Perché gli operai vanno a destra

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Due articoli – il primo del Corriere della Sera (Giuseppe Sarcina, “Obama: Trump mi attacca perché sono nero”, martedì 22 Dicembre 2015) il secondo del New York Times – commentano l’intervista che il presidente Obama ha rilasciato alla “National Public Radio”, nel corso della quale è andato decisamente all’attacco di Donald Trump, il miliardario in corsa per la candidatura repubblicana alle elezioni presidenziali del 2016. Il Corriere si concentra sulle accuse di razzismo che Obama rivolge a Trump, anche se l’autore del pezzo sottolinea che, nell’ultimo dibattito fra i nove candidati repubblicani, nessuno (nemmeno Trump) ha rispolverato le vecchie insinuazioni in merito all’inaffidabilità di un presidente nero nella conduzione della lotta contro il terrorismo islamico. Invece il New York Times dà più peso (fin dal titolo: “Obama accusa Trump di sfruttare le paure della classe operaia”) alla polemica sulle sirene populiste che Trump utilizza per catturare il consenso dei bianchi poveri. Continua

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Obama ha scelto. Per gli Usa l’esclusione dalla Russia dal Medio Oriente è una priorità rispetto alla distruzione di ISIS

“Non poteva capitare in un momento peggiore”, così un’anonima fonte della NATO ha commentato l’abbattimento di un cacciabombardiere russo SU 24 da parte di due F16 turchi. Si tratta di un episodio gravissimo, che non solo mette in luce i costi e i rischi di condurre un’azione militare in assenza di un coordinamento politico più complessivo, ma ben di più evidenzia le tante, troppe guerre che ognuno combatte in Siria. Guerre che piuttosto che essere parallele ormai rischiano persino di confliggere reciprocamente, per la gioia del califfo al-Baghdadi.

I turchi parlano di legittima difesa, omettendo però che, anche qualora il caccia russo avesse davvero sconfinato per 17 secondi in Turchia, la prassi internazionalmente seguita in questi casi sarebbe stata quella di sospingere fuori dello spazio aereo turco l’intruso, non certo quella di abbatterlo. Come è stato giustamente osservato, “con i criteri di Erdogan negli anni della Guerra Fredda avrebbero dovuto essere abbattuti decine di aerei, con decine di casus belli per lo scoppio della Terza Guerra Mondiale…” (Pietro Batacchi sulla “Rivista Italiana di Difesa”). Evidentemente Ankara ha voluto “punire” la Russia per il bombardamento delle posizioni dei ribelli anti Asad, dotando implicitamente questi ultimi di una copertura antiaerea per procura. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso presidente turco Erdogan, quando ha sostenuto che la Turchia avesse “soltanto difeso la sua sicurezza e i diritti dei suoi fratelli turcomanni”. Se il primo obiettivo è però legittimo, pur restando eccessive le modalità con cui lo si è perseguito, il secondo implica un’ambizione panturanica e una potenziale volontà di smembramento della Siria che la comunità internazionale non può condividere in alcun modo. Continua

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Siria, vertici militari Usa: “Spesi 500 milioni per addestrare 5 miliziani anti-Is”. Sono soddisfazioni!

Ad ammettere il flop del progetto è stato il Generale Lloyd J. Austin, comandante del Centcom, di fronte alla Commissione Forze Armate del Senato.
L’ammissione fa seguito a quanto pubblicato dal “New York Times” riguardo all’inchiesta interna aperta dal Pentagono sui rapporti di intelligence, che il Centcom inviava alla Casa Bianca ed al Congresso. Continua

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Chi viola il diritto internazionale? La Russia e le guerre dell’Occidente

La logica è uguale a Mosca ed a Roma?
Giorni fa, un professore di una grande Università italiana ha così reagito a un mio racconto sulla Crimea:
“Sì, lo sappiamo che la maggioranza degli abitanti della penisola voleva associarsi alla Russia.
Ma il voto è stato organizzato in un paio di settimane. Non lo accettiamo.
Il referendum è una cosa seria!”. Continua

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Arrestano agenti USA ed israeliani che aiutano l’ISIS? Tutti zitti!

ISIS
Immagine tratta da un video dell’ISIS

I grandi media ignorano la notizia sugli elementi operativi israeliani e statunitensi arrestati, mentre aiutavano l’ISIS in Iraq.

Un episodio emerso durante la scorsa settimana, riferito a consiglieri militari americani ed israeliani, che sono stati arrestati in Iraq, mentre assistevano l’ISIS non è stato raccontato dai media dell’establishment. Continua

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