichiarato che non si sarebbe mai aspettata una condanna”.

La sentenza è arrivata alle 18.46, dopo 8 ore di camera di consiglio; ad essere stati condannati per la vicenda riguardante “Sanitopoli”, a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) l’ex Presidente dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, mentre 8 mesi e 15 giorni (pena sospesa) per l’ex Assessore alla sanità, Maurizio Rosi, e per il Direttore della direzione regionale dell’Umbria sanità e servizi sociali, Paolo Di Loreto.
La Corte li ha, infatti, ritenuti responsabili di aver indotto la Giunta in errore sull’esistenza del contenuto della delibera oggetto dell’inchiesta.
Non c’è quindi la condanna per abuso d’ufficio e neanche per il falso ideologico.
Assolti il resto degli imputati.
A voler aspettare le motivazioni della Corte è l’avvocato Luciano Ghirga per fare ricorso.
Non si aspettava di certo un verdetto del genere Maria Rita Lorenzetti, che promette “Ci rivedremo in appello”. Continua

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SANITOPOLI IN UMBRIA, chieste dieci condanne: anche per la Lorenzetti

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Nella requisitoria i due pm Casucci e Formisano hanno quantificato le richieste di pena per gli imputati, per l’ex governatrice un anno e 4 mesi

Il processo sulla sanità umbra, ed in particolare sulla gestione delle assunzioni nella ex Asl 3 di Foligno, è giunta al punto fermo delle richieste dei pubblici ministeri Massimo Casucci e Mario Formisano.
La pubblica accusa ha chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi con la sospensione condizionale della pena per l’ex presidente della Regione dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti; per l’ex assessore Maurizio Rosi è stato chiesto un anno e otto mesi.

Chieste condanne ad un anno e quattro mesi per Paolo Di Loreto, un anno e due mesi per Rellini e Comparozzi, tredici mesi per Sandra Santoni e Gigliola Rosignoli, dieci mesi per Biti e Conti, e nove mesi per Ciurnella.

Le accuse mosse ai dieci imputati sono di falsità ideologica ed abuso d’ufficio.
Partendo dai posti di lavoro promessi nelle telefonate intercettate ed andando a scavare nei documenti di Asl 3, Comune di Foligno, negli archivi di alcune aziende partecipate – come Vus e Webred – gli inquirenti erano arrivati a due delibere della Giunta regionale.
Delibere ritenute “sospette” perché, sostiene l’accusa, completate con modalità anomale.
Sarebbero, infatti, rimaste a lungo “aperte” nonostante la loro sottoscrizione, presenterebbero cancellature ed aggiunte a penna, che portano gli investigatori a supporre che le modifiche siano il frutto di accordi e aggiustamenti non completamente trasparenti. [1]

NOTE
[1] “Giornale dell’Umbria”, 28 Ottobre 2014.

 

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