La tela di Napolitano per un Senato di nominati

Il Semplice Senatore a vita, il cui nome non può essere pronunciato, Napolitano, continua a monitare, con una lettera pubblicata il 6 Agosto nel “Corriere della Sera”,  sulla riforma che impedirà ai cittadini di votare direttamente i componenti del Senato:
“La terza lettura delle riforme in Senato deve essere “preconclusiva” e le eventuali modifiche non devono “disfare la tela”, perché ciò sarebbe “un lusso che l’Italia non può permettersi”. Continua

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NAPOLITANO: quando se ne andrà, sarà sempre troppo tardi

Napolitano
Il peggior Presidente di una Repubblica che pure ne ha avuti …

Non abbiamo prove di quel che molti dicono.
Che cioè Napolitano sia figlio naturale di Umberto II, noto anche come il “Re di maggio”.
Quel che possiamo invece dire è il suo costante atteggiarsi a monarca, di cui vuol dar prova fino all’ultimo.

In questo la sua sfrontatezza non ha limiti.
Ed il suo intervento di ieri ne è la prova lampante.
Ma prima del commiato ne sparerà altre ancora.
E giù tutti i giornaloni ad applaudire: ma che Presidente, che saggezza, che lucidità, che perditaaa! Continua

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I Massoni che contano: Draghi e Napolitano. E Renzi? Aspira …


Esce con Chiarelettere il libro “Massoni” di Gioele Magaldi
(Grande Oriente Democratico).
Un libro che sicuramente farà discutere.
Sedetevi e fate un bel respiro: nel libro trovate storia, nomi e obiettivi dei Massoni al potere in Italia e nel mondo
, raccontati da autorevolissimi insider del network massonico internazionale, che, per la prima volta, aprono gli archivi riservati delle proprie superlogge (Ur-Lodges).

Le liste che leggerete sono sconvolgenti.
Una battaglia per la democrazia.
Tra le Ur-Lodges neoaristocratiche, che vogliono restaurare il potere degli oligarchi, e quelle progressiste, fedeli al motto “Liberté Égalité Fraternité”, è in corso una guerra feroce.

L’ultimo atto è già iniziato, come rivela Magaldi con la rottura della pax massonica stilata nel 1981: il patto “United freemasons for globalization”.
Una rilettura esplosiva del Novecento nei suoi momenti più drammatici – la guerra fredda, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di M. L. King, gli attentati a Reagan e a Wojtyla – arrivando fino al massacro dell’11 Settembre 2001 ed all’avanzata dell’Isis.
“Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges” è il primo volume di una trilogia che offre un’inedita radiografia del potere. Continua

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Massoneria, libro shock del Gran Maestro Magaldi: “Ecco i potenti nelle logge”. Napolitano …

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Centinaia di nomi, tra cui Napolitano, Obama, Draghi, Bin Laden e Papa Giovanni XXIII.
Tutti “fratelli” secondo l’autore del volume presentato domani a Roma.
Che però dice: “Le prove le esibisco soltanto se me le chiede il giudice”

Gioele Magaldi, quarantenne libero muratore di matrice progressista, ha consegnato all’editore Chiarelettere, (che figura tra gli azionisti di questo giornale), un manoscritto sconcertante e che sarà presentato domani sera alle 21 a Roma, a Fandango Incontro.
Il libro, anticipato ieri dal sito affaritaliani.it, è intitolato “Massoni società a responsabilità illimitata”, ma è nel sottotitolo la chiave di tutto: “La scoperta delle Ur-Lodge”s.
Magaldi, che, anni fa, ha fondato in Italia il Grande Oriente Democratico in polemica con il Grande Oriente d’Italia, la più grande obbedienza massonica del nostro Paese, in 656 pagine apre ai profani un mondo segreto ed invisibile: tutto quello che accade di importante e decisivo nel potere è da ricondurre ad una cupola di superlogge sovranazionali, le Ur-Lodges, appunto, che vantano l’affiliazione di Presidenti, banchieri, industriali.
Non sfugge nessuno a questi cenacoli.
Le Ur-Lodges citate sono 36 e si dividono tra progressiste e conservatrici e da loro dipendono le associazioni paramassoniche tipo la Trilateral Commission o il Bilderberg Group.
Altra cosa infine sono le varie gran logge nazionali, ma queste nel racconto del libro occupano un ruolo marginalissimo. Tranne in un caso, quello della P2 del Venerabile Licio Gelli. Continua

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GENTILONI: Ministro degli Esteri … degli USA e di Israele

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Nel giro di una settimana il governo Renzi ha dovuto affrontare tre grane: la manifestazione della Cgil, il pestaggio degli operai di Terni ed il cambio della guardia alla Farnesina.
Iniziamo dall’ultima cosa: che significato ha la nomina di Gentiloni?
Per capire sino in fondo ci mancano dei passaggi: a quanto pare (ma vatti a fidare delle indiscrezioni giornalistiche!) Gentiloni non faceva parte della prima rosa di nomi offerta al Quirinale e che era composta da sole donne, di cui una sola di qualche autorevolezza internazionale (la Dassu).
Non sappiamo per quali motivi Napolitano abbia respinto queste candidature, forse ritenendole troppo “leggere”, in una fase politica di crisi montante come questa presente.
Se ne dedurrebbe che il nome di Gentiloni sia stato imposto dal Colle o che sia stato una sorta di compromesso fra i due presidenti.
Ma non c’è ragione di pensare che Renzi possa proporre Gentiloni come candidato di “seconda scelta”: viene dalla Margherita, come gran parte dello staff renziano ed è dall’inizio nella cordata del fiorentino; inoltre, ci sono ragioni specifiche per pensare che sia l’uomo più adatto ai bisogni di Renzi in questo momento. Continua

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NAPOLITANO, ANOMALIA ITALIANA. LO DICE GRILLO? NO, LO STORICO INGLESE ANDERSON

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La vera anomalia italiana? Giorgio Napolitano.
Sull’ultimo numero della prestigiosa London Review of Books, lo storico britannico Perry Anderson analizza la crisi europea in un lungo saggio dal titolo: The Italian Disaster.
Non c’è bisogno di traduzione ed è interessante che per parlare del futuro dell’Europa e delle falle nel sistema della democrazia del vecchio continente, si parli del disastro italiano, raccontato con la secchezza degli storici inglesi: una sequenza di fatti, date, pochi commenti e molti argomenti. Continua

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NAPOLITANO NON DICE QUANTO SPENDIAMO PER LE ARMI. ECCO I DATI

“SVUOTIAMO GLI ARSENALI, RIEMPIAMO I GRANAI” (S.Pertini)
G.Napolitano: “Contrastare rigurgiti di antimilitarismo”.

“Contrariamente a quanto affermato da G. Napolitano, è doveroso riprendere una campagna antimilitarista: in una fase di gravi difficoltà economiche è delittuoso destinare enormi risorse agli armamenti a scapito del reddito di lavoratori e pensionati.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (Costituzione – art.11).

Vediamo quanto l’Italia spende per le Forze Armate (spendiamo più dell’esercito Israeliano):
L’Italia ha tre Stati Maggiori di 1500 componenti ognuno, lo Stato Maggiore della Royal Air Force britannica è composto di solo 50 membri. Continua

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NAPOLITANO, IL PRESIDENTE VEGGENTE

1) Come avrebbe detto La Palice, ogni Repubblica ha il suo Presidente, ma solo l’Italia ha l’incredibile
fortuna di averne uno veggente, cosa che le dà un incolmabile vantaggio su tutti gli altri Stati, come la rosea situazione non solo della Penisola, ma anche delle isole tutte, sta lì a dimostrare.
Sembra, peraltro, che già Dante avesse attribuito a Napolitano queste doti, quando dice:
“Tu te ne andrai con questo anti vedere …” [1].
Ugualmente, se interpretato in maniera adeguata, il celebre testo di Rimbaud, pur parlando del Poeta, celebra la dote che un Presidente non può non avere:
“Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente.
Il Poeta si fa attraverso un lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi.
Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di follia; egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non serbarne che la quintessenza.
Ineffabile tortura in cui ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti …  il sommo Sapiente!
Poiché giunge all’ignoto!
Avendo coltivato la sua anima, già ricca, più di ogni altro! Egli giunge all’ignoto …” [2].
Possedendo Napolitano queste doti, poteva non metterle al servizio del Paese, che Lui ama?
La Storia, in cui Lui pensa di essersi già ritagliato il ruolo di Salvatore della Patria ed a cui dà, ormai, del tu, Lo avrebbe mai perdonato?
Naturalmente, no.
Così, nel Giugno del 2011, Egli consultò Mario Monti non perché volesse far cadere il Governo Berlusconi, (legittimamente eletto), ma perché aveva  pre-visto che, di lì a poco, lo tsunami dello spread si sarebbe abbattuto sull’Italia,  nonché:
“ … le dure sollecitazioni critiche delle autorità europee verso il governo Berlusconi che culminarono nell’agosto 2011 nella lettera inviata al governo dal Presidente della Banca Centrale Europea Trichet e dal governatore di Bankitalia Draghi” [3].
Certo, qualche malvagio potrebbe sostenere che quella del Signor Presidente sia stata la più classica delle profezie che si autoavverano, cioè che la tempesta dello spread e “le dure sollecitazioni” siano state “spintaneamente” prodotte dall’operato dell’Inquilino del Colle; ma noi non apparteniamo alla nutrita schiera dei malvagi. Continua

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E SE DIETRO RENZI CI FOSSE ANCORA NAPOLITANO? *

Nella vicenda dell’incontro di Sabato scorso fra il Segretario del PD, Matteo Renzi, ed il Buffone di Arcore, reinvestito del titolo di “leader del Centrodestra”, è stato notevole l’atteggiamento dei media ufficiali, tutti tesi a conferire all’evento un alone di straordinarietà.
Sei anni sono davvero pochi, quindi era difficile che i giornalisti non notassero che il mitico incontro di Sabato costituiva un plagio dell’incontro del Novembre 2007 dell’allora Segretario del PD, Veltroni, con il sempiterno Buffone.

Persino l’agenda dell’incontro fu identica: legge elettorale e riforme istituzionali; e tra le riforme auspicate non mancava neppure quella rilanciata oggi, cioè la riforma del Senato nel senso di una Camera delle Regioni.
Il “Corriere della Sera” del 7 Novembre 2007 pubblicava la notizia dell’incontro con un’enfasi ed un trionfalismo del tutto analoghi a quelli adoperati adesso per l’iniziativa di Renzi.
Se si sostituisse il nome di Veltroni con quello di Renzi, l’articolo sembrerebbe scritto oggi. (1) Continua

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NAPOLITANO, CHI CRITICA IL RE MERITA IL CARCERE

Scrive Massimo Fini:
“Con Peter Gomez ho presentato a Milano il libro di Travaglio “Viva il Re!”.
C’è voluta proprio tutta l’insipienza e la mediocrità della classe politica italiana degli ultimi anni per far assurgere Giorgio Napolitano a un ruolo di protagonista.
Nel Pci d’antan, quello dei Togliatti, degli Amendola, dei Pajetta, dei Lajolo e persino dei Colajanni, Napolitano era una semplice suppellettile.
Si diceva che era autorevole.
Se chiedevi a un ragazzo della Fgci, un ‘figiciotto’, di Napolitano ti rispondeva:
“Ah, è autorevole”, ma perché mai lo fosse non sapeva spiegartelo.
Era autorevole perché era lì da sempre, da epoche pleistoceniche. Continua

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NAPOLITANO: MONITO ERGO SUM (Seconda parte* )

1) Terminati i convenevoli, l’Inquilino del Colle ha cominciato a metter i piedi nel piatto, ribadendo il Suo progetto politico:
“ Si richiedono però lungimiranti e continuative scelte di governo, con le quali debbono misurarsi le forze politiche e sociali e le assemblee rappresentative, prima di tutto il Parlamento, oggi più che mai bisognoso di nuove regole per riguadagnare il suo ruolo centrale” [1].
Naturalmente, queste ed altre  indicazioni politiche, che Il Presidente, in base alla Costituzione ancora vigente, non potrebbe dare, sono  state avvolte nella cortina fumogena del “politichese” e del Gesuitismo, di cui l’Uomo del Colle è Sommo Sacerdote:
“Non tocca a me esprimere giudizi di merito, ora, sulle scelte compiute dall’attuale governo, fino alle più recenti per recuperare e bene impiegare, essenzialmente nel Mezzogiorno, miliardi di euro attribuitici dall’Unione Europea attraverso fondi che rischiamo di perdere.
Rispetto a tali scelte e alla loro effettiva attuazione, e ancor più a quelle che il governo annuncia – sotto forma di un patto di programma, che impegni la maggioranza per il 2014 – il solo giudice è il Parlamento.
E grande, a questo proposito, è lo spazio anche per le forze di opposizione che vogliano criticare in modo circostanziato e avanzare controproposte sostenibili” [2]. Continua

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NAPOLITANO: LA PEGGIOR CLERICALATA DELL’ANNO

In attesa di un commento più approfondito e più divertente del Discorso di ieri sera, mi sembra che si possa cominciare bene il nuovo anno, ricordando alcuni indiscussi meriti dell’Ovvio del Colle, nonché i relativi premi , conseguiti sul campo della logorrea.

“ I non credenti si indignano di più quando uno di loro si dimostra clericale: la visita al papa, (Benedetto XVI; Ndr ), del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stata votata dai nostri lettori come la peggiore clericalata dell’anno.

Presenziando al concerto offerto in Vaticano dall’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, ha dichiarato al papa:
“Continueremo, Santità, come italiani, in qualunque posizione, a prestare attenzione ai Suoi messaggi, a trarne motivo di riflessione e fiducia”.

Non solo. Ha scelto L’Osservatore Romano per “confessare” il proprio “peccato” di ex dirigente comunista. Sostenendo altresì che “i credenti, e segnatamente i cattolici italiani, hanno il loro punto di vista da far valere e il loro contributo da dare”. Continua

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PRESIDENTE NAPOLITANO, PERCHÉ NON RISPONDE, QUESTA SERA, ALLE MAMME DELLA “TERRA DEI FUOCHI”?

1) Questa sera, la Penisola tutta, nonché le Isole, verranno inondate dall’alluvione di moniti, che, dal Colle più alto, tracimeranno con grande sprezzo del pericolo del ridicolo per l’ottava volta, con grande noia dei grandi e con spavento dei piccini, nonostante sia stata allertata la Protezione Civile, onde provveda a rapide evacuazioni delle zone colpite dalla furia delle acque monitanti, nonché a rifornire di vivande e bevande coloro che rimarranno bloccati in autostrada, in treno, nelle gallerie e nei sottopassi. Continua

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NAPOLITANO PARLERÀ DEI 34 ITALIANI BLOCCATI IN EGITTO, CHE NON POSSONO ANDARE A GAZA?

Non chiudiamoci gli occhi su Gaza assediata

Una delegazione di 34 italiani è da tre giorni al Cairo in attesa di potersi recare a Gaza.
La delegazione ha l’obiettivo di portare a Gaza aiuti per l’ospedale Al Awda e manifestare solidarietà con il popolo palestinese, ribadendo il suo diritto a poter tornare alle loro terre d’origine.
Da tre giorni, invece, siamo bloccati nella capitale egiziana, in balia di notizie contraddittorie.
In pratica, da tre giorni viviamo sulla nostra pelle, seppur in millesimi, quello che quotidianamente vivono i nostri amici palestinesi.
Tutto questo nonostante la delegazione “Per non dimenticare … il diritto al ritorno” abbia richiesto da mesi tutte le autorizzazioni, fornendo all’ambasciata italiana i documenti richiesti.
Comprendiamo le difficoltà che sta vivendo l‘Egitto; in questi giorni, abbiamo potuto toccare con mano la tensione e il timore che il Paese possa cadere nella spirale della violenza.

Rispettiamo il suo travaglio e non vogliamo fare nessun tipo di ingerenza sulle scelte interne di questa nazione.
Rivolgiamo alle donne e agli uomini dell’Egitto la nostra piena amicizia e solidarietà.

Questa nota si propone di parlare agli Italiani. Continua

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