“Laudato si’”: le devastanti conseguenze dell’attuale modello di sviluppo

1) L’approfondita analisi della situazione ambientale mondiale, svolta dal Papa, fa sì che pure l’elenco delle conseguenze, prodotte dal modello di sviluppo imperante, sia tanto istruttivo quanto nutrito, cosicché è difficile darne conto per intero.
Prima di iniziare la rassegna, è importante evidenziare la correlazione istituita da Francesco I e che presiede a tutto il suo lavoro:
” 48 L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause, che hanno attinenza con il degrado umano e sociale.
Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta: Continua

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Il vittimismo delle multinazionali petrolifere ed il Governo Renzi

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Il Decreto “Sblocca-Italia” si caratterizza già per l’arroganza del suo nome, uno slogan che manifesta le pretese messianiche di tutta la comunicazione del Governo Renzi.
Come se il Mondo non avesse aspettato altro che lui, Matteo Renzi si spaccia come un novello redentore, che ordina all’Italia paralitica di alzarsi e di camminare.
Ciò è in linea con le attuali tendenze del “management”, sia pubblico, sia privato, in cui ogni nuovo dirigente si presenta come colui che è destinato alla missione di guarire le piaghe causate dalle gestioni precedenti.
Ma l’arroganza pubblicitaria degli slogan ovviamente è solo la copertura di un’arroganza lobbistica, perciò il sedicente “Sblocca-Italia” si sta rivelando come uno sblocca-multinazionali.
In questi giorni, è arrivato agli onori delle cronache il caso della multinazionale americana GlobalMed, che ha riscosso agevolmente dal Governo la concessione per ricerche petrolifere nel Salento, con tutte le prospettive di devastazione ambientale che ciò comporta. Continua

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TTIP: LIBERO SCAMBIO? NO, PROTEZIONISMO PER LE MULTINAZIONALI

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A distanza di sette anni dall’avvio del negoziato, ed in prossimità della scadenza del 2015, finalmente la questione del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership, la “NATO economica”) sta arrivando a conoscenza della gran parte della pubblica opinione.
Quando i giochi sono già fatti, e tutto è stato deciso, allora è il caso di dare avvio al “dibattito democratico”, anche se con gli opportuni accorgimenti.
I post sulle testate online sono infatti equamente distribuiti tra favorevoli e contrari, in modo da fornire l’impressione di un equilibrio.
Se un’opinione vale l’altra, questo TTIP non sarà poi così spaventoso da giustificare certe preoccupazioni.
In tal modo, anche i sette anni di segretezza diventano un dettaglio trascurabile.(1)
Queste tecniche di manipolazione puerili, ma sempre efficaci, vengono messe in atto in questo periodo anche per la “riforma” della Scuola.
Il governo Renzi ha spinto la finzione al punto da allestire uno sportello di “ascolto” per le proposte dei cittadini.
“La Buona Scuola” di Renzi si concede un bagno di democrazia, e molti cittadini, pur consapevoli di non contare nulla, si offrono volentieri all’abluzione rituale. (2) Continua

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