Vietato dire “numerario di questa setta”. L’OPUS DEI PURGA L’ OMELIA DEL PAPA

Pubblichiamo questo articolo di Sandro Magister, astenendoci da ogni commento, poiché il testo illumina in maniera perfetta, nonché divertente, quanto avviene all’interno delle “Sacre mura” tra la Compagnia di Gesù e l’Opus Dei.

Riascoltando in viva voce quanto trasmesso dalla Radio Vaticana, a partire dal minuto 4′28” della registrazione, si ode papa Francesco concludere così la sua omelia di stamane, martedì 6 maggio, nella cappella della Casa di Santa Marta: Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: L’OPUS DEI: IL CARISMA DEL POTERE (Quarta parte *) Politica, cultura e finanza targate Opus Dei

La degna conclusione di questa “epica cavalcata attraverso le gesta mirabili” dell’OD ci sembra essere il dare adeguato risalto ad alcuni degli invitti e più famosi paladini della Santa Causa, per la quale hanno profuso tempo ed energie, non sempre adeguatamente compensate dal plauso unanime dei  profani, che, anzi spesso li hanno accusati di coltivare progetti tanto dannosi, quanto misteriosi.

1) Come è nostra abitudine, ascoltiamo per prima la campana altrui:
“ Nel 1997, il suo portavoce Giuseppe Corigliano si è espresso così:
“Fedeli, amici e cooperatori dell’Opus Dei possono svolgere tutte le attività politiche, che consiglia la loro coscienza; certo, ci sarà “sensibilità” a quello che dice la dottrina sociale della Chiesa, ma per il resto in Italia quello di cattolico è un concetto talmente elastico … anche D’Alema e Berlusconi sono battezzati.
… L’Opus Dei non vuole, non può e non deve prendere parte politica.
A volte, si confonde l’operato di una singola persona con la presa di posizione di tutta l’Opera.
L’Opus Dei come istituzione ha un unico fine ed è quello spirituale” [1]”. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: L’OPUS DEI: IL CARISMA DEL POTERE (Terza parte *)

1) La puntata precedente così si concludeva:
“Benedetto XVI è costretto ad occuparsi della questione.
Alla guida dello Ior c’è Ettore Gotti Tedeschi, uomo dell’Opus Dei, arrivato nel settembre del 2009” [1].
Il nuovo responsabile dello Ior non è sicuramente l’ultimo arrivato:
“Attorno all’economista piacentino hanno gravitato altre ambigue figure della Prelatura, fra cui Gianmaria Roveraro, ucciso nel 2007 nel Parmense, che negli anni Settanta e Ottanta è stato uno dei protagonisti  della finanza cattolica.
Con Roveraro, Gotti Tedeschi aveva fondato all’inizio degli anni Ottanta la banca di investimenti Akros.
Nel 1992, l’aveva lasciata per rispondere alla chiamata di Emilio Botìn, presidente ed azionista del gruppo bancario spagnolo Santander.
I due sono legati dalla comune appartenenza all’Opus Dei.
In Vaticano Gotti Tedeschi è stato molto vicino a Benedetto XVI, al segretario di Stato Tarcisio Bertone e al prefetto della Congregazione dei vescovi Giovanni Battisti Re …” [2]. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: L’OPUS DEI: IL CARISMA DEL POTERE (Seconda parte *)

1) La prima parte si concludeva con questa frase:
“Il lavoro domestico è svolto a titolo volontario da una categoria di numerarie, “le ausiliarie” [1]”.
Lasciamo alla fertile fantasia di chi legge, nonché all’Inps, stabilire se questo sia un’ingegnosa trovata per risparmiare, nel corso del tempo, miliardi di Euri, tra stipendi non pagati e contributi non versati, oppure no.
Per quanto riguarda il vile denaro, vi sono altre interessanti caratteristiche dell’Opus Dei, (d’ora in avanti: OD):
“Il legame con l’Opera è sancito non dai voti, ma da forme contrattuali, che segnano le diverse tappe dell’incorporazione: l’“ammissione”, l’“oblazione” e la fedeltà”.
Con la seconda tappa, i numerari cedono tutti i beni all’Opera, con la terza fanno testamento in suo favore.
…  I numerari, che lavorano all’esterno, devolvono all’Opera l’intero ammontare del loro stipendio e ricevono in cambio una piccola somma di denaro per le spese ordinarie, di cui devono rendere conto al centesimo” [2].
In pratica, siamo in presenza di adulti, che, “in un bagno di gioventù”, tornano ad assaporare  la condizione adolescenziale e la sottile emozione di disporre di una “paghetta”. Continua

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LE LOBBY DEL VATICANO: L’OPUS DEI: IL CARISMA DEL POTERE

1) Per un movimento ecclesiale, che ha fatto del Potere  e della penetrazione nei luoghi, ove esso si esercita, la sua ragion d’essere, i numeri sono importanti:  l’Opus Dei, (d’ora in avanti: OD; ndr) è presente in 68 Paesi, “ ha 85.00 membri, il 98% dei quali è costituito da laici, uomini e donne, per la maggior parte sposati” [1].
Ugualmente importante è chiarire subito quale sia l’elemento fondamentale della sua visione del mondo:
“Nella concezione del fondatore, José Maria Escrivá de Balaguer, (d’ora in avanti: JMEdB; ndr), il lavoro non solo nobilita l’uomo, addirittura lo santifica” [2].
Se non avessimo il timore dell’apparizione in sogno dell’ombra arcigna del fondatore, potremmo

persino sostenere che il trasporto dell’OD per il lavoro l’“ha indotta in tentazione”:
“Nonostante la radice cattolica, l’Opus Dei sembra aver fatto propri alcuni aspetti della concezione protestante del lavoro.
Il movimento ha qualcosa in comune perfino con il calvinismo, e in particolare con l’idea che la vocazione personale si realizzi attraverso la costante e metodica dedizione al lavoro, inteso non come punizione divina, ma come un’attività svolta a glorificazione di Dio” [3].
Naturalmente, questo profluvio di sudore della fronte ha prodotto risultati estremamente tangibili:

“… le residenze universitarie come la Fondazione Rui, le case editrici come la Ares, i grandi istituti bancari “contigui” alla causa dell’Opera come il Banco Santander, i potenti network di professionisti situati in posizione chiave, gli atenei come la Pontificia università della Santa Croce o il Campus biomedico di Roma, e molte altre realtà targate “Opus Dei”.
Un dato per tutti: la Iese Business School dell’Università di Navarra con sedi a Madrid e Barcellona, che appartiene all’Opus Dei, è al secondo posto nel mondo fra le scuole di specializzazione in amministrazione d’impresa” [4]. Continua

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