Turchia non fa rima con Democrazia. Salvagenti e filo spinato sotto l’ambasciata turca a Roma.

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Oltre mille manifestanti hanno sfilato a Roma nei pressi dell’ambasciata turca per contestare l’accordo tra Ue e il governo di Erdogan sui migranti, che prevede il respingimento in territorio turco di chi entra illegalmente in Europa attraverso l’Egeo. I manifestanti hanno lanciato uova verso l’ambasciata, presidiata da molti agenti di polizia, e hanno disseminato le strade adiacenti con i simboli delle rotte dell’immigrazione: dai salvagenti ai gommoni usati per le traversate fino alle tende dei campi profughi e il filo spinato dei muri lungo i confini europei

Fonte: http://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-manifestazione-no-borders-salvagenti-e-filo-spinato-sotto-ambasciata-turchia/237771/237575.

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Ventimiglia, foglio di via per chi aiuta i migranti. Così, impara ad essere solidale!

VENTIMIGLIA . Tra le storie che arrivano dal confine di Ventimiglia, quelle dei migranti ancora accampati reclamando l’apertura delle frontiere, e quelle degli attivisti giunti per sostenerli, c’è la storia di Pasquale.
Lui, il contadino della vicina Dolceacqua, che si era precipitato sugli scogli sin dai primi giorni della protesta, a Giugno, con il suo marchingegno ad energia solare, che ha ricaricato i telefonini di centinaia di migranti.
Tutti in fila per ore, aspettando il loro turno:
«Ma non lo usavano solo loro, la sera arrivavano anche i poliziotti con i cellulari», mette i puntini sulle “i”, Pasquale.
Lui, portando energia, (elettrica e non solo), all’accampamento, era diventato una colonna della protesta.
Fin quando un documento della Questura gli ha vietato di mettere piede a Ventimiglia. Continua

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Renzi: la discriminante è tra le “bestie” e gli “umani”. “Com’è umano lei …”.

Pur non condivendo in toto questo articolo, penso che abbia il merito di contribuire sia a squarciare la nube di retorica, che, da giorni, avvolge l’Europa, sia a mettere in luce uno degli obiettivi, che muove, in realtà, i Governanti europei: una nuova guerra “umanitaria” in Siria. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

“In fondo, tutte le guerre post Guerra Fredda sono state in vario modo dipinte come «umanitarie». Cosa volete che sia una carneficina in più?
E se guerra sarà, la faranno con la copertura della foto del bimbo morto sulla spiaggia turca. Esattamente come ha fatto ieri l’«umano» di Rignano. Vergogna!” Continua

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Poesia di Erri De Luca “Mare nostro che non sei nei cieli”.

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Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati

Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire.

Erri De Luca

http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=48256

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Poesia di Warsan Shire: “Nessuno lascia la propria casa a meno che …”.

Quella che segue è la traduzione della poesia: “HOME” di Warsan Shire, giovane scrittrice e poetessa keniota.
Tragicamente e tristemente attuale.

CASA

Nessuno lascia la propria casa a meno che
casa sua non siano le mandibole di uno squalo
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gole
il tuo ex-compagno di classe
che ti ha baciato fino a farti girare la testa dietro alla fabbrica di lattine
ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo
lasci casa tua
quando è proprio lei a non permetterti più di starci. Continua

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Oggi 24 mila morti. Domani pure.

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Sono molto com­mosso per la grande com­mo­zione, nella Comu­nità Eco­no­mica Euro­pea, per i migranti morti nel ten­ta­tivo di fug­gire dai disa­stri uma­ni­tari cau­sati in Siria, Libia ed altrove dagli Stati Uniti e dalla Comu­nità Eco­no­mica Europea.

Sape­vate dell’esistenza di migranti siriani quando in Siria non c’era la guerra ed era al potere Assad?

Rispondo io per voi: non ce n’era uno.
Gra­zie allora al Pre­mio Nobel per la Pace Barack Obama, gra­zie ai demo­cra­tici Paesi euro­pei, gra­zie alla nostra fedele alleata petro­li­fera Ara­bia Sau­dita, prin­ci­pale amica dell’ISIS insieme alla demo­cra­ti­cis­sima Tur­chia fasci­sta di Erdo­gan, nostra fedele alleata. Continua

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BASTA POLITICHE LIBERTICIDE: ACCOGLIENZA E RISPETTO DEI MIGRANTI !

Di fronte all’ennesima strage di migranti al largo di Lampedusa – che si va ad aggiungere alle oltre 6200 vittime che dal 1994 a oggi hanno fatto diventare il Mediterraneo”la bara della civiltà”-la Confederazione Cobas rifugge dall’ipocrisia dei palazzi del potere e delle istituzioni, che mentre dichiarano il lutto nazionale, continuano nelle politiche di esclusione e repressione dei migranti.

Dalla Bossi-Fini, al Trattato di Shengen,alla Convenzione di Dublino, leggi,direttive e regolamenti UE sono tutti improntati a risolvere le sempre più frequenti ondate migratorie -dei profughi e degli asilanti – attraverso odiosi strumenti punitivi di respingimento e sopruso.

La legge italiana che vieta ai pescherecci di soccorrere i naufraghi , nel suo genere è la più infame di tutte, nega la più antica delle tradizioni marinare sul soccorso,punisce fino al sequestro del peschereccio, i tanti pescatori che continuano a corrispondere ai principi umanitari. Continua

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