Il 24 Ottobre la scuola torna in piazza, verso lo sciopero del 13 Novembre

Comunicato-stampa

Il 24 Ottobre, la Scuola torna in piazza con manifestazioni regionali contro l’applicazione della legge 107 e l’umiliante “offerta” di 8 euro mensili lordi di aumento nella Legge di Stabilità, dopo sei anni di blocco contrattuale.

A Roma, corteo unitario da Piazza della Repubblica (ore 15) a Piazza Santi Apostoli, verso lo sciopero della Scuola del 13 Novembre. Continua

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Domenica, 24 Maggio, Perugia – La marcia per la Scuola Pubblica

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FLC-CGIL – CISL-SCUOLA – UIL-SCUOLA- SNALS- GILDA

Organizzano La Marcia Perugia-Ponte San Giovanni,

in difesa della Scuola Pubblica,

Domenica, 24 Maggio 2015, ore 10,00;

partenza dai Giardini del Frontone.

***

COMUNICATO STAMPA

Il DDL sulla Buona Scuola sta producendo i suoi nefasti effetti prima ancora di diventare legge.

Nella regione Umbria, dove si sarebbe dovuto realizzare un incremento di posti in organico Docenti della Scuola Superiore in conseguenza dell’aumento del numero di alunni (+500), è dato registrare, invece, un taglio del numero dei posti assegnati superiore a 50 posti.

Questo accade perché, mentre negli anni precedenti, veniva autorizzato un anticipo di posti dell’organico di fatto, cioè di quello destinato a coprire le reali esigenze legate al regolare funzionamento delle scuole, per il prossimo A.S. l’autorizzazione viene negata in quanto il DDL non prevede l’adeguamento delle dotazioni organiche al fatto.

Le conseguenze?
91 docenti risultano soprannumerari, benchè esista una disponibilità di circa 8mila ore.

Questo personale va a sommarsi ai docenti DOP (144) frutto dell’altra epocale riforma della scuola targata Gelmini.

Aggiungiamo che, ad oggi, non c’è il decreto sugli organici del personale ATA, ma la Legge di stabilità ha previsto per il prossimo A.S. un taglio di ben 2020 unità di personale amministrativo, ed il divieto, per le scuole di nominare supplenti in caso di assenze del personale tecnico, amministrativo e collaboratori scolastici.

In conclusione, risulta evidente che le scuole rischiano di essere in ginocchio e che, quindi, c’è una ragione (con la R maiuscola) in più per andare avanti nella lotta non solo contro i troppi aspetti inaccettabili del DDL di Renzi, ma anche per rivendicare quanto necessario per il regolare funzionamento delle scuole.

Perugia, 13.05.2015

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[video] Scuola, il capolavoro aziendalistico che non era riuscito nemmeno alla Gelmini

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LA VIOLENZA DI RENZI SULLA SCUOLA: PARLAMENTO COMMISSARIATO

Vi prego di ascoltare questo video. Ascoltatelo tutto.

Capirete contro chi stiamo lottando in questi giorni e soprattutto per cosa stiamo lottando.

Ho spiegato perché il #M5S ha abbandonato i lavori di commissione e perché il PD ha tradito il suo elettorato realizzando il capolavoro aziendalistico che non era riuscito nemmeno alla Gelmini.

VIDEO

Il 19 in piazza per salvare la scuola!

Cosa dobbiamo fare per bloccare il ddl #scuola? Ad esempio venire il 19 maggio, giorno di votazione finale alla Camera, davanti Montecitorio.
Dobbiamo essere tanti, insegnanti, studenti, famiglie, dirigenti scolastici, amministrativi, cittadini che hanno a cuore il futuro del nostro paese!

VIDEO

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Contro la retorica del “cambiare”

“Cambiare” è un verbo che non ha un valore in sè: dipende da cosa e come si cambia !
Cambiare può anche voler dire tornare indietro rispetto al presente: sempre di cambiamento si tratta.

Visto che ci vantiamo di essere superiori agli altri animali grazie alle nostre facoltà intellettive, usiamole, e prima di accettare un cambiamento solo perché è (dichiarato) tale, analizziamolo: se è interessante, si accetta, eventualmente discutendone.
Se rappresenta fumo negli occhi od il ritorno ad un passato già sperimentato come apportatore di conseguenze negative, si rifiuta.
Accettare senza analizzare è un comportamento da robot (ma ormai nemmeno essi sono solo dei meri esecutori di ordini !).

Un esempio di quando “cambiare” vuol dire arretrare:

Questa cosa della chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi non è affatto nuova.
Indovinate un po’ chi l’ha introdotta nel 1923?
Si proprio lui: MUSSOLINI !

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Fonte: http://www.facebook.com/reteviola2/photos/a.164528463563861.43470.162054477144593/1097552646928100/?type=1&pnref=story.

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Il M5S sostiene lo sciopero della Scuola pubblica

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In un’Italia dove si investe appena il 3,7% del PIL in istruzione contro una media europea del 5,4%. Dove l’abbandono scolastico è al 18% contro una media europea del 12%. Dove solo il 53% delle scuole ha il certificato di agibilità, il 44% (quasi la metà) risulta «non completamente a norma» e un terzo delle stesse è ad alto livello di sismicità. Dove i docenti sono i meno retribuiti e i più anziani d’Europa. Dove ci sono 120 mila supplenze ogni anno. Dove ormai le famiglie finanziano per 400 milioni annui le scuole con una vera e propria tassa occulta.

In questo paese, il bulletto toscano, vuole istituire la sua “buona” scuola che prevede:

ALTRI TAGLI ALLA SCUOLA: a fronte del miliardo stanziato per la buona scuola, il governo Renzi ha tagliato 1,4 miliardi in legge di stabilità sempre all’istruzione. Il saldo è negativo ancora una volta. I 3 miliardi per il 2016 sono solo promesse e saranno finanziati da altri tagli sempre alla scuola. Si assegnano invece ulteriori incentivi economici per le provate, che già ricevono quasi 500 milioni ogni anno.

SCUOLE DI SERIE A E SCUOLE DI SERIE B: il ricorso maggiore ai finanziamenti di famiglie e imprese per compensare i minori investimenti dello Stato porteranno a scuole ancora più disastrate e scuole che riusciranno a sopravvivere grazie ai soldi di famiglie e imprese. Col rischio di trovarci le aziende dentro le nostre classi. Continua

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Controriforma autoritaria ed antidemocratica della Scuola: una catastrofe per tutti

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Rischiamo moltissimo. Rischiano i docenti nuovi assunti: demansionati o no, a seconda dei capricci del DS reclutatore; vincolati a contratti triennali, dopo i quali torneranno nella centrifuga – il frullatore, come lo chiama il mio amico Carlo Salmaso – degli albi regionali: nuovo giro, nuova corsa. Rischiano i docenti di ruolo, anche i più anziani. Continua

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“Perché ci fate questo lei e il suo presidente che non ha votato nessuno ?”

“CI AVETE PRESO PER IL CULO, NON VOTERÒ PIÙ PD” – Un’insegnante precaria polverizza Fassina: “Perché ci fate questo lei e il suo presidente che non ha votato nessuno”.

Video: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/04/18/scuola-fassina-contestato-dagli-insegnanti-precari-presi-per-il-culo-non-votero-piu-pd/362574.

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Detrazioni per le scuole paritarie? No, grazie!

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Comunicato stampa Uaar

«Non bastavano le già cospicue risorse che ogni anno escono dalla casse dello Stato per il finanziamento delle scuole paritarie — per l’anno in corso il governo ha previsto finanziamenti per 472 milioni di euro, non bastavano i quasi 700 milioni di euro erogati dalle amministrazioni locali e di cui nessuno parla, non bastava l’esenzione Imu-Tasi! Ora ci toccherà aggiungervi anche il costo delle detrazioni per le famiglie che decidono di mandare i propri figli alle private».

Ha commentato così Raffaele Carcano, segretario dell’Uaar, le novità relative alle scuole paritarie contenute nel ddl di riforma del sistema scolastico approvato dal Consiglio dei ministri il 12 marzo.

«D’altronde — ha proseguito — non dovremmo sorprenderci: ben 44 parlamentari della maggioranza che sostiene il governo hanno scritto al premier Renzi nei giorni scorsi per chiedergli un intervento in questo senso. Ed è ben nota la simpatia della ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, per la “causa” delle scuole paritarie. Fresca fresca di nomina la ministra pensò bene di mettere i puntini sulle i dichiarando che “la libertà di scelta educativa è un principio europeo” di “grande civiltà” e che dunque paritarie e statali devono avere “uguali diritti”. Posizioni che ha ribadito a più riprese lungo l’arco di quest’anno che l’ha vista alla guida del Miur».

«Si sostiene che le scuole paritarie costituiscono un evidente risparmio per la finanza pubblica — prosegue il segretario dell’Uaar — ma questo è falso. Ammesso e non concesso che gli studenti delle paritarie, qualora le amministrazioni pubbliche cessassero i loro munifici versamenti, tornino in massa alle vere scuole pubbliche, l’impatto sarebbe minimo. Perché gran parte dei costi pubblici sono fissi (stipendi degli insegnanti e mantenimento degli edifici) e non variabili. Di questo passo tra non molto si proporrà di abolire anche il trasporto pubblico: così il risparmio per lo Stato sarebbe eccezionale!».

«Per altro — sottolinea ancora Carcano — come ha notato anche l’ex ministro Luigi Berlinguer, ideatore della legge sulla parità scolastica, non si è ancora effettuato alcun controllo sulle scuole paritarie. E allora che senso ha finanziare scuole che, come abbiamo denunciato alla Commissione europea, discriminano studenti e disabili, sottopagano insegnanti, hanno una qualità di insegnamento più bassa di quelle pubbliche?».

Insomma, l’Uaar torna a ribadire quel che ha sempre detto: le scuole private non potranno mai, per definizione, essere la scuola di tutti. Rappresenteranno invece sempre progetti educativi di parte: la cui esistenza è garantita dalla Costituzione, purché «senza oneri per lo Stato». I cittadini che lo vogliono sono liberi di destinare soldi a istituti meno competitivi di quelli statali. Ma non chiedano soldi alle tasche, sempre più vuote, di tutti gli altri.

Approfondimenti su icostidellachiesa.it

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LA SCUOLA DEI PODESTÀ

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di Daniela Pia (insegnante, Cagliari)

Da bambina sentivo parlare della magnificenza della mensa dei signori del mio paese:
il proprietario terriero, il medico, l’ostetrica, il farmacista, il brigadiere e persino il maestro; da loro sulla tavola delle feste c’era sempre qualche coniglio, un agnello, ricotta, dolci e pane che giungevano come dono.

Così accadeva.
La mensa dei meno abbienti si spogliava per ingraziarsi la benevolenza dei “maggiorenti”.

Ero una bambina e, nelle conversazioni assorbite nelle sere d’ estate, registravo un fastidio, una feroce ribellione che non sapevo spiegarmi. Una inquietudine che mi avvolgeva e non mi faceva dormire, come invece facevano i miei fratelli.

Pensavo che per i miei nonni, per mia madre e mio padre, quei tempi erano stati segnati da tante, troppe rinunce. Pensavo che il pane che era mancato loro era stato il frutto di un furto. Ammiravo mio nonno, animo anticonformista, che poco si era dilettato in queste leziose captatio benevoletiae, pagando un prezzo alto che ricadde ingiustamente anche sui suoi figli.

E mi viene in mente una similitudine con questi presidi della scuola, nostri superiori investiti – dal «Renzino di turno e dalle Giannette per caso» – di poteri da podestà nel progettino chiamato Buona Scuola: so per certo che pletore di genitori disperati hanno già dato avvio alla campagna acquisti del Preside – amico dello zio del cugino della mamma della cognata del vicino – e penso che il Natale, la Pasqua e le feriae augusti di questi nuovi vescovi conti, investiti di un potere feudale o fascio-feudale sarà sicuramente più ricco e appagante di quello che vivranno la moltitudine di insegnanti che ambiscono, dopo decenni di studio, a un lavoro dignitoso. Continua

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La “buona scuola” di Renzi: inaccettabile a 360 gradi !

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La ‘Buona scuola’ di Renzi è inemendabile

Brevemente, anche perché avrò tempo di tornarci nei prossimi mesi, voglio dire che il testo del ddl scuola presentato da Renzi è inemendabile. E voglio anche spiegare perché. Per farlo bisogna leggerlo integralmente ed uscire dalle patinate slides di regime, di cui invece tanti sembrano accontentarsi. Registriamo e portiamo a casa – come Comitato per il sostegno alla Lip scuola, che – assieme ad altri soggetti – si è battuto per ottenere questo risultato, un successo indubitabile: rispetto all’arretramento di dicembre relativo a quanto previsto nel pdf La Buona Scuola, si evidenzia un ulteriore – definitivo – arretramento sugli scatti di anzianità, che verranno mantenuti. Ma, per il resto, la bozza di ddl è la concretizzazione di uno slogan che un tempo usavamo in senso paradossale: la scuola azienda. Continua

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La scuola del Grande Mentitore: precari ingannati, Presidi padroni, soldi alle private, studenti apprendisti

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Contro la scuola-azienda dei capetti e la scuola-quiz dell’Invalsi, per l’assunzione di tutti i precari, Sciopero Generale il 5 e 6 Maggio (Infanzia ed Elementari) e il 12 (Medie e Superiori).

L’avevamo detto e scritto con largo anticipo: non fidatevi del Grande Mentitore; la sbandierata assunzione da Settembre di 150 mila precari non solo è l’arma di ricatto di Renzi, per imporre la sua cattiva scuola, ma verrà tradita ed utilizzata per sbattere fuori dalla scuola la maggioranza dei precari, che vi lavorano da anni. Continua

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Docenti: per un pugno di euri (16, per la precisione)

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DOCENTI, 16 EURO IN PIÙ OGNI TRE ANNI PER I “MERITEVOLI”

Ecco la nuova progressione economica che ha immaginato il Governo Renzi per gli insegnanti con la “Buona scuola”.
Lo rivela la Uil Scuola.
di Salvo Intravaia, “La Repubblica” 6.3.2015.

Docenti, 16 euro in più ogni tre anni per i “meritevoli”.
Da 21 a 30 euro mensili (lordi) di aumento, ogni tre anni, per i docenti meritevoli.
Solo 10 euro al mese di incremento, sempre ogni tre anni e sempre lordi, per coloro che resteranno al palo. Continua

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Scuole private. Soldi pubblici !

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Da L’Espresso.
C’è un paradosso nel mondo dell’istruzione che sopravvive alle riforme ed ai proclami.
Da una parte, scuole pubbliche a corto di risorse, con 250 mila insegnanti precari ed edifici senza sicurezza come testimoniano i crolli nell’asilo di Milano e nella media di Bologna della scorsa settimana.
Dall’altra, istituti privati che continuano ad essere finanziati da Stato e Regioni con una dote, che sfiora i 700 milioni di euro l’anno, senza che alle sovvenzioni corrisponda un controllo sulla qualità.
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