In Turchia è scoppiata una guerra civile e nessuno ne parla

Come un’epidemia difficile da circoscrivere, il conflitto che coinvolge da qualche anno varie regioni del Medio Oriente e del Nordafrica, minaccia di espandersi ulteriormente, provocando morte, distruzione ed ondate di profughi.

Fra i Paesi a maggior rischio c’è attualmente la Turchia, investita da un’ondata repressiva senza precedenti e da una recrudescenza del drammatico conflitto, che oppone oramai da oltre trent’anni lo Stato e le forze, che chiedono maggiore autonomia per il popolo curdo, ma si sono fatte negli ultimi tempi rappresentanti anche di crescenti settori di popolazione turca insofferente dell’autoritarismo dittatoriale dell’aspirante ‘sultano’ Erdogan. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

11 Settembre, dopo 14 anni resta segreto report sui finanziatori sauditi dell’attacco alle Torri Gemelle

Nel 2002, George W. Bush secretò 28 pagine del rapporto stilato dalla Commissione d’inchiesta parlamentare congiunta sull’attività dei Servizi Segreti: per gli studiosi, trattano i rapporti finanziari tra l’ Arabia Saudita e l’organizzazione di Osama bin Laden, con particolare attenzione al supporto finanziario fornito ai 19 dirottatori ed al ruolo svolto dal principe Turki bin Faisal, allora Capo dell’Intelligence, e dal Principe Bandar bin Sultan, all’epoca ambasciatore saudita ad Washington ed amico dei Bush. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

ISIS: la furia devastatrice e la strategia di pulizia etnica e culturale.

Il mese scorso l’Isis ha compiuto l’ennesimo orribile atto, uccidendo Khaled al-Asaad, un grande archeologo che aveva dedicato gran parte della sua vita alla città di Palmyra.

Il terribile evento rilancia ancora una volta la dichiarazione di guerra dell’Isis contro il ricco patrimonio archeologico di questi luoghi.
Lo Stato Islamico si autoproclama legittimo erede di Abramo e Muhammed, visti come i profeti, che, nella Storia, hanno saputo lottare contro gli idoli e distruggerli.
Ed i bulldozer dell’Isis non risparmiano nessuno: l’ideologia, oltre al Cristianesimo ed al Giudaismo, disprezza anche le altre varianti dell’Islam, altresì definite il ‘nemico vicino’, caratterizzato da tutti i Musulmani che non appartengono alla categoria dei Salafiti musulmani sunniti, motivo per cui, a rischio sono anche luoghi di culto sciiti, sufi e persino santuari sunniti. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)

Siria: forze kurde liberano la città di Hasaka, nonostante la Turchia (ed alla faccia di Erdogan)

siria-forze-curde-300x178

Ieri pomeriggio, con una conferenza stampa congiunta del YPG (Peoples’ Protection Units) e della sua componente femminile, il YPJ, le forze kurde, che combattono contro lo Stato Islamico, hanno annunciato la liberazione della città di Hasaka dopo una battaglia che durava da oltre un mese. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

Il Sultano Erdogan vuole farsi Califfo. Vi riuscirà?

1) Pur non condividendo alcune considerazioni dell’autore, penso che Cucchi svolga un’analisi approfondita e di ampio respiro delle reali motivazioni della “svolta”, impressa recentemente da Erdogan alla politica estera ed interna della Turchia.
Tenendo conto anche dell’opera di mistificazione dei mass media nostrani, soprattutto quelli televisivi, mi sembra essere “cosa buona e giusta” contribuire alla diffusione di questo articolo.  Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

La bufala massmediatica dell’Estate: la Turchia combatte l’ISIS. La realtà: bombe sui Kurdi.

1) I bombardamenti alle forze combattenti dell’ISIS da parte della Turchia sono stati salutati come una “svolta” di Erdogan, finalmente allineata con Washington e facente parte della coalizione anti-Califfato.
Se invece di svolta diciamo cortina fumogena rilasciata ad arte, per coprire il vero obiettivo, forse capiamo di più il disegno di Ankara. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

Chi viola il diritto internazionale? La Russia e le guerre dell’Occidente

La logica è uguale a Mosca ed a Roma?
Giorni fa, un professore di una grande Università italiana ha così reagito a un mio racconto sulla Crimea:
“Sì, lo sappiamo che la maggioranza degli abitanti della penisola voleva associarsi alla Russia.
Ma il voto è stato organizzato in un paio di settimane. Non lo accettiamo.
Il referendum è una cosa seria!”. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

Le/i Kurde/i liberano Kobanê dall’ ISIS alla faccia dell’Occidente

Questo è il Comunicato, scarno, come è nel loro costume, ma essenziale, delle Forze di Difesa del Popolo (YPG):

“Le forze delle YPG/YPJ hanno completamente liberato Kobanê dai gruppi di ISIS dopo una operazione avviata a seguito del massacro perpetrato in città il 25 Giugno.
Le operazioni delle YPG/YPJ adesso continuano nei villaggi a sud di Kobanê.

Le forze delle YPG/YPJ e le Asayish stanno portando avanti operazioni contro gli esponenti dei gruppi di ISIS, che si erano infiltrati in città.
I gruppi per due giorni erano stati accerchiati nei quartieri Mektel e Martire Moro ed all’opedale Miştenur.

Gli esponenti dei gruppi si sono fatti esplodere, in quanto non avevano più nessuna possibilità di fuggire dopo l’operazione delle YPG/YPJ di questa mattina.
Le Forze della Resistenza hanno poi esteso la loro operazione nei quartieri Martire Moro e Mektel e liberato l’intera zona a mezzogiorno.

È stato riferito che dei 70 esponenti, che si erano infiltrati in città, 60 sono stati uccisi durante le operazioni.
Mentre nel centro della città continuano le attività e le ricerche, forze delle  YPG/YPJ  sono state dislocate a sud della città, per espellere gli esponenti dei gruppi dai villaggi”. [1]

A questo Comunicato, che mi ha riempito di gioia, voglio aggiungere alcune considerazioni, poiché quanto scritto e, soprattutto quanto non è scritto, dai “liberi” mass media dell’Occidente, mi dà il voltastomaco.

1) I “fini”e finti analisti dei rinomati think tank statunitensi ed europei non dicono che la Turchia, in barba alla “lotta internazionale contro il terrorismo”, ha appoggiato ed appoggia i macellai dell’ISIS con armi, munizioni, denaro, viveri, offrendo cure ai feriti e ristoro ai combattenti, nonché prestando la consulenza dei suoi grondanti di sangue Servizi Segreti.
Dopo la recente batosta elettorale, inflittagli dall’HDP, Partito dei Kurdi, di tutte le minoranze etniche e religiose, nonché di coloro che si battono per i diritti civili, è necessario avere la scienza infusa, per comprendere che Erdogan abbia deciso di farla pagare ancor più cara del solito a tutto quello che “puzza di Kurdo”, sia che si trovi in Turchia, sia che stia in Siria?
È necessario avere la palla di vetro, per capire che il micidiale attacco del 25 Giugno, nel corso del quale i “leoni” dell’ISIS hanno massacrato 152 civili, è stato possibile solo grazie all’aiuto della Turchia, anche ammesso e non concesso che gli sgherri della Bandiera Nera non siano giunti dal territorio turco, prendendo alle spalle le Forze della Resistenza?

2) Solo i finti ciechi non si sono accorti del fiume di denaro che l ‘Arabia Saudita ha fatto fluire nel corso del tempo ai più diversi gruppi armati [2], compreso l’ISIS.
Se, poi, oggi, il “cane” morde la mano, che lo ha nutrito, questo può destare meraviglia solo in chi è affetto da ebetudine stuporosa.

3) Soprattutto indigna persino le persone di mediobassa intelligenza, di cui faccio parte, la favola per adulti, che viene da mesi raccontata: le stellari Forze Armate statunitensi, che hanno avuto ragione dell’esercito di Saddam Hussein [3], esercito per di più temprato dagli 8 anni della sanguinosissima guerra con l’Iran, non riescono a distruggere le truppe dell’ISIS, che ammontano a 50.000/70.00 uomini, che, per quanto addestrati, non hanno sicuramente un’esperienza paragonabile a quella dei militari di Saddam Hussein ed a quella dei Talebani afghani, pure sconfitti dagli USA per lo meno nella fase iniziale della guerra del 2001.
Tra l’altro, le forze dell’ISIS si muovono su di un terreno, che non offre sicuramente riparo, diversamente dalle montagne dell’Afghanistan, cosicché bombardarle e distruggerle sarebbe poco più di un’esercitazione per l’aviazione statunitense.

La verità, o per lo meno buona parte di essa, è che agli Stati Uniti ed ai loro alleati mediorientali ed europei il caos ed il terrore, prodotti dall’ISIS, fanno gioco sui piani più diversi.
Di fronte a questo scenario, risalta maggiormente l’eroismo militare e la lungimiranza politica delle donne e degli uomini del Kurdistan, che dimostrano, ogni volta che ce ne è bisogno, che i tagliagole dell’ISIS, nonostante la disparità in termini di armamento, possono essere sconfitti sul campo.

NOTE
[1] Rete Kurdistan Italia, “Kobanê completamente liberata da ISIS“.
[2] De Giovannangeli Umberto, “Isis, l’avanzata del Califfo e la doppiezza dell’Arabia Saudita“.
[3] “Prima Guerra del Golfo”, Wikipedia.
[4] Wikipedia.

Mi piace(4)Non mi piace(0)

Verso la fine del sistema Erdoğan: il peso dei crimini di Erdoğan

[...] Questo fallimento è la conseguenza della sua politica estera
Il fallimento di Recep Tayyip Erdoğan non proviene da decisioni interne, è la diretta conseguenza della sua politica estera.
I risultati economici eccezionali dei suoi primi anni non sarebbero stati possibili senza l’aiuto sottobanco degli Stati Uniti che volevano farne il leader del mondo sunnita.
Sono stati fermati nel 2011 dall’allinearsi di Ankara all’operazione di distruzione della Jamahiriya araba libica, che era stata fin lì il suo secondo partner economico.
La Turchia ha risvegliato i legami storici, che aveva con la tribù dei Misratas, soprattutto degli Aghdams, cioè gli Ebrei turchi convertitisi all’Islam e stabilitisi in Libia nel XVIII e nel XIX secolo. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)

Famiglia Cristiana: “Se Israele scommette sull’Isis”.

“Per Israele si avvicina il momento della verità?”.
Davvero la situazione è così drammatica come sembra descriverla il titolo di “Yediot Ahronot”, il più diffuso quotidiano del Paese?
Certo è che le incognite di certe scelte strategiche si avverte oggi come non mai.
Nel conflitto permanente tra Paesi arabi sunniti e Paesi sciiti, che tormenta il Medio Oriente, Israele si è schierato con i primi e su questa opzione, in buona sostanza basata sull’ossessione per il pericolo rappresentato dall’Iran, il Premier Netanyahu ha fondato la propria politica estera.
Con ancor più convinzione e frenesia da quando gli Usa di Obama hanno cominciato a trattare con gli Ayatollah, per regolare la questione del nucleare. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

RENZI CELEBRATO, IMPERIALISMO DIMENTICATO

L’immagine del Renzi “dittatore” sembra l’ovvio coronamento della collana di “successi”, che egli ha riscosso negli ultimi mesi, dal Jobs Act all’Italicum, sino all’approvazione alla Camera della “Riforma” della Scuola.
Un’opposizione, che dipingeva Renzi come ciarlatano e cialtrone, sembra oggi ricredersi e cominciare finalmente a prendere sul serio il personaggio; e affibbiargli l’epiteto di “dittatore” costituisce implicitamente un modo di celebrarne l’immagine. Continua

Mi piace(2)Non mi piace(0)

IL MASSACRO A PALMIRA NON SAREBBE ACCADUTO SENZA IL SUPPORTO FORNITO DA DETERMINATI STATI AI TERRORISTI

Il Ministro degli Esteri e degli espatriati della Repubblica Siriana, Lunedì ha inviato due lettere identiche al vertice del Consiglio di sicurezza ed al Segretario generale dell’ONU circa il recente massacro commesso da terroristi a Palmira.
Nelle lettere, il Ministero ha detto che, come parte dei continui crimini terroristici contro la Siria e la sua gente, i terroristi dell’ ISIS hanno assaltato Palmira, una delle città storiche più antiche del mondo, scatenando il caos e commettendo efferati massacri contro i civili innocenti, con le orde barbare dell’ ISIS, che hanno attuato decine di macellazioni di civili, la maggior parte di loro donne, bambini e persone anziane, impedendo a migliaia di loro di lasciare la città e sequestrando molte famiglie e giovani poi trasferiti in zone sconosciute. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

I barbari a Palmyra. La farsa della lotta all’ISIS e l’ipocrisia dell’Occidente.

1280px-Palmyre_Vue_Generale
Palmyra (o Tadmor per gli Arabi) è una magica città monumentale, posta in un’oasi di palme al centro del deserto siriano, passaggio obbligato fin da tempi antichissimi delle carovane, che transitavano tra la Mesopotamia (oggi Iraq) e la Siria.
Quando l’ho visitata, pochi anni fa, sono rimasto affascinato, come capita a tutti i visitatori, dai resti dei grandi colonnati dell’antica città romana, dell’elegante teatro, dall’imponenza degli edifici costruiti nel grandioso stile siro-romano, che si può ammirare anche a Baalbeck in Libano, dal castello di epoca islamica, attribuito a Saladino,  che sorge su una collina vicina. Continua

Mi piace(5)Non mi piace(0)

Il crociato Gentiloni

Gentiloni
Gentiloni ci prova di nuovo. In Libia ci vuole proprio andare, ma il Mondo è grande e si può sempre mandare soldati anche altrove, ad esempio in Nigeria …

A proposito di un’intervista del Ministro degli Esteri

A Febbraio, dopo il suo “siamo pronti a combattere” in Libia, si era beccato del “crociato” da “al Bayan”, la radio del Califfato che trasmette da Mosul. Continua

Mi piace(1)Non mi piace(0)

Medio Oriente in fiamme: alcune coordinate fondamentali

Medio Oriente
Breve premessa. Mentre scrivevamo questo articolo – dedicato ai tanti sviluppi di quella che chiamiamo Grande Guerra Mediorientale – è arrivata la notizia dell’accordo di Losanna sul nucleare iraniano.
Un fatto che potrebbe avere conseguenze geopolitiche di primaria importanza ed un impatto non secondario sui diversi fronti di questa stessa guerra.
Su questo torneremo a breve con un articolo specifico. Continua

Mi piace(3)Non mi piace(0)