Religioni e massacri. La cocaina dei popoli, altro che oppio !

manipolazione-di-mercato-i-dati-sulle-nuove-a-l-11-812x1024
In un recente dibattito dedicato alla semiotica del sacro si era finiti a un certo punto di parlare di quella idea che va da Machiavelli a Rousseau, e oltre, di una ‘religione civile’ dei Romani, intesa come insieme di credenze e di obblighi capace di tenere insieme la società. È stato fatto notare che da questa concezione, in sé virtuosa, si arriva facilmente all’idea della religione come ‘instrumentum regni’, espediente che un potere politico (magari rappresentato da miscredenti) usa per tenere buoni i propri sudditi.

Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

Religione ed Ateismo: “I credenti diffidano dei non credenti, ma non il contrario”.

grandidei
L’effetto del controllo sugli esseri umani è tale che chi frequenta una chiesa, benché consumi settimanalmente la stessa quantità di pornografia degli altri, se ne astiene la Domenica.
Ed ha effetti sociali rilevanti: l’instabilità elettorale immediatamente precedente le elezioni nazionali determina un aumento della fede in Dio.
Gli automobilisti rallentano, quando vedono una macchina della Polizia nello specchietto retrovisore, ma un maggior numero di vigili urbani diffonde l’Ateismo.No, non è uno scherzo. Informazioni come quelle appena date sono contenute in questo libro.
Che, a mio avviso, è il più importante libro sulla religione dal 2001, quando uscì “E l’uomo creò gli dei” di Pascal Boyer.

“Grandi Dei” presenta una messe di dati raccolti nel corso di migliaia di inchieste e li inserisce in un quadro assolutamente coerente di come sia nata e come si sia evoluta la religione.
Un quadro realistico che, per soprammercato, è anche leggibile e talvolta persino divertente.
Non avete alcuna scusa per non leggerlo.

Partiamo dall’inizio:
“Le credenze religiose ed i rituali sono emersi come effetto collaterale evolutivo di funzioni cognitive ordinarie, che hanno preceduto la religione”.
È una teoria condivisa ormai da molti, nel mondo accademico.
In particolare, è ritenuta di particolare importanza la cosiddetta “mentalizzazione”, ovvero la capacità di rappresentarsi gli stati mentali degli altri.
Ed a quanto risulta da un’enorme mole di ricerche:
“… i credenti spontaneamente pensano a Dio come se fosse provvisto di stati mentali di tipo umano […] Le persone “vedono umano” in ogni tipo di cosa e di essere, dalle formazioni naturali agli oggetti artificiali, fino agli animali da compagnia ed agli dei”.
Con queste premesse, concepire l’esistenza di entità sovrannaturali non è particolarmente difficile. Non lo è nemmeno inventare divinità che osservano il comportamento umano.

Da qui discende una conseguenza estremamente importante per la storia del genere umano:
“Chi è sorvegliato si comporta bene”.
E coopera ancora meglio: inizia a collaborare con estranei ed una volta inventate le auto rallenterà se seguito dalla Polizia.
Ci sono anche altre caratteristiche che favoriscono il controllo sociale: la credenza nell’inferno, per esempio, ben più che nel paradiso.
Inoltre, “… nella religione le azioni contano più delle parole”: ecco perché prosperano “l’ostentazione della devozione e l’assolvimento di compiti difficili da eludere come digiuni, tabù alimentari e rituali stravaganti”.
Svolgono una funzione simile alla sfarzosa coda del pavone.
Con risultati analoghi sia a riguardo della pericolosità, sia al successo sociale.

Un elemento distintivo dei credenti è anche di avere “più fiducia in chi ha fede nei loro stessi dei”. Comportamenti costosi in termini di tempo, denaro e sopravvivenza aumentano tale fiducia.
Agli albori della civiltà umana, ciò potrebbe aver permesso la nascita e lo sviluppo di gruppi sociali sempre più estesi.
Il concepimento di Grandi Dei (osservatori universali, onniscienti ed onnipotenti) avrebbe garantito un’ancora maggiore efficacia al controllo sociale.

La tesi che lo sviluppo di grandi civiltà sia andata di pari passo con la creazione di divinità sempre più potenti non è nuovissima, ma è senz’altro persuasiva.
In questo, Norenzayan tende un po’ a strafare, individuando “osservatori sovrannaturali” anche nell’antica Cina ed interpretando un po’ arbitrariamente la scoperta archeologica  fatta a Göbekli Tepe, in Turchia – del più antico tempio in pietra del mondo.
Risale a dodici millenni fa e, scrive l’autore:
“… suggerisce l’idea che i primi impulsi devozionali verso i Grandi Dei abbiano motivato la gente a sviluppare le prime forme di agricoltura, e non il contrario”.
Vi si trovano però raffigurazioni di animali, non di divinità, per cui lo sviluppo storico può più probabilmente essere stato diverso: dal culto (forse sciamanico) al tempio, ad una città circostante, all’agricoltura necessaria per la popolazione residente.
E quindi alle divinità necessarie per controllarla.

“Grandi Dei per Grandi Gruppi”, dunque.
Tutto bene? No.
E non solo per gli individui che si trovano a disagio nel farne parte.
Perché “… i gruppi religiosi cooperano per competere” con altri gruppi religiosi.
E l’autore, libanese, lo sa benissimo.
Non puoi fidarti di chi non crede nel tuo stesso dio.
Ma c’è l’inevitabile corollario: avere fede nel fatto che “la gente si comporta meglio se pensa che Dio stia guardando” rappresenterebbe la causa fondamentale della diffidenza dei credenti nei confronti di chi non crede in alcun dio.
Che – dicono tanti leader religiosi – minerebbe le fondamenta della società.

“Grandi Dei” è forse il libro sulla religione, che dedica maggior spazio all’Ateismo.
Anzi: un enorme spazio, a ben vedere.
È vero che il numero di chi non crede cresce continuamente e ne va tenuto conto, ma si fa anche strada la convinzione che, per studiare scientificamente la religione e comprenderla, sia indispensabile studiare e comprendere pure chi non ne fa parte.
Anche dal punto di vista prosociale.
Non c’è da sorprendersi se “… nei Paesi religiosi privi di libertà civili gli Atei vengono perseguitati”. Non si fidano di Dio, ed i fedeli non si fidano di chi non si fida di Dio, di chi addirittura lo nega.

Ed è per questo motivo che gli Atei sono stati e sono spesso ancora oggetto di enormi pregiudizi. Capita anche ad altre minoranze, ma lo stigma che li colpisce è peculiare.
L’attivismo ateo prende spesso ad esempio le battaglie ed i successi del mondo gay, ma è importante capire che alla base della discriminazione c’è un atteggiamento diverso da parte dei fedeli:
“.. il pregiudizio contro gli Atei deriva da una reazione di sfiducia, mentre il pregiudizio contro gli omosessuali deriva da una reazione di disgusto”.
Tuttavia, poiché “… la religione è più nel contesto che nelle singole persone”, e poiché la diffidenza nei confronti degli Atei “è estremamente specifica del contesto”, la possibilità di cambiare il contesto stesso c’è.
Secondo Norenzayan, “… con una maggiore secolarizzazione ed una più spinta accettazione degli Atei, l’Ateismo si diffonde e, via via che gli Atei diventano più numerosi e visibili, la sfiducia verso di loro si riduce, contribuendo a sua volta a incrementare il processo di secolarizzazione”.

Un fenomeno spontaneo, se ben avviato.
Da parte nostra occorre lavorare per favorirlo: per esempio, cominciando a divulgare come vi siano ormai tonnellate di evidenze scientifiche, che smontano il pregiudizio dei fedeli nei loro confronti. Eccone una: risulta che, poiché i non credenti non confidano nella sorveglianza sovrannaturale, agiscono in modo prosociale seguendo un sentimento di compassione.
Non tutti, beninteso: quelli che hanno attitudini prosociali.
In compenso, sono i credenti con attitudini prosociali, che non appaiono spinti da sentimenti di compassione:
“.. sembra, dunque, che la mancanza di credenza in una sorveglianza soprannaturale sia compensata, nei non credenti, da una compassione più intensa”.
Un altro studio ha mostrato che “… in situazioni in cui i soggetti non avevano l’opportunità di lasciare una buona impressione sugli altri gli individui religiosi e quelli non religiosi non si differenziano per i livelli di altruismo”.

Non solo: “… i credenti diffidano dei non credenti, ma non il contrario”.
Sorpresi?
Non dovreste: “… un’asimmetria è proprio ciò che ci si dovrebbe attendere, quando non ci si trova di fronte ad un antagonismo ingroup-outgroup come, per esempio, nelle separazioni etniche o negli scontri tra diverse confessioni religiose”.
Non ci sentiamo parte di un gruppo, quindi non andiamo ad attaccare in gruppo altri gruppi.
Per l’autore il mondo della non credenza è tutt’altro che monolitico, e individua quattro tipologie che cercano di ricostruirne la genesi:
ci sono coloro che sono costitutivamente alieni alla mentalizzazione;
quelli che ricorrono molto più all’uso della ragione che dell’intuito (al sistema 2 anziché al sistema 1, seguendo la sistematizzazione, che Daniel Kahneman ha proposto in “Pensieri lenti e veloci”);
gli apateisti, gli indifferenti per cui la religione è solo una gruccia di cui non si ha più bisogno;
ed infine coloro che rifiutano l’ostentazione religiosa, spesso ipocrita, di chi li circonda.

L’ultimo capitolo si intitola “Cooperare senza Dio”.
Mostra l’esistenza di “un fattore laico che induce a comportarsi bene: istituzioni efficaci [i vigili!] che incoraggiano la cooperazione e livelli alti di fiducia”.
La prova, la pistola fumante, è rappresentata dalle società scandinave studiate da Phil Zuckerman: esse sono “… alcune fra le più cooperative, pacifiche e prospere al mondo”, eppure “non hanno ormai più bisogno di una religione per sostenere la cooperazione su vasta scala”.
Per essere più precisi: “… hanno adoperato la religione per scalare il successo, e poi hanno buttato via la scala”.
Con buona pace di chi sostiene che senza religione non ci può essere coesione.
Immaginabili le polemiche provocate da osservazioni di questo tipo, soprattutto negli Usa: anche se, come ha ricordato anche Telmo Pievani nella prefazione, lo scopo dell’autore era soprattutto di mostrare il ruolo della “sorveglianza sovrannaturale” nella nascita di società di dimensioni ragguardevoli.

Riassumendo.
Secondo Norenzayan, alla base delle convinzioni religiose c’è una componente genetica (la propensione a mentalizzare) ed una componente politico-culturale.
Implica che Religione ed Ateismo esisteranno sempre.
Poiché però la componente politico-culturale è ampia, la partita è tutta da giocare.
La Religione parte avvantaggiata, grazie ai meccanismi del cervello umano, della tradizione e della demografia.
Ma l’Ateismo ha numerose carte da mettere sul tavolo: in fondo, anche l’alfabetizzazione e la scienza partono svantaggiate, ma (più la prima che la seconda) stanno vincendo.

Norenzayan è uno psicologo sociale.
Il suo approccio è però multidisciplinare, e gli ha permesso di unificare le due teorie della Religione che vanno per la maggiore: quella sociale e quella cognitiva.
Ne è scaturito un testo, che vola vertiginosamente più alto del 99% delle pubblicazioni sull’argomento.
Un libro consigliato soprattutto a chi scrive di Ateismo e Religione, basandosi su pregiudizi datati e su una letteratura arcaica.
“Grandi Dei” è però anche un libro che interpella tutti, credenti e no.
Dovrebbe essere studiato a Scuola al posto del catechismo. [1]

 

NOTE
[1] Carcano Raffaele, “Ara Norenzayan – Grandi Dei. Come la religione ha trasformato la nostra vita di gruppo”, Raffaello Cortina 2014, pp. 330, 25 euro, Gennaio 2015.
Mi piace(2)Non mi piace(0)

“Ma ciò che si chiama “crisi”, questo è ormai chiaro, non è che il modo normale in cui funziona il capitalismo del nostro tempo”

dio denaro
di Giorgio Agamben

Per capire che cosa significa la parola “futuro”, bisogna prima capire che cosa significa un´altra parola, che non siamo più abituati a usare se non nella sfera religiosa: la parola “fede”.
Senza fede o fiducia, non è possibile futuro, c´è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa.
Già, ma che cos´è la fede?
David Flüsser, un grande studioso di Scienza delle religioni – esiste anche una disciplina con questo strano nome – stava appunto lavorando sulla parola pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede”.
Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene ed a un certo punto, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sé Trapeza tes pisteos.

Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti ad una banca: trapeza tes pisteos significa in greco “banco di credito”.
Ecco qual era il senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis, ” fede” è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi, dal momento che le crediamo.
Per questo Paolo può dire in una famosa definizione che “la fede è sostanza di cose sperate”: essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste ancora, ma in cui crediamo ed abbiamo fiducia, in cui abbiamo messo in gioco il nostro credito e la nostra parola.
Qualcosa come un futuro esiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza, cioè realtà alle nostre speranze. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

Siete spirituali, ma non religiosi? Non siete soli

images L'uomo
Pur non condividendo alcune considerazioni dell’autore, riteniamo che sia “cosa buona e giusta” contribuire alla diffusione di questo articolo.

“Non bisogna per forza essere religiosi per sperimentare un salutare superamento dell’io e sentirsi in comunione con l’Universo.

Dai sondaggi risulta che il 20 per cento degli Inglesi e il 25 per cento degli Statunitensi si definirebbero “spirituali ma non religiosi”.
Gli altri probabilmente hanno alzato gli occhi al cielo e borbottato: “Ma per piacere!”. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

PAPA BERGOGLIO: DALLE ANDE AGLI APPENNINI ? (A proposito dell’eutanasia )

index Papa Francesco I  Bene

Provate a chiedere a chiunque vi capita di incontrare per strada qual è la sua opinione su una fine di vita dignitosa, qualora gli venisse diagnosticata dai medici una malattia inguaribile capace di riservargli soltanto una straziante sequela di tormenti: troverete un pressoché unanime convincimento che lui e soltanto lui ha diritto di decidere se e come finire con dignità la propria esistenza.
Anche ricorrendo al suicidio assistito, se ancora in grado di farlo, oppure chiedendo aiuto a familiari e medici per una pietosa eutanasia.
È trascorso ormai un anno da quando, era il 13 settembre del 2013, l’Associazione Luca Coscioni e l’U.A.A.R. ( Unione Atei Agnostici Razionalisti) presentarono al Presidente della Camera la richiesta di far discutere in Parlamento la proposta di
legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della eutanasia, sottoscritta da più di 70.000 cittadini elettori italiani.
Non è accaduto nulla, finora, nonostante anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, abbia sollecitato per ben tre volte i
Parlamentari ad affrontare il problema, l’ultima volta pochi giorni fa.
La Presidente Boldrini avrebbe dovuto calendarizzare la discussione in aula del disegno di legge ma , purtroppo, pare che non sia riuscita finora a trovare un calendario . Continua

Mi piace(0)Non mi piace(0)

DIO PERDONA, PAPA FRANCESCO I NO (giustamente)

images Papa Francesco I Giudice

1) Così, Monsignor Luca Lorusso, 52 anni, è costretto a tornare mestamente nella sua diocesi di origine, quella di Taranto, abbandonando, come si suol dire, i sogni di gloria, che aveva coltivato, quando aveva la nunziatura in Italia ed era il numero due della rappresentanza pontificia guidata dall’arcivescovo Adriano Bernardini .
Di quale colpa si è macchiato il Monsignore, per meritare di essere disarcionato dagli strali di Papa Francesco I?

2) Lasciamo la parola a Sandro Magister:
“Nella primavera del 2013, un ex prete dimesso dallo stato clericale e già condannato a cinque anni di carcere per reati di natura sessuale su minori, Patrizio Poggi, aveva denunciato ai carabinieri una decina di ecclesiastici romani (compreso il segretario particolare del cardinale vicario), accusandoli di analoghi comportamenti delittuosi. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)

L’ INCHINO DELLA MADONNA : versione autentica contro ogni strumentalizzazione

image Madonna inchinata
A tutti voi
come tempestivamente confermato dalla CEI non è affatto vero che la Madonna si sia inchinata davanti al capo della ‘ndrina!
Questa assurda diceria è stata smentita dalla stessa Vergine in un confronto serrato davanti alla Corte Suprema del Creato, composta dal Padreterno come giudice unico, dal GUP ( Guarda Un Po’ ) impersonato dallo Spirito Santo e dal GIP ( Gesù In Persona ) interpretato dallo stesso figlio dell’imputata, che rivestiva, nell’occasione, anche il ruolo del difensore d’ufficio.
Tale resoconto dattiloscritto ci è stato consegnato dal cardinale Bertone nella sala congressi del suo modesto appartamento di un kilometro quadrato, alla presenza di trecento giornalisti di tutte le testate del mondo ( quando si dice che le notizie vengono con testate!).
Siete tutti pregati di diffondere  LA VERITÀ.

Un abbraccio,
Eraldo.

L’inchino della Madonna

Il Padreterno sta sull’incazzato
e chiama la Madonna a discolparsi:
“ Ti sei inchinata a quel pregiudicato:
sei matta? Sono cose mai da farsi? Continua

Mi piace(2)Non mi piace(3)

PERCHÉ LA CARIGE “REGALÒ” 9 MILIONI DI EURI ALLO IOR? INDOVINA UN PO’ …

images una foto dello iorLo IORUna foto della carige

Scrive Marco Preve [1]:
“Cosa lega una società, che fornisce distributori automatici di caffè e merendine, l’ospedale pediatrico del Vaticano, la Carige e alcuni tra gli uomini  -  in doppio petto o talare  -  più potenti d’Italia?
I soldi.
Quello che vogliono capire la procura e i finanzieri di Genova è se una serie di operazioni finanziarie, appalti ed erogazioni liberali, possano essere tra loro collegati o se abbiano invece seguito percorsi del tutto indipendenti.
Il punto di partenza è quel “regalo” che la Fondazione Carige presieduta da Flavio Repetto nel 2011 fa allo Ior, riprendendosi cento milioni di obbligazioni senza pretendere il pagamento (tra i 7 e i 9 milioni di euro) dei diritti d’opzione.
Nel 2009, ovvero proprio mentre si stava pianificando in gran segreto l’operazione di rafforzamento di Carige attraverso una “santa alleanza” (sfumata nel 2011) appunto con lo Ior e con la Cassa di Risparmio di Torino, la Generale Ristorazione, ovvero la società di ristorazione collettiva di Flavio Repetto, otteneva un importante appalto per l’installazione di distributori automatici nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Continua

Mi piace(0)Non mi piace(0)

IN MORTE DEL MAESTRO KARLHEINZ DESCHNER, AUTORE DE: “STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO”

Karlheinz Deschner  nacque a Bamberga, il 23 Maggio 1924, ed è morto ad Hassfurt, l’8 Aprile 2014.

index Karlheinz Deschner

1) Il padre era una guardia forestale a Bamberga, nel land della Baviera, ed era cattolico, mentre la madre, inizialmente protestante,  si convertì, poi,  al Cattolicesimo.
Terminata la Scuola elementare, frequentò  il seminario francescano a Dettelbach, studiando, dal 1934 al 1942, nel collegio tenuto da Carmelitani e suore inglesi; pertanto, si potrebbe dire sia che, così, conobbe il nemico dall’interno, sia che lì si forgiò le armi, che, poi, magistralmente rivolse contro lo stesso.
Nel 1942, superati gli esami finali, fu immediatamente arruolato, come il resto della sua classe, nell’esercito tedesco, nel quale rimarrà sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, venendo ferito più volte nel corso del conflitto.
Tra il 1946 ed il 1947, frequentò lezioni di Diritto, Teologia, Filosofia e Psicologia presso il collegio Filosofico-Teologico di Bamberga.
Dal 1947 al 1951, presso l’Università di Würzburg studiò Letteratura tedesca contemporanea, Filosofia e Storia, laureandosi nel 1951 con una tesi intitolata: “Le liriche di Lenau come espressione della disperazione metafisica”.
Nello stesso anno, sposò Elfi Tuch con cui ha avuto tre figli: Katja (1951), Bärbel (1958) e Thomas (1959 – 1984). Continua

Mi piace(6)Non mi piace(0)

SONDAGGIO UAAR – DOXA SU RELIGIOSITÀ ED ATEISMO* Grazie a Dio, sono ateo

Gli scopi dell’indagine
Sono disponibili diverse inchieste sui sentimenti religiosi della popolazione italiana.
L’Uaar ha chiesto a Doxa di indagare aspetti solitamente tralasciati: l’ampiezza della pluralità del panorama religioso contemporaneo, il condizionamento esercitato dalla Chiesa nella vita di ogni giorno, il rapporto con i non credenti e con alcuni temi laici, la rappresentatività di un’associazione come l’Uaar.

images Ateismo
Il panorama religioso contemporaneo
L’intento era di individuare con maggior precisione l’auto-collocazione religiosa degli italiani, e a tal fine si è provveduto a inserire una categoria specifica, quella dei “credenti senza riferimento religioso”, la cui dimensione è spesso sfuggita ai ricercatori.
I dati ne hanno mostrato la ragguardevole consistenza, riducendo pertanto – rispetto a inchieste analoghe – la dimensione dei cattolici e dei non credenti.
In particolare, si definiscono credenti cattolici 3/4 degli italiani, a cui si aggiungono un 10% di credenti senza riferimenti religiosi e un 5% di credenti in altra religione.
Il rimanente 10% si distribuisce in parti uguali tra i gruppi degli agnostici e degli atei (5% ciascuno). Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

DIO E L’ ODIO. Le colpe della Chiesa nel genocidio in Rwanda

“Mai come in Rwanda la Chiesa ha fatto scempio dei suoi princìpi fondamentali”.
A vent’anni di distanza dai massacri e dalle violenze che in cento giorni hanno provocato quasi un milione di morti, un saggio di Vania Lucia Gaito fa luce sulle responsabilità della Chiesa cattolica nel genocidio ruandese.
Pubblichiamo la recensione e le pagine iniziali del libro [1].
(In questa sede, data la lunghezza dei due testi, pubblichiamo solo la recensione).
n_ruanda_16 L'orrore

LE ORIGINI DEL MALE
recensione di Giampaolo Petrucci

Diffidare dalle definizioni e dalle categorie rigide è d’obbligo, soprattutto quando si parla d’Africa e dei pluriennali conflitti sparsi un po’ su tutto il continente.
Emblematico l’esempio del concetto di “guerra etnica”, utilizzato – tanto sul piano istituzionale (locale e internazionale) quanto su quello economico dei grandi colossi multinazionali – per una narrazione spesso molto distante dalla cruda realtà, fatta principalmente di spregevoli interessi economici e geostrategici. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

MIRACOLO A BOLSENA? NO, È OPERA DI UN BATTERIO

1)  Attenti al batterio !!
Nell’era tecnologica, che ci coinvolge tutti, non ci rendiamo conto, a volte, della temeraria potenza dei batteri, questi minuscoli, invisibili coabitanti del nostro universo temporale.
Eppure una solenne festività religiosa che cade all’inizio dell’Estate ( quest’anno si celebra il 22 del mese corrente) e che coinvolge milioni di persone e le fa agitare e muovere in un frenetico ritmo scandito da processioni, infiorate, inni cantati a gole spiegate e musiche sparate da bande musicali con pifferi e grancasse , questa festa, dicevo, che tutti conosciamo come la festa del “ Corpus Domini”, è stata causata da un semplice e , tutto sommato, innocuo batterio: si chiama “Serratia marcescens”.

serratia--644x400
Appartiene al gruppo dei gram-negativi e si combatte con antibiotici ed è responsabile di infezioni all’apparato urinario e respiratorio e, se non letale per l’uomo, sta però decimando alcune popolazioni di corallo caraibico.
Ma ha una strana prerogativa: in periodi di temperature elevate ed umidità accentuata produce su cibi ricchi di amido ( pane e focacce) un abbondante pigmento rosso vivo chiamato “ prodigiosina”,di consistenza leggermente viscosa, facilmente scambiabile per sangue fresco appena uscito da una ferita. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(1)

RELIQUIE DEI SANTI CHE GIRANO ALL’INTERNO DELLE SCUOLE PUBBLICHE

Qualcuno può non chiamarla necrofilia?
Proprio una religione per la vita !

Ricevo la seguente segnalazione da un nostro socio che insegna nella scuola elementare pubblica, che chiede un mio/nostro urgente intervento.
Per la seconda volta in pochi mesi, resti umani spacciati per reliquie sacre fanno il giro delle scuole dei paesi etnei, compresa la scuola dove il nostro socio lavora. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

COCAINA E VOCAZIONI ECCLESIASTICHE

Sequestrato in Vaticano un pacco proveniente dalla Germania e contenente 340 grammi di cocaina liquefatta e stipata dentro un cospicuo numero di profilattici.
La droga è stata consegnata alle autorità vaticane. Se ne cerca il destinatario.
Ma noi abbiamo i nostri corvi, che astutamente hanno carpito e poi trasmesso un colloquio riservatissimo che il dovere di cronaca ci impone di rendere a tutti noto.
Un saluto da Eraldo

Cocaina e vocazioni

Tra il lusco e il brusco, tra le fronde e il fresco,
confida il cardinale camerlengo
al nuovo santo padre, il buon Francesco:
“Or ora dalle Poste me ne vengo Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

COME FAR SALTARE IL BANCO DELL’OTTO PER MILLE

In Italia le primavere sono ormai annunciate dalle dichiarazioni dei redditi.
Più che le rondini, sono gli avvoltoi che volteggiano intorno al lauto banchetto, a cominciare da quelli di
I Feel Cud: un concorso a premi con cui la Cei invia i giovani cattolici a estorcere ai vecchietti qualche firma in più a favore della Chiesa cattolica. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)