Quirinale: Mattarella? Siam morti democristiani. Sentite condoglianze a tutti.

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Slevin
− il film, intendo – non vale una cicca, ma ha il merito di aver ‘formalizzato’ la Mossa Kansas City.
Quella per cui la vittima di una truffa, proprio perché la truffa riesca, deve sentirsi più furba del truffatore.
Deve cioè sapere che la si sta truffando, ma sbagliarsi clamorosamente sul vero oggetto della frode. In soldoni: la vittima sospetta di essere raggirata; è dannatamente convinta di sventare l’inganno, e tuttavia sta travisando in pieno, perché l’imbroglio, che le si sta ordendo intorno, non è quello che crede bensì un altro. Continua

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Mattarella, “Santo subito”: un voto che ci parla di Renzi

Mattarella e Renzi
Il coro del “Santo subito” è ancora in corso, ma si esaurirà a breve.
Strano Paese quello dove il Premier deve invocare l’elezione a presidente di un presunto “galantuomo”.
Se fosse davvero questo il requisito fondamentale, quello che fa da discrimine, sarebbe come dire che tutto il resto della platea dei potenziali eleggibili era fatto da non galantuomini. Continua

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Chi è S. Mattarella. Tutto quello che vorreste sapere e che i media di regime tacciono

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Il padre accusato di essere vicino alla mafia, il fratello, Presidente della Regione Sicilia, ucciso da Cosa Nostra e morto tra le sue braccia.
La carriera nella Democrazia Cristiana, le dimissioni da Ministro sulla Legge Mammì, Vicepremier di D’Alema.
Definì l’ingresso di FI nel PPE “un incubo irrazionale”.
Autore del Mattarellum, da giudice costituzionale ha bocciato il Porcellum.

No, forse non passerà alla storia solo per il Mattarellum, la legge elettorale che, nel 1994, avrebbe dovuto traghettare l’Italia verso la Seconda Repubblica e che l’ha condotta invece, secondo i critici più feroci, nelle sabbie mobili del Berlusconismo. Continua

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Mattarella: Ponzio Pilato al Quirinale – Loro festeggiano, noi no

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Con i suoi 665 voti l’Euro-piddino Sergio Mattarella è stato eletto Presidente, sfiorando dunque il quorum della maggioranza qualificata (673). Un’indiscutibile vittoria politica per l’astuto Matteo Renzi ed il suo clan.
C’è chi dice che non sarà solo un passacarte, che Mattarella si farà valere, che farà rispettare la Costituzione. Continua

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#MattarellaPresidente, 50 sfumature di grigio

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“Forse conviene passare alla moviola gli ultimissimi giorni per capire cosa è successo e dove stiamo andando. Già dai primi giorni della settimana scorsa, Renzi aveva detto che avrebbe fatto un nome secco e solo Sabato. Questa ostinazione nel tenere segreto il nome non dipendeva da una qualche passione per il thriller, ma, molto più semplicemente, dal fatto che il nome non c’era, perché mancava l’accordo con Berlusconi. E Renzi l’accordo lo voleva solo su quell’asse. Il Cavaliere, come si sa, fra i suoi molto nobili obiettivi ne ha soprattutto due: salvare il suo impero personale ed avere la Grazia. Ciò premesso, pur di ottenerli voterebbe anche per Giuseppe Stalin.
L‘incidente del voto sulla legge elettorale, (quando i suoi voti sono stati determinanti, compensando la ribellione dei 29 Senatori della Sinistra Pd), lo avevano gasato al punto che qualcuno dei suoi si era spinto a parlare di una nuova maggioranza organica. Di qui la proposta spavalda di Giuliano Amato (che si immaginava, a torto od a ragione, più “grazioso”). Berlusconi si sentiva in una botte di ferro, anche perché il suo candidato godeva anche di diverse simpatie nel PD, a cominciare da quella di Massimo D’Alema. Ma Renzi, Amato non voleva vederlo neanche in fotografia: troppo forte, spigoloso, troppo esperto giurista. Con un Presidente così, Renzi si sarebbe consegnato mani e piedi al trio Amato-Berlusconi-D’Alema. Per cui niente da fare. E faceva circolare i nomi (senza mai farli apertamente) di Padoan e Mattarella. Il primo serviva a strizzare l’occhio a D’Alema per tirarlo dalla parte sua; il secondo a minacciare un accordo con la sinistra interna al Pd e fare esattamente quello che sta succedendo. Ma, beninteso, questo era, con ogni probabilità, solo un bluff: solo un nome funzionale allo scambio, da far cadere insieme a quello di Amato, per tirare fuori il classico nome scialbo di una qualche nullità da mettere lì, per permettergli di fare quello che vuole a Palazzo Chigi. Renzi, da questo punto di vista, si predisponeva ad un braccio di ferro con Berlusconi, lungo tutte le prime tre votazioni, sicuro, intanto, dell’isolamento che rendeva innocua la sinistra del suo Partito. Se anche avessero votato scheda bianca o Prodi, si sarebbe trattato di un centinaio o poco più, al massimo 150 voti con Sel: troppo poco per avere qualsiasi effetto. Ovviamente, si dava per scontato che il M5s si sarebbe tenuto fuori della partita, per cui, al quarto turno il gioco sarebbe riuscito. A scombinare il suo gioco, arrivava, come fulmine a ciel sereno, la lettera di Grillo e Casaleggio ai Parlamentari PD, alla quale rispondevano in cinque (i civatiani più, e questo è molto importante, Zanda e Monaco, che sono i Parlamentari personalmente più vicini a Prodi, segno che il Professore avrebbe potuto anche accettare di entrare in gioco). Ed i “Grillini” varavano la consultazione on line sul nome di Prodi ed altri 9 scelti dall’assemblea del gruppo parlamentare. A questo punto, i Renziani, pur ostentando molta indifferenza, (in questi giorni ero a Roma per lavoro ed ho incontrato parecchi amici anche in Parlamento ed anche del PD), erano molto nervosi. Una eventuale convergenza del M5S con la sinistra PD e Sel su Prodi cambiava radicalmente lo scenario: avrebbe raggiunto fra i 250 ed i 300 voti già nei primi tre turni di votazione e questo avrebbe messo nei pasticci Renzi, che avrebbe dovuto spiegare perché, pur avendo la concreta possibilità di eleggere Prodi e far a meno dei voti “azzurri”, sceglieva invece l’accordo a tutti i costi con il Cavaliere. Per di più rischiando che anche Lega e Fittiani riversassero i voti su Prodi, con un risultato molto incerto al fotofinish.
Situazione davvero difficile e rischiosa. Di qui la decisione di non aspettare più Sabato, ma fare il nome già prima della prima votazione e scegliere davvero Mattarella, perché unico a poter distogliere la minoranza dall’ “insano” gioco con il M5S. I Bersaniani ci sono stati (ammazzando così la candidatura Prodi che, invece, è stata sostenuta lealmente sino alla fine da Civati, dimostratosi la persona più coerente e coraggiosa del Pd). A quel punto una serie di risultati a ricaduta: Prodi si sfilava, rendendosi conto che non c’erano più le condizioni per una sua candidatura; Berlusconi non poteva che continuare a dire no attaccandosi a “San Franco Tiratore”, nella speranza che una bocciatura di Mattarella potesse riaprire i giochi; Renzi, per premunirsi da scherzi dei “quirinabili” delusi, avvertiva che, se non passa Mattarella, non ci sono candidati di ricambio del PD e si va direttamente ad un tecnico o un istituzionale (ad esempio Grasso). Berlusconi è nell’angolo e deve affrontare una rivolta interna, che va molto oltre il solito Fitto.
Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica al quarto scrutinio. Il Nazareno è morto? Forse no, ma è in coma profondo con tutto quel che ne consegue. Per la verità, l’esito non è affatto negativo e Mattarella è una persona rispettabilissima e, per certi versi, migliore anche di Prodi. Forse, è troppo signore e non ha la rudezza che sarebbe necessaria con un inquilino di Palazzo Chigi come Renzi. In secondo luogo, è un Giudice costituzionale e saggezza vorrebbe che i Giudici costituzionali, finito il mandato, restassero al di fuori di tutto, perché diversamente potrebbe nascere la tentazione di usare quel prestigioso scranno per altri approdi ed, a quel punto, l’indipendenza della Corte andrebbe a farsi benedire. Certo: Mattarella non ha operato pensando a questo esito, ma ora stiamo facendo passare un brutto precedente. Per il resto è un candidato sicuramente migliore rispetto a quello che potrebbe offrire questo Parlamento: Veltroni? Pinotti? Franceschini? Fassino? Addirittura … Grasso? Non ne parliamo.
Dunque, il M5s ottiene una discreta vittoria, anche se diversa da quella progettata: 1. ha stanato Renzi, costringendolo a fare il nome prima dell’inizio delle votazioni 2. ha costretto Renzi a scegliere una persona decente 3. quindi ha sbarrato la strada ad Amato, Veltroni, Grasso, ecc. 4. ha incrinato seriamente il patto del Nazareno. Direi che non è poco, anche se è mancato l’obiettivo di mettere in crisi Renzi (duole ammetterlo, ma l’uomo è furbo, spregiudicato, sleale e, pertanto, difficile da abbattere). Tutto questo significa che il M5s si sta sporcando le mani e sta diventando come gli altri? Assolutamente no: solo che ha scoperto che non c’è solo la lotta greco romana, c’è anche il judo e, per fare la guerra, non c’è solo lo scontro frontale, ma anche la guerriglia, con rapide ed improvvise incursioni. Come si vede, non era un favore al PD, ma un’azione di guerriglia. D’ora in poi sarà bene adattarsi all’idea di un M5S meno prevedibile del passato.” [1]

NOTE [1] Giannuli Aldo, #MattarellaPresidente, 50 sfumature di grigio”.

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