Il terrorismo quotidiano permanente dell’economia di mercato

Stragi su stragi. Senza tregua. Quasi una al giorno, ormai. Chissà perché, poi, questi orrendi attentati si abbattono sempre nei luoghi pubblici facendo strage di povera gente, di persone comuni, lavoratori e disoccupati, ragazzi e studenti.

Mai una volta – avete notato? – che l’ira delirante dei terroristi si abbatta nei luoghi del potere e della finanza. Mai. Mai un signore della finanza colpito, mai uno statista, mai un “pezzo grosso” dell’Occidente. Strano, davvero, che i pazzi alfieri del terrorismo, che in teoria – si dice – avrebbero dichiarato guerra all’Occidente non prendano di mira chi l’Occidente davvero lo governa.

Se non ci dicessero un giorno sì e l’altro pure che il terrorismo islamico ha dichiarato guerra all’Occidente si avrebbe quasi l’impressione che si tratti di una guerra di classe – gestita poi da chi? – contro lavoratori, disoccupati, classi disagiate: una lotta di classe tremenda, ordita per tenere a bada i dominati, per tenerli sotto tensione, proprio ora che, mentre stanno perdendo tutto, iniziano a sollevarsi (è il caso della Francia della “loi travail”, uno dei Paesi più colpiti dal terrorismo).

E intanto, a reti unificate, ci fanno credere che il nostro nemico sia l’Islam e non il terrorismo quotidiano permanente dell’economia di mercato. Continua

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LA VENDETTA PREMEDITATA DI ERDOĞAN

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di Pier Francesco Zarcone

C’È VOLUTO POCO PER CAMBIARE

Nel corso di una notte in Turchia tutto è cambiato e il peggio deve ancora venire.
Ricorrendo a un’immagine, potremmo dire che prima del fallito golpe la situazione turca era così rappresentabile: il composito settore degli oppositori di Erdoğan costituiva una sorta di fortezza assediata sulle cui mura – dopo la perdita di spazi viciniori – si abbattevano i colpi degli arieti islamici dell’ex sindaco di Istanbul diventato Presidente della Turchia: tuttavia quelle mura bene o male tenevano.
Oggi invece sono improvvisamente crollate, le orde di Erdoğan sono entrate e scorrazzano indisturbate in quella che potrebbe diventare assai presto una “cittadella della memoria”.
Si è sempre parlato di una metaforica agenda politica islamista di Erdoğan, e tutto fa pensare che siamo di fronte a una limpieza [rastrellamento massiccio (n.d.r.)] diretta a concretizzarla. D’altro canto il vero Erdoğan non è mai stato il presunto islamico “moderato” mistificato dai media occidentali, bensì colui che in piena convinzione amava recitare i bellicosi versi
«Le nostre moschee sono le nostre caserme, le nostre cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati».
Gli oppositori – già in precedenza intimoriti e con sempre più ridotta voglia (e possibilità) di contrapposizioni frontali – oggi sono costretti al silenzio e all’acquiescenza sperando almeno di evitare guai maggiori. Ed è sintomatico che invece il partito Mhp (vale a dire l’erede politico del kemalismo!) – attraverso il suo leader Devlet Bahçeli – si sia allineato alle velleità governative di ripristino della pena di morte (tanto, come ha detto Erdoğan, la pena di morte è dappertutto tranne che nell’Unione europea! Che non è male come giustificazione omicida…).
In buona sostanza Erdoğan sta ridisegnando a proprio uso e consumo una nuova Turchia al cui interno gli oppositori dovrebbero avere ben poco da opporre e molto da tacere. Si parla di circa 90.000 epurati, fra arrestati e dimessi dal lavoro. La cifra è impressionante, e se si va a vederne i dettagli la preoccupazione aumenta in modo esponenziale. Innanzitutto (e proprio l’entità di quella cifra lo dimostra, altrimenti il golpe avrebbe vinto) non sono finiti nel tritacarne di Erdoğan solo i golpisti.
Il vicepremier Numan Kurtulmus ha comunicato che gli imprigionati per complicità nel golpe sono 9.322, ma un tribunale di Istanbul ha rinviato a giudizio finora solo 278 persone per complicità col golpe. Il resto degli epurati riguarda gli asseriti sostenitori (anche solo simpatizzanti) di Fethullah Gülen.

ALCUNE CIFRE SULL’EPURAZIONE IN ATTO Continua

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Il Bersanellum o di come peggiorare il peggio.

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“Porcherie bersaniane” di Leonardo Mazzei

Ecco in pista la legge anti-M5S. Porta la firma di Bersani… sempre fedele alla “Ditta”

Si può fare una legge elettorale più antidemocratica dell’Italicum? Ovviamente sì.
Al peggio, si sa, non c’è limite. E la minoranza Pd (per favore non chiamiamola “sinistra”) è lì per ricordarcelo.

Ieri l’altro alla Camera il mitico Roberto Speranza, il campione mondiale delle ritirate parlamentari, ha presentato l’ennesima legge elettorale truffa. Se ne sentiva la mancanza…
Ma dire truffa è dire poco, perché il cosiddetto “Bersanellum” – dal nome del capo un po’ suonato di una corrente sempre più stordita – è il peggio che sia mai stato presentato sull’italica piazza.
E sì che nella fiera di questi anni se ne son viste e sentite di tutti i colori.

Diciamo che in un’ipotetica graduatoria, da zero a dieci, sulla democraticità delle varie leggi elettorali, se il voto all’Italicum è due, quello al Bersanellum non può che essere zero.

Ma perché ce ne occupiamo, visto che i bersaniani contano (e meritatamente) come il due di picche quando briscola è denari? La ragione è presto detta: perché costoro hanno alle spalle ben altre forze.
Ad oggi la loro proposta è destinata a restare in frigorifero, ma dopo il referendum verrà di certo scongelata.

Quali sono le forze che si muovono dietro l’improbabile Speranza?
Ieri mattina, in un’intervista al Foglio, ecco dove va a parare Giorgio Napolitano: Continua

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Golpe in Turchia: quello vero è adesso.

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IL GOLPE IN TURCHIA: UN TRAGICO ENIGMA

di Pier Francesco Zarcone

Fare della “dietrologia” è cosa per molti antipatica e magari insopportabile. Riguardo al recente e fallito golpe turco commenti dietrologici sono già stati presentati anche da illustri giornalisti non tacciabili di ignorare le faccende del Vicino Oriente né di ingenuità credulona. Ad ogni modo dal canto nostro non possiamo fare a meno di porci delle domande spontanee, o meglio formulare la domanda di base: “Ma che razza di golpe militare è mai stato quello del 15 luglio?”.
Possiamo pure evitare i raffronti con i precedenti colpi di stato nella quasi secolare storia della Repubblica di Turchia – i quali con precisione e rapidità assolute in brevissimo tempo dettero ai golpisti il totale controllo del paese – e limitarci a quanto è appena accaduto. Da questi recentissimi fatti consegue un giudizio tecnico (plausibile al di là delle apparenze?) di totale e strana incompetenza dei capi golpisti, se non addirittura di loro imbecillità.
Ebbene, è concepibile che il primissimo atto del golpe non sia stato l’arresto di Erdoğan in villeggiatura a Marmaris?
Perché non sono stati messi fuori funzione trasmettitori e ripetitori dei telefoni cellulari, nonché Internet? Continua

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I prenditori di lavoro, datori di buoni pasto.

Dove porta la corsa verso il basso

Il taglio minimo dei buoni pasto cartacei è di 5,29 euro, mentre il voucher costa 10 euro l’ora, per un salario netto di 7,50 euro.

È anche per questo, probabilmente, che alcuni individui (mi rifiuto perfino di chiamarli imprenditori, per rispetto di quelli che lo sono veramente) hanno deciso di usarli come stipendio.
No, non oltre allo stipendio: proprio come paga, senza nient’altro. Niente soldi. Ovviamente, niente contributi. Solo buoni per mangiare.

È l’ultimo, grottesco, effetto del dumping salariale e di diritti a cui assistiamo da alcuni decenni.
Si è iniziato con i Co.co.co. e gli interinali (pacchetto Treu, 1997), si è passati ai somministrati, agli intermittenti, ai co.co.pro e ai primi voucher (legge Biagi, 2003), si sono quindi ampliati a dismisura i contratti a termine (decreto Poletti, 2014) e quindi estesi all’infinito i voucher stessi, rendendo nel contempo tutti gli altri licenziabili, demansionabili e telecontrollabili (Jobs Act, 2015). Continua

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Vatileaks, una vittoria del giornalismo
(https://it.wikipedia.org/wiki/Vatileaks)

La sentenza dimostra che chi racconta storie verificate e non diffamanti non deve avere paura di essere censurato. Nemmeno in Vaticano. E che vale la pena combattere battaglie di principio
di Emiliano Fittipaldi

Se il processo in Vaticano a due giornalisti e a due libri è stato una farsa, la sentenza finale ha dato un senso pieno a una battaglia durata sette mesi. Una battaglia per la libertà di stampa che non è stata vinta solo da due giornalisti: la vittoria dei principi liberali – al netto dell’improbabile carcerazione – è una vittoria colettiva. Della stampa, e dell’opinione pubblica che ha diritto ad essere informata. Sempre, anche quando si tratta dei segreti finanziari del Vaticano.

Ieri sera i giudici di papa Francesco non hanno solo assolto la libera stampa. Hanno fatto letteralmente a pezzi l’impianto accusatorio del promotore di giustizia, che considerava il sottoscritto e Gianluigi Nuzzi colpevoli di aver «concorso moralmente» nella divulgazione di notizie riversate, grazie «all’impulso psicologico» che con la loro «presenza e disponibilità ha contribuito a rafforzare il proposito della rivelazione delle notizie» di due funzionari vaticani, monsignor Balda e Francesca Immacolata Chaouqui. «Chi riceve notizie normalmente non è punibile. Ma stavolta i giornalisti sono stati una ragione essenziale per divulgare le notizie», hanno spiegato i magistrati nella requisitoria. Continua

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I morti a Dhaka: le parole (come sempre) sono fondamentali.

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Pillole di radio, tra stanotte e stamattina:

“Diplomatici occidentali”. Ma erano in gran parte imprenditori. Ed erano italiani e giapponesi. I giapponesi sono occidentali? Sono forse filo-occidentali?

“Ma allora ci chiediamo, come si chiede il premier del Bangladesh, che musulmani sono questi?”

Il premier del Bangladesh è una donna (e in Italia ancora non ci è toccato una presidente del Consiglio…). Sheykh Hasina Wazed è alla guida del Paese da dodici anni, suddivisa in due periodi al governo. Fa parte di quella tradizione delle donne al potere in grandi Paesi del subcontinente indiano di cui non si parla praticamente mai.

“Che musulmani sono questi?” Ma perché, sono musulmani o sono terroristi, quelli che hanno seminato morte nel ristorante di Dhaka? Ai terroristi delle Brigate Rosse abbiamo dato la patente di comunisti? Abbiamo descritto i terroristi dell’IRA come ferventi cattolici? La distinzione è fondamentale, sempre. Nelle nostre conversazioni, e ancor di più se di mestiere si fa il/la giornalista. Oltre un miliardo e mezzo di persone musulmane accomunate a una banda di criminali e terroristi che usa una bandiera fintamente religiosa, e che molto spesso – lo si è visto in Europa – non ha una frequentazione seria e profonda con la fede. La fede diventa un’ideologia, il vessillo di mercenari come mercenari sono quelli dell’ISIS.

Ho ascoltato alla radio, alla radio di Stato, tra stanotte e stamattina, una pletora di stereotipi, luoghi comuni, inesattezze, generalizzazioni. Vi è stata una incapacità di distinguere, e di fare domande serie. Carlo Jean cita il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi che promuove negli anni recenti l’islam riformatore, e il conduttore non gli chiede che fine hanno fatto 40mila persone nelle carceri egiziane, in una fase in cui le nostre relazioni si sono raffreddate per il caso Regeni. Un esperto di terrorismo, Iacovino, ha messo insieme gli attentati (“quasi quotidiani”…..[sic!]) in Israele e quelli a Kabul. Sempre Iacovino cita Al Azhar per un modello più moderato di Islam [sic!], e parla del jihadismo nelle moschee, ma evita accuratamente di rispondere alla domanda sull’influenza dell’Arabia Saudita sulle madrasa in giro per il mondo. Continua

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Le infinite violenze turche sul popolo kurdo. Boicottiamo la Turchia criminale !

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Dal 25 Giugno al 16 Luglio 2016 parte in Italia una mobilitazione nazionale contro la guerra in corso in Turchia e le violenze verso il popolo Curdo.

Dal mese di Luglio dello scorso anno, il governo Turco ha dichiarato una nuova guerra al popolo curdo, interrompendo i negoziati con il presidente Abdullah Öcalan, detenuto in totale isolamento nell’isola carcere di Imrali e aprendo una campagna militare e politica dentro i suoi confini.

La campagna in corso del governo Erdogan ha portato nel corso dell’ultimo anno alla distruzione di decine di città curde e all’imposizione del coprifuoco permanente. Interi quartieri delle grandi città di Diyarbakir, Sirnak, Cizre, e innumerevoli villaggi sono stati rasi al suolo, in un operazione militare che ha colpito innanzitutto civili, donne, anziani, bambini, bruciati vivi all’interno delle loro case. La campagna militare non ha risparmiato neanche i vicini confini della Turchia colpendo i villaggi del Kurdistan del Sud in Iraq con bombardamenti a tappeto e con le operazioni in corso sul confine siriano che accumulano vittime tra i profughi. Continua

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La Chiesa non vuole pagare (e noi paghiamo anche per essa)

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Solo a Roma, il Vaticano e le strutture annesse che godono di privilegi non hanno pagato tributi per 400 milioni di euro l’anno. Lo denunciano Daniele Frongia (M5S), coautore di “E io pago”, e il radicale Riccardo Magi.

Vaticano, le tasse che la Chiesa non vuole pagare: superati 400 milioni di euro l’anno

Reportage di Nello Trocchia per La Gabbia (La7) sulle tasse locali evase dall’universo Vaticano. Il giornalista prova invano a chiedere lumi a François-Xavier Dumortier SJ, magnifico rettore uscente della Pontificia Università Gregoriana, che con il Comune di Roma ha un contenzioso di 600mila euro per non aver mai pagato la tassa sui rifiuti. Trocchia poi intervista Daniele Frongia del M5S, presidente della Commissione di Spending Review di Roma Capitale e autore del libro “E io pago”. Il consigliere comunale rivela: “Coi tributi non pagati dal Vaticano sono stati superati i 400 milioni di euro l’anno. Con un buon piano di rientro si può recuperare almeno la metà”. L’inviato de La Gabbia spiega che tra mancati introiti, c’è anche la diffusione evasione delle case per ferie, veri e propri alberghi di proprietà di congregazioni religiose. Una parte non ha mai pagato Imu e Tasi, altri vanno a singhiozzo oppure sono in contenzioso col Comune. Prova, quindi, a prenotare una stanza di uno di questi alberghi, a 5 minuti dal Colosseo. Prezzo di una stanza doppia: 136 euro. A riguardo, chiede spiegazioni a Riccardo Magi dei Radicali, che ha fatto i conti sull’evasione diffusa delle case per ferie delle congregazioni religiose. “Su 300 di queste strutture” – afferma Magi – “il 40% non ha mai pagato l’Imu da quando esiste questa tassa, cioè dal 2012. L’amministrazione comunale sta tentando di recuperare quasi 20 milioni di euro, sui quali però c’è un contenzioso. Con l’arrivo del commissario Tronca non c’è stato alcun aggiornamento dei dati, né un’attività specifica su questo settore. Su Affittopoli, ad esempio, c’è stato un grande impegno, anche mediatico, ma non su questo settore”. Trocchia tenta, quindi, di interpellare Tronca a margine di una conferenza. Ma il commissario prefettizio non dà alcuna risposta

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Comunicato dei 12 “banditi da Torino”

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È a Torino che abbiamo visto portare via uomini e donne perché non avevano un documento. A Torino abbiamo visto la polizia caricare un corteo di operai che avevano osato ribellarsi.
A Torino abbiamo visto le pattuglie dei carabinieri aiutare padroni e banche a sbattere in strada i nostri vicini di casa in ritardo con l’affitto o con il mutuo.
A Torino abbiamo visto interi quartieri trasformarsi secondo le esigenze dei ricchi sulla testa dei più poveri che li abitano.
A Torino e nelle sue valli abbiamo visto la celere bastonare le persone accampate a difesa della terra in cui vivono.

Ma a Torino abbiamo anche visto decine di persone sollevarsi per permettere a un clandestino di scappare a un controllo e centinaia di facchini tener testa a chi li voleva cacciare dai cancelli del CAAT. Qui abbiamo visto intere vie chiuse dai cassonetti per respingere un ufficiale giudiziario e decine di abusivi riprendersi la piazza sotto gli occhi impotenti della polizia. È a Venaus che le stesse persone bastonate hanno rialzato la testa e spazzato via plotoni di celere riconquistando il terreno perduto. Continua

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L’Istat conferma il bluff occupazionale renziano

VIDEO: STATISTICHE #ISTAT SUGLI OCCUPATI- IL MINISTERO DEL LAVORO CONFERMA IL “TRUCCHETTO”: BASTA UN #VOUCHER A SETTIMANA E RISULTI OCCUPATO

In risposta alla nostra interrogazione di chiarimenti sul metodo di rilevazione delle statistiche ISTAT relative agli occupati, il Ministero del Lavoro conferma che “coloro che nella settimana di riferimento hanno avuto una retribuzione tramite voucher, a fronte di una prestazione lavorativa di almeno 1 ora, vengono classificati come occupati”.

Il Ministero ha specificato inoltre che i metodi di rilevazione sono “armonizzati” con gli standard dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e con i regolamenti del Consiglio e della Commissione europea.

Pertanto la rilevazione, conformemente a quanto avviene nei 28 Paesi dell’Ue, definisce occupato una persona di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:
- ha svolto almeno 1 ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;
- ha svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nell’impresa di un familiare nella quale collabora attivamente;
- è’ assente dal lavoro (per ferie, malattia o cassa integrazione) ma continua a percepire almeno il 50% della retribuzione.

Quindi col boom di voucher e la bolla speculativa creata con gli sgravi contributivi, il BLUFF OCCUPAZIONALE di Renzi è servito.

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Anche i Medici per l’ambiente (Isde) dicono NO alla controriforma costituzionale

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Come per il referendum sulle trivelle, l’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia propone il suo punto di vista su uno dei temi più caldi e dibattuti di questo periodo: la riforma della Costituzione.

Ad Ottobre saremo chiamati ad esprimerci tramite referendum sulle modifiche che il Governo vuole apportare alla nostra Carta Costituzionale.
La posizione di ISDE Italia in merito non è “partitica”, ma rientra nei principi statutari dell’Associazione e nei nostri doveri deontologici.
D’altra parte nessuno è neutrale ma, in tutto quello che facciamo, siamo di parte. Anche la dichiarazione di neutralità è di parte…
Il NO sarà votato anche da illustri costituzionalisti, indipendentemente dalla fede politica.
Dobbiamo pensare alla Costituzione, che va salvaguardata non per appartenenza partitica ma per evitare le ricadute negative su ambiente e salute che la riforma potrebbe provocare. Il voto è per definizione atto libero, ma è dovere di ISDE Italia spiegare le conseguenze delle due differenti scelte.
Molti non seguiranno le indicazioni dei loro partiti/organizzazioni, come i molti affiliati/simpatizzanti ISDE Italia, sulla base delle loro convinzioni personali, potranno discostarsi dal nostro appello ovvero seguirlo.
Per obblighi etici e statutari siamo, però, tenuti ad esprimerci nel merito. Continua

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Valle dei Fuochi umbra, messi sotto sequestro 255 ettari


LA PROCURA DI PERUGIA SEQUESTRA 255 ETTARI!
NOTIZIA ATTESA E RILEVANTISSIMA

Finalmente, dopo 30 anni, le comunità locali possono forse scorgere l’alba di un giorno nuovo.

Sono infatti importanti le novità che dalla Valnestore giungono, proprio in questi minuti, con una nuova montagna di ceneri rinvenuta attorno alla vecchia centrale di Pietrafitta; soprattutto è fatto assai atteso e rilevantissimo il sequestro cautelativo di ben 255 ettari di terreni, ordinato da parte della Procura di Perugia, dopo gli accertamenti del NOE dei Carabinieri cui tributiamo il nostro ringraziamento.

Sarebbe necessario valutare a questo punto il sinergismo di potenziamento, fenomeno ivi derivante dalla somma dei metalli pesanti dispersi all’epoca nelle matrici aria-suolo-acqua, fattori inquinanti che, uniti alle ceneri di carbone sepolte in modo affatto episodico nella valle, possono cagionare presumibili effetti negativi maggiori proprio in virtù delle molteplici cause di rischio per l’uomo, l’ambiente e la salute.

Infatti la ricerca scientifica tipicamente indica come le conseguenze di una causa di danno possano –sempre più spesso- accrescersi per via dell’esposizione inconsapevole ad altri e diversi agenti tossici.

Per questi motivi sarebbe bene che gli organi di controllo, a partire da ASL, leggessero i dati ambientali e sanitari in loco anche alla luce di una riflessione che, lungi dall’essere eterodossa, è viceversa ben nota e riconosciuta nel mondo della medicina e della farmacologia, informando dunque le popolazioni in modo esaustivo: bisogna comportarsi proprio in modo opposto rispetto al contegno tenuto -per decenni- dalla Regione Umbria, spettatrice passiva e svogliata di un dramma collettivo

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari –M5S Regione Umbria
Valerio Spanu e Stelvio Olivi -M5S Comuni di Panicale e Piegaro

15 Giugno 2016

Notizia: http://www.perugiatoday.it/cronaca/valle-dei-fuochi-umbria-sequestro-area-carabinieri-centrale-pietrafitta-valnestore.html.

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