HEIL MEIN NATO! L’Ucraina “viviao” del rinascente Nazismo in Europa

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5 Gennaio 2016 — Manlio Dinucci

La roadmap per la cooperazione tecnico-militare Nato-Ucraina, firmata in dicembre, integra ormai a tutti gli effetti le forze armate e l’industria bellica di Kiev in quelle dell’Alleanza a guida Usa. Manca solo l’entrata formale dell’Ucraina nella Nato.

Il presidente Poroshenko ha annunciato a tal fine un «referendum» in data da definire, preannunciando una netta vittoria dei «sì» in base a un «sondaggio» già effettuato. Da parte sua la Nato garantisce che l’Ucraina, «uno dei partner più solidi dell’Alleanza», è «fermamente impegnata a realizzare la democrazia e la legalità».

I fatti parlano chiaro. L’Ucraina di Poroshenko – l’oligarca arricchitosi col saccheggio delle proprietà statali, del quale il premier Renzi loda la «saggia leadership» – ha decretato per legge in dicembre la messa al bando del Partito comunista d’Ucraina, accusato di «incitamento all’odio etnico e violazione dei diritti umani e delle libertà». Vengono proibiti per legge gli stessi simboli comunisti: cantare l’Internazionale comporta una pena di 5-10 anni di reclusione. Continua

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PRIEBKE: I CHIODI A 4 PUNTE OSSESSIONE DEI NAZIFASCISTI

Essendo da sempre convinto che la memoria storica è una delle migliori armi degli oppressi ed avendo già preso le dovute distanze [1] dall’Antifascismo di facciata delle cosiddette Istituzioni nazionali ed internazionali, penso che il modo migliore per continuare a tener desta, appunto, la memoria sia quello di
ricordare sia i crimini dei Nazifascisti, sia i molteplici ed ingegnosi modi con cui i Resistenti combatterono gli sgherri del Capitalismo.
“70 anni fa, il 18 Ottobre del ’43, mentre partiva dalla stazione Tiburtina il treno, che avrebbe portato nei campi di sterminio gli Ebrei romani rastrellati nei giorni precedenti,   i Tedeschi annunciarono rappresaglie fino alla pena capitale nei confronti di coloro che avessero prodotto, detenuto e sparso lungo le strade i chiodi a 4 punte . Continua

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PRIEBKE: IL “TEDESCO VOLANTE”?

1) “Il canone 1184 del diritto canonico prevede che il Vescovo possa negare i funerali ai “peccatori manifesti” che prima della morte non abbiano dato segno di pentimento ed ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli” [1].
Non vi è dubbio alcuno che :
“… Priebkke … rientra pienamente in questo dettato canonico, basti pensare al testamento  choc lasciato dall’ex ufficiale delle SS nel quale, tra l’altro, si nega l’esistenza delle camere a gas …” [2].
Evidentemente, persino per una bimillenaria istituzione quale è la Chiesa cattolica vale il celebre aforisma di Eraclito:
“Tutto scorre”, cosicché il trascorrere del tempo induce a mutare, ed in maniera radicale, le posizioni assunte in un passato non remoto:
“A guerra finita viene catturato, evade, è ripreso, fugge ancora.
Nel ’48, a Vipiteno, è battezzato cattolico.
Priebke ringrazierà  “la Chiesa cattolica per il suo aiuto” nella fuga: con un passaporto della Croce Rossa e sotto falso nome, sempre nel ’48 arriva in Argentina” [3].
Se il concetto non fosse chiaro, aggiungiamo:
“Priebke (come centinaia di altre SS) era arrivato in Argentina con la protezione di Odessa, associazione pianificata da ex nazisti e una certa chiesa cattolica”, [4].
Inoltre, se dal passato, peraltro prossimo, veniamo al presente, la situazione per la Chiesa resta sempre molto difficile, poiché una domanda rimane sospesa nell’aria:
“Com’è possibile che un uomo come Priebke abbia trovato nel Cattolicesimo la sua religione e vi sia rimasto legato sino all’ultimo?”. Continua

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