Chi c’è dietro l’Isis? Gli Stati Uniti, Watson!

Cresce l’opinione, secondo molti in Iraq, che gli Usa stiano usando l’Isis come scusa per intervenire di nuovo in Medioriente

Chi c'è dietro l'Isis?

Da più di un mese a questa parte, gli Stati Uniti hanno dato il via ad un’escalation di bombardamenti contro gli estremisti dello Stato Islamico.
Ma questo sembra aver fatto ben poco per mettere a tacere le teorie complottiste, che tutt’ora rimbalzano dalle strade di Baghdad fino ai piani alti del Governo iracheno, e che sostengono che la Cia si nasconda segretamente dietro agli stessi estremisti, che ora sta attaccando. Continua

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LA PETROGUERRA CONTRO LA RUSSIA *

Bravi!
Da parte dei commentatori economici è stato dato scarso rilievo all’anomalia costituita dal brusco calo dei prezzi del petrolio in presenza di una guerra in Medio Oriente.
A riguardo non vi sono infatti precedenti storici, dato che in passato la conflittualità medio-orientale è stata sempre strumentalizzata – e fomentata – per favorire impennate dei prezzi del petrolio.
La Guerra del Kippur del 1973 e la Guerra del Golfo del 1991 rappresentano i due casi più noti a riguardo.
Alla guerra in Medio Oriente si aggiunge la crisi ucraina, che interessa direttamente le vie di approvvigionamento di una materia prima come il gas; una circostanza che in passato non avrebbe mancato di spingere al rialzo i prezzi della materia prima che è diretta concorrente del gas, cioè il petrolio. Continua

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IL MONDO VA PAZZO PER IL MEDIO ORIENTE IN PEZZI

Peshmerga-Tanks
In occasione del centenario della Grande guerra, i potenti della Terra pronunciarono pressoché all’unanimità un mea culpa postumo. Anche a costo, come lamentarono alcuni storici, di rimuovere o sminuire le cause profonde del conflitto, i disegni e gli interessi degli Stati, persino i sentimenti spontanei o indotti dei popoli (che alla fine pagarono il prezzo piú alto). Passarono solo poche settimane e si poté verificare che era stato solo uno sfoggio di retorica. La guerra resta la sola “arma” – è proprio il caso di usare questo termine – a cui pensano i Governi e di cui apparentemente dispone la diplomazia. Nel suo insieme, l’intervento dell’Occidente nell’area Medio Oriente-Nordafrica di questi anni ha contribuito soprattutto ad attizzare un’inarrestabile escalation di violenza e destabilizzazione. Eppure Barack Obama, un Democratico in fama di liberal, il piú “terzomondiale” dei Presidenti americani per nascita ed esperienze di vita, non fa altro che ordinare di accendere i motori. La stampa finge di ragionare ma gli opinion leaders arrivano alle stesse conclusioni. Solo la Chiesa cattolica ha mantenuto una sostanziale coerenza lungo la traiettoria interpretativa dell’”inutile strage”. Non per niente Papa Francesco, da Piazza San Pietro, ha evocato l’immagine di una terza guerra mondiale e a Redipuglia ha definito la guerra “una follia”.
I fronti caldi sono disseminati in un teatro, che si estende su tre continenti: dall’Europa orientale all’Asia passando per le Afriche. I soggetti coinvolti ed i motivi del contendere sono diversi e non necessariamente legati fra di loro. Continua
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